Il Consiglio Comunale di Matera non può archiviare il caso Lisurici, se la lotta alla violenza sulle donne non è solo uno slogan non possono bastare scuse raffazzonate.

E’ quanto ribadisce in una nota il circolo materano del PD in merito all’episodio di sessismo che ha visto protagonista sul web il consigliere leghista Lisurici (https://giornalemio.it/politica/battuta-sessista-di-lisurici-sulla-azzolina-la-condanna-le-scuse/) a cui è seguito una discussione nella seduta consiliare di ieri.

Il comunicato contiene anche un riferimento sibillino (non viene fatto il nome ed è grave) ad un “commento sessista di un assessore della Giunta Bennardi” su “Facebook” che permette “anche di cancellare le frasi scomode, ma non evita che le condivisioni diventino meme“. Il nome please!

Anche se il riferito sembra essere all’assessore Digilio, come per altro esplicita il comunicato di Matera Civica (https://giornalemio.it/politica/matera-civica-condanna-fermamente-ogni-manifestazione-sessista/), che il 23 ottobre scorso (era stato appena nominato nella giunta il giorno prima) al post di un consigliere di maggioranza che ironizzava sugli attacchi alla compagine risultata vincente, fece un commento sessista (ma quel commento ora risulta rimosso) di cui immediatamente dopo chiese scusa a chi stigmatizzò a caldo.

Comunque la nota così prosegue:

Una maggioranza che sventola la bandiera, o il drappo rosso come il 25 novembre il sindaco Bennardi ha invitato a fare quale segno tangibile della partecipazione cittadina al contrasto della violenza sulle donne, di un Consiglio con 11 donne su 21 eletti, ma che in sostanza è misogina. O quanto meno che non ha compreso che la violenza non è solo quella fisica.

Il presidente del Consiglio comunale di Matera, il grillino della prima ora Materdomini, nel Consiglio comunale del 30 novembre ha chiuso con troppa fretta il dibattito sul “caso Lisurici”. Il consigliere leghista, a pochi giorni dal 25 novembre, si è lanciato in un commento social sulla Ministra 5 Stelle Azzolina. Sessista e allusivo, il commento è anche corredato di faccine sghignazzanti.

Il Partito Democratico di Matera non ci sta e rinnova la richiesta di dimissioni, avanzata già nell’assise comunale, del consigliere Lisurici.

Non possono bastare le raffazzonate scuse, durante la seduta consiliare, del consigliere leghista Lisurici. Pur essendo il solo consigliere comunale che la Lega ha espresso, Lisurici dichiara una doppia personalità:” l’ho scritto dal mio account personale”.

E non si ferma qui! Ha anche affermato: “ho sbagliato a scriverlo su Facebook, forse avrei dovuto inviarlo su Whatsapp”… quando la spiegazione è peggiore di quel che si pensa e si scrive!

Solo sui social, dove la platea è più ampia, Lisurici ha un “ravvedimento operoso”, ma nello stesso post ricorda anche la donna per lui è prima il faro nella famiglia e, poi, una forza negli ambienti di lavoro.

Parole che, sebbene chiariscono il pensiero di Lisurici sulle donne, bastano al presidente del Consiglio comunale per archiviare la vicenda.

Sin dopo i primi interventi, giunti con termini aspri e duri dai consiglieri di maggioranza e opposizioni, Materdomini cerca di evitare il prosieguo del dibattito: “ha chiesto scusa… abbiamo tanti punti all’ordine del giorno”.

Il Consiglio non demorde, vengono chieste le dimissioni di Lisurici e, alla fine, intervengono sia Materdomini che il sindaco Bennardi per… una tiratina d’orecchi al leghista.

La maggioranza stende lenzuoli rossi e archivia frasi sessiste nei confronti prima di una donna e poi di un Ministro pentastellato.

Se a questa triste vicenda si somma il commento sessista di un assessore della Giunta Bennardi, perché Facebook permetterà anche di cancellare le frasi scomode, ma non evita che le condivisioni diventino meme, c’è da chiedersi quando Materdomini, Bennardi e la maggioranza troveranno la forza per essere più coraggiosi.

Il Partito Democratico non permetterà l’archiviazione del “caso Lisurici”.

Il Consiglio comunale di Matera deve tornare a occuparsene, tutti i Consiglieri devono sentire l’obbligo morale del ruolo che ricoprono e praticare nelle azioni e nel linguaggio il rispetto delle donne.”