HomePoliticaPartito della pagnotta: Un voto alla sostanza e di buona creanza

Partito della pagnotta: Un voto alla sostanza e di buona creanza

E mentre a Roma si mettono in fila per depositare il simbolo griffato, che colpisce, ma non stupisce. Altri vanno per l’usato garantito, dopo aver azzerato o ritoccato il contachilometri delle ipocrisie,altri ancora sono per il new look cristallizzato del facciatostismo dilagante, delle ‘’improvvise ?’’ scivolate inopportune come ha fatto Silvio Berlusconi ( e non sarà né il solo e né l’unico a farlo) sul presidenzialismo, c’è chi come il volenteroso – e mai domo- Antonio Serravezza che pensa al ‘’suo’ partito della pagnotta. Vecchio modo di dire, di fare e di sedersi a tavola, ma che va subito al dunque: dal pane al companatico, alla pasta, a un brindisi con Sangiovese. Davanti a un piatto di tagliatelle emiliane, in attesa di ‘’strozzapreti’’ è il caso di pensarci su, sopratutto se il menù dei ristoratori della politica non vi convince. E allora una bella pagnotta è un buon partito. E quando c’è pane, si dice un tempo, c’è tutto. In dialetto materano la sintesi del tutto compreso: con un ‘’ i manget ppen, scurz i ‘mmdich’’, che tradotto in italiano fa ‘’ ho mangiato pane, corteccia e mollica’’. Magari con un filo d’olio, un pezzo di formaggio e un sorso di vino. Per gli astemi va bene anche l’acqua. Il 25 settembre, data del voto, è vicino. Pensateci… e portate con voi una pagnotta. Un morso prima di votare.

LA PROPOSTA DI ANTONIO SERRAVEZZA

Ma basta…dopo tanti giorni bui abbiamo bisogno di solo gioia per il mondo che verrà. Progetti efficienti. Iscrivetevi e votateci. È molto più facile, non si rischia nulla e soprattutto non si rischia il martirio a cui siamo sottoposti questi giorni di vacanze. Facciamo un esame dei partiti o delle aggregazioni politiche che non fanno altro che gridare di voler cambiare la storia. Nessuno ancora ha capito che non ci vogliono più chiacchiere né le lamentazioni, né gli insulti.
Avete capito bene che votando al mio Partito della Pagnotta non si parlerà di percentuali e di soldi ma del benessere delle nostre famiglie. Nessuno, mai, deve toglierci il pane quotidiano sulla nostra tavola. Dobbiamo essere solidali tra di noi eliminando la sofferenza nella nostra piccola comunità lucana. Mi sento imbarazzato quando leggo sui quotidiani image0.jpegmessaggi che non fanno altro che creare divisioni tra le famiglie. Il veleno serpeggia ogni giorno tra le righe e i pensieri di coloro che noi votiamo per garantirci solidarietà e benessere. Basta votate il Partito della Pagnotta, è l’unico che riesce a mettere tutti intorno ad una tavola senza divisioni di ceto e di ricchezza. Votate..il mio Partito della Pagnotta!

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