La palla è rotonda e se vi va di scendere in campo potetevela giocare anche in finale, per il voto alle comunali del 20 e 21 settembre. Ma se non ce l’avete restate negli spogliatoi, perchè altri abituate a stare a fondo campo vinceranno a tavolino con un pallone sgonfio e lercio. E’ quello che si prospetta per Matera dove si cercano prima di tutto i sindaci (per gran parte bruciati) ma nel frattempo si riempiono le liste, tutte forti sulla carta, ma alla fine il voto spaccafamiglie e amicizie presenterà il conto. Qualcuno sbotta, si incazza, medita di restare a casa o di fare il salto della quaglia. Serve gente con le palle e i palloni azzurri, come ricorda Antonio Serravezza, l’allenatore ”sicurezza” di una potenziale squadra biancazzurra per la partita del doppio voto (comunali e referendum) in concomitanza con la ricorrenza del XXI Settembre 1943 e la festa per il Patrono Sant’Eustachio . Serve far garrire una sola bandiera, ma di fatto se ne vedono di tutti i colori, fermo restando che dobbiamo tifare per l’azzurro e per il tricolore. Per cui diffidate delle imitazioni e degli specchietti per gli allocchi e per le allodole di una vecchia politica che non molla. Fuori palle e palloni. Altrimenti, dopo la squadra, retrocede anche la città..

LE RIFLESSIONI DELL’ALLENATORE
Ci sarà anche qualcuno, come me, che non si muove mai ma che ha deciso che non si può non fare niente .Mi hanno educato a pensare (altri tempi!) che si deve sacrificare anche la propria vita, se necessario. Forse, le parole del nostro inno nazionale, che ho considerato sempre sorpassate, tornano, invece, vive. “Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò”. Forse, dobbiamo essere pronti, non dico alla morte ma all’impegno, perché Matera ha fame di persone che provino ad affrontare i problemi con realtà e passione.

Non parlo dei politici, di qualsiasi partito, che, alle volte, in una campagna elettorale permanente, non hanno paura a mentire per vincere, a sacrificare la gente, blandendola con illusioni e bugie. Magari, perché questi politici hanno, finalmente, trovato un lavoro che mai avevano avuto e non vogliono perderlo. Da qualche settimana, vecchie figure politiche locali, hanno imparato ad utilizzare il web per dare lezioni a noi materani a mettere in risalto ciò che non va in città o, diciamola tutta, il loro partito o i loro compagni di avventura hanno saputo sbandierare come progetti utili da fare, che sono o non sono mai iniziati e si ripropongono come nuovi da inserire nuovamente nei programmi da sbandierare nella campagna elettorale appena iniziata. Quante bugie avvolte in nuovi imballaggi di carta dorata.
Scartiamo i pacchetti dorati e guardiamo e ascoltiamo chi si offre con un viso nuovo senza legacci con le vecchie bandiere. Attenti però perché i lupi sono nascosti e sempre in agguato dietro nuove sigle e colori. Ricordiamoci gli unici nostri colori sono: il tricolore nazionale e l’azzurro dello stendardo della nostra città. Il patriottismo è scaduto da tempo, non esistono più le figure di Gabriele D’annunzio e Giovanni Pascoli. Ci siamo illusi che la vecchia politica ponesse termine alla assoluta insensibilità dei materani di fronte all’enorme sfiducia nel loro confronto. Apriamo bene gli occhi perché ancora una volta ci stiamo sbagliando. I pochissimi gesti che potevano far sperare in un’inversione di tendenza sono stati progressivamente sepolti da un incredibile annaspare e da una ottusa riproposizione di antichi vizi.