C’è poco da sorridere. Quanti di voi rimpiangono la vecchia Lira, prima di finire nel serpente monetario prima e poi nel forziere forzoso dell’euro, che di fatto ha contribuito a ridurre la competitività ( ma anche le furbizie) del BelPaese che è andato avanti, nonostante un debito pubblico che, paradossalmente, non ha quasi mai conosciuto crisi. Anzi. Se continua così resterà indebitato fino alla fine del secolo e oltre. Eredità per figli, nipoti e pronipoti. Ma puo’ esserci una via di uscita che alleggerirebbe il peso di quella ‘’palla al piede’’ come la moneta complementare a sostegno della ripresa per lo sviluppo locale. Ad aprire il dibattito è il movimento Unione Sud, pronto a dira la sua per le comunali 2020, con un convegno in programma a Matera sabato 11 luglio alle 18.00 presso l’ Hotel San Domenico sul tema ‘’ Fine del globalismo, moneta complementare e sviluppo locale’’. Interverranno l’economista Nino Galloni, dalla lunga esperienza internazionale e autori di saggi controcorrente scritti senza peli sulla lingua, Fortunato Martoccia fondatore di Unione Sud, Vanni Ninni segretario sindacato arte, cultura e spettacoli (Cisalsacs) e l’avvocato Costituzionalista Grazia Antonio Romano.

Gli studi e le interviste di Nino Galloni, che abbiamo seguito su vari organi di informazioni, per gli spunti, i percorsi e le valutazioni indicate meritano attenzione fuori dalle logiche scontate del concetto di ‘’finanza creativa’’, ma di piena consapevolezza che una alternativa è possibile per rendere ‘’sostenibile’’ l’economia e soprattutto a livello locale. E così a Matera ‘’la moneta complementare ‘’ potrebbe chiamarsi Materex, in Basilicata Basilex , in aggiunta a quelle sperimentate altrove come Sardex in Sardegna, Tibex nel Lazio, Venetex nel Lazio, Piemex in Piemonte, Liberex in Emilia Romagna, Linx in Lombardia, ed Eurobex e Crevit per il BelPaese. Per alcuni non sono una novità e in alcuni negozi cittadini (è il caso degli Scec della bottèga del Vicinato di Saverio Castoro al mercato di Piccianello) è possibile utilizzare le valute complementari per scambiare beni e servizi accanto dal danaro ufficiale, che nel nostro caso è l’euro. Per farla breve le valute complementari sono strumenti di commutazione, che non hanno corso legale e sono accettate su base volontaria. Di recente abbiamo visto in tv alcune valute, che ci hanno ricordato i ‘’miniassegni’’ della Prima Repubblica, per incentivare i consumi dopo il periodo di confinamento domiciliare (usiamo l’italiano) procurato dal virus a corona ‘’covid 19’’. A Forlì nell’aprile scorso due consiglieri pentastellati avevano proposto l’introduzione di valute comunali, consiglieri di altre estrazioni da Nord a Sud hanno ripreso i progetti per Buoni ordinari comunali da acquistare con valute diverse. Non ne conosciamo l’esito ma parlarne è un buon inizio, visto che tutti i giorni siamo pressati dalle polemiche su fondi che Bce e Unione europea vorrebbero darci, ma a condizioni diverse. Mes a parte…Sure, strutturali, di rimpatrio e via declinando, sigle, strumenti ma di soldi ancora non ne abbiamo visti. Ne dovrebbero arrivare 175 miliardi in euro. Fondo perduto? Se così fosse la Banca centrale europea fallirebbe. Ma servono garanzie, e su questo non ci piove, anche per la spesa. Italia sotto controllo…visto che la carenza di programmazione e il rischio che si investa dove non serve c’è tutto. Non si fidano o non ci fidiamo del BelPaese. E allora un pensierino alla Materex si puo’ avanzare. E’ valuta complementare…

la biografia da wiki
https://it.wikipedia.org/wiki/Nino_Galloni
E una delle tante interviste da Youtube ai social

Intervista all’economista Nino Galloni: moneta parallela e soldi ai cittadini per riattivare la domanda interna