75 giorni di protesta di sciopero della fame che hanno provato e non poco il fisico di Maurizio Bolognetti a sostegno della vita di Radio Radicale, e dell’informazione democratica, hanno tenuto vigile lo spirito di approccio e di riflessione su tante tematiche : da quelle energetiche ( petrolio e spiritualità compresi) a quelle filosofiche e culturali. E già perchè Maurizio legge, annota e trova spunti che gli danno forza per andare avanti, un nutrimento per il corpo e per la mente. E così quel ”Non Mollare”- e non avevamo dubbi- ha un riferimento preciso a una produzione editoriale clandestina antifascista (il primo del tempo a quanto pare) stampato a Firenze tra gennaio e ottobre 1925 grazie ai fratelli Carlo e Nello Rosselli, uccisi da emissari del Duce durante l’esilio a Parigi, e ad altri redattori di formazione Salveminiana come Nello Torquandi, Tommaso Ramorrino,Ernesto Rossi e Luigi Emery che ebbero sorti diverse. La rivista nella breve storia italiana uscì per appena 22 numeri dopo l’esperienza fiorentina del Circolo della Cultura, che cessò dopo una delle tante incursioni delle camice nere nella sede del circolo. “Il titolo- e citiamo Wikipedia, che sta portando avanti la battaglia dell’esistenza con la richiesta periodica di sottoscrizioni ai lettori- come ricorda Gaetano Salvemini richiamandosi ad un racconto di Ernesto Rossi, venne suggerito da Nello Rosselli.«Avevamo passato in rassegna i nomi dei periodici italiani e stranieri che conoscevamo, risalendo fino a quelli del Risorgimento. Nessuno ci sembrava adatto per la testata del giornaletto che volevamo fare. In mancanza di meglio ci eravamo fermati sul nome “Il Crepuscolo”. Ma non eravamo soddisfatti. Poteva dar luogo ad equivoci […] dal sostantivo si sarebbe potuto trarne l’aggettivo “crepuscolari”, con il quale non ci sarebbe certo piaciuto di essere qualificati… Fu Nello Rosselli finalmente a suggerire: Chiamiamolo “Non Mollare”. E tutti fummo subito d’accordo.» La storia continuò con una Resistenza esemplare, ostinata come quella del leader dei radicali lucani. “Torquandi e Rossi -citiamo ancora Wikipedia-avevano il compito di reperire notizie riservate sulle tipografie , osservando le rigorose regole della clandestinità.
Gli scopi del Non Mollare, nelle intenzioni dei suoi fondatori, non erano tanto quelle di costituire un quotidiano di informazione, ma soprattutto quelle di disobbedire alle proibizioni impartite dal governo fascista, esercitando il diritto a promuovere il libero pensiero. Regolarmente venivano stampate due o tremila copie, grazie al contributo volontario dei lettori e nel torno di poco tempo il giornale clandestino iniziò a circolare rapidamente. Il numero 5, del febbraio 1925, tirò 25 000 copie grazie alla pubblicazione del memoriale di Filippo Filippelli in cui Mussolini venne chiamato in causa come mandante dell’assassinio di Giacomo Matteotti
Nell’aprile del 1925 i fascisti trovarono alcuni pacchetti del giornale nello studio di tre avvocati fiorentini.
A questo punto per il “gruppo dei salveminiani” l’esilio divenne una via obbligata. Le edizioni di «Non Mollare» ripresero tra il 1945 e il 1961 come organo del Partito d’Azione di Firenze sul quale scrisse tra gli altri Giorgio Spini
Dal 1961 al 2019 il passò è naturale. Con Maurizio Bolognetti che saluta il 75° giorno di sciopero della fame con un riferimento storico ed esistenziale di riflessione: Dalle patrie galere del settantennio di metamorfosi del male. Viva Radio Radicale. Viva l’art. 21 della Costituzione. Vivano democrazia, diritto alla conoscenza, verità, giustizia e libertà”. Per approfondire non vi resta che sfogliare una delle pagine di “Non Mollare” , le opere di Gaetano Salvemini, dei fratelli Rosselli o dello stesso Bolognetti, recenti, e che sono tutto un programma : “Buchi per terra ovvero cinquanta sfumature di greggio”, ”La pesta italiana. Il caso Basilicata. Dossier sui veleni industriali che stanno uccidendo la Basilicata”,” Le mani sul petrolio Basilicata coast to coast da Zanardelli a Papaleo passando per Sanremo e Tempa Rossa”. C’è curiosità sul titolo della la prossima produzione. Che sia Non mollare? Chissà…