Per lei, Nilde Jotti, non fu facile andare avanti con la schiena dritta, senza chinare il capo,dentro e fuori il Pci dell’immediato dopoguerra e dopo le infuocate elezioni del 1948, in un partito poco incline a tollerare la convivenza con il segretario Palmiro Togliatti, definito ”Il Migliore”.

 

E ”Nilde” si è meritata sul campo, piaccia o no quello stesso appelattivo per la coerenza, il coraggio di dire a testa alta quello che pensava e quello che era meglio per le donne e per la famiglia, che stava cambiando. E se battaglie come divorzio e aborto, accolte tiepidamente in via della Botteghe Oscure, andarono in porto e con una sponda leale e pragmatica come quella offerta dal segretario Enrico Berlinguer, merito di tanta coerenza e lucidità di analisi di fatti e di prospettive della società italiana. “Dobbiamo -è scritto nella home page della Fondazione che ne porta il nome- rendere più umani i tempi del lavoro, gli orari delle città, il ritmo della vita. Dobbiamo far entrare nella politica l’esperienza quotidiana della vita, le piccole cose dell’esistenza, costringendo tutti – uomini politici, ministri, economisti, amministratori locali – a fare finalmente i conti con la vita concreta dalle donne”. Uno stralcio dei tanti discorsi nelle aule parlamentari, in strada, nelle piazze, nelle assemblee sezionali riecheggiati e ripresi nella docufiction di Raiuno ” Storia di Nilde” andata in onda il 5 dicembre scorso, il giorno dopo la ricorrenza del ventennale della morte avvenuta il 4 dicembre 1999 e a quarant’anni dalla sua nomina a Presidente della Camera dei Deputati. Scrivere dopo aver letto tanto, tranne qualche nota stonata e strumentale che lascia il tempo che trova, sulla figura della ”presidente” Nilde Jotti, dopo il film puo’ sembrare ma superfluo. Ma siamo convinti che serve ricordare, leggere e rileggere la storia del Paese attraverso l’impronta lasciata dai protagonisti, come ogni giorno fa il canale dedicato RaiStoria.I filmati d’epoca e recitazione dei protagonisti lo hanno confermato del docufiction direttoda Emanuele Imbucci e interpretata da Anna Foglietta (Nilde Iotti), Francesco Colella (Palmiro Togliatti) Linda Caridi (Rosanna) e Vincenzo Amato (nel ruolo di Enrico Berlinguer). Nilde Iotti infatti, fu una delle 21 donne che diedero una impronta precisa ai lavori all’Assemblea Costituente nel 1946: Come prima donna eletta Presidente della Camera dei Deputati svolse un ruolo importante, autorevole, rispettosa delle Istituzioni proprio come il ‘compagno’ (nel doppio significato del termine)Palmiro Togliatti , senza dimenticare l’azione propositiva e di lotta nel processo di emancipazione femminile.