Pubblichiamo a seguire una nota diffusa dal Segretario Generale della Cgil Matera Eustachio Nicoletti, da cui emerge preoccupazione per la manifesta incapacità del centro sinistra cittadino a formulare una proposta elettorale per le imminenti elezioni comunali. Sembra di capire che lo sguardo sia rivolto in modo particolare al PD e a quel poco che gli ruota oramai intorno, realtà che appare come un limone spremuto al massimo della convenienza (sconfitta elettorale, poi risalita in sella con il ribaltone di metà consiliatura) proprio da chi lo ha ostinatamente gestito sin qui ed ora sembra trovarsi in un cul de sac. Magari anche a Coalizione civica e forse persino Matera 2029.

Dipende da cosa si intende per centro-sinistra oggi a Matera. Perchè c’è già chi si è candidato come Pasquale Doria che si è collocato chiaramente “nell’area di un nuovo centro sinistra e in discontinuità con il passato“. Oppure Domenico Bennardi che è stato indicato dai 5 stelle (con loro il centro sinistra governa il Paese) e che sembra sarà supportato anche da altre liste in qualche modo provenienti dall’area del centro sinistra. E poi c’è per l’appunto il PD e chi gli starà insieme a cui  si è offerto come candidato sindaco una figura che avrebbe prima provato a guidare il centro destra (senza esito positivi per lui).

Vedremo nelle prossime ore cosa uscirà dal cilindro della (inevitabile) improvvisazione di queste ultime febbrili ore e se -come auspica Nicoletti-  chi è rimasto ancora con il cerino in mano raccoglierà il suo “grido di allarme e di richiamo alla responsabilità democratica a tutti gli attori politici che si riconoscono nel Centro sinistra, invitandoli a ritrovare un forte spirito unitario di rinnovamento e di superamento degli interessi personali e particolari.”

Ma ecco l’accorato appello di Nicoletti:

ELEZIONI COMUNALI: appello del mondo del lavoro ai partiti del centro – sinistra

Se il centrosinistra di Matera, ad una settimana dalla presentazione delle liste, non è riuscito a trovare la sintesi su un candidato sindaco, la situazione supera di gran lunga la gravità in cui si ritrovano gli scampoli dei partiti sul piano valoriale e organizzativo.

Evidentemente non hanno insegnato nulla neanche le precedenti esperienze elettorali comunali e regionali, che si sono contraddistinte per spostamenti consistenti di pacchetti di voti, tanto da permettere la sorprendente perdita del Comune di Potenza già nella competizione elettorale 2014, quando venne sovvertita la percentuale di circa il 40% raggiunta al primo turno dal Centro sinistra con la vittoria finale della lista di Centro destra, che non aveva raggiunto prima neanche il 20%.

Quella sconfitta venne seguita da quella delle precedenti elezioni comunali di Matera di cinque anni orsono dovuta all’esodo nella coalizione Centro destra di leaders politici storicamente appartenenti alla Sinistra, nonché da quella delle ultime elezioni regionali che, grazie anche ad espedienti tecnico- elettorali, consentirono il passaggio del testimone del governo regionale ad una compagine politica di Destra, che non aveva dimostrato di possedere particolari elementi programmatici e politici per conseguire la vittoria, scalfendo così la granitica pretesa del ceto politico del Centro sinistra di un indiscutibile primato.

Quel ceto politico evidentemente non si era accorto che erano passati circa trent’ anni da quando si erano portati alla ribalta come portatori della politica di rinnovamento democratico, civile e sociale, e ora rischia di essere percepito quale espressione di una pratica della politica tutta giocata all’insegna dell’affermazione personalistica in una Regione, che ha consolidato negativamente tutti gli indicatori socio economici ed occupazionali, acuito il processo di depauperamento demografico e ridimensionato gli standard del welfare.

Neanche la proposta programmatica avanzata dalle organizzazioni sindacali confederali provinciali e regionali, che ha individuato puntuali traiettorie in settori fondamentali per invertire le curve discendenti e rilanciare le politiche comunali e regionali, hanno sortito effetti sul necessario cambiamento di prospettiva da parte dei soggetti politici di Centro sinistra e dei loro partiti.

Di fronte a questo quadro desolante, il futuro della Città capitale europea della cultura 2019 sembra sempre più compromesso, con il rischio della perdita della sua stessa identità sociale, civile e culturale, anche perché la frammentarietà politica della coalizione di Centro sinistra inevitabilmente predispone in fondo alla perdita di consenso, se si privilegia più la carta dello sfruttamento consumistico dei Sassi e del patrimonio storico, culturale, museale e naturalistico, che quella di perseguire gli obiettivi di valorizzazione degni di una città d’arte e culturale di livello mondiale.

La città di Matera per la sua storia e la sua unicità nell’area mediterranea, grazie anche ad una dinamicità culturale espressa storicamente dai movimenti associativi, ha saputo anticipare costantemente le svolte sollecitate dalle nuove esigenze di cambiamento, riuscendo più volte a superare anche deleteri meccanismi elettorali autoreferenziali.

Matera, nondimeno, negli ultimi anni in particolare appare sempre più imbrigliata nelle strettoie imposte da miopi dinamiche regionali, che fingendo di sostenere un processo virtuoso di rilancio dello sviluppo coniugando cultura e lavoro, hanno finito per affossare la filiera del turismo capace di trainare anche i settori importanti come l’agricoltura di qualità.

Matera si sente ignorata dall’attuale compagine governativa regionale, caratterizzata da parcellizzazione degli interventi e metodi finalizzati ad accontentare forme di rivendicazione di nicchia elettorale, incapace di dare risposte con interventi programmatici indispensabili per uno sviluppo strutturale.

Allora, a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste, il mondo del lavoro a cui afferiscono le problematiche individuali e collettive della inoccupazione , soprattutto giovanile e femminile, della precarietà, dell’elusione dei diritti contrattuali, della povertà che percentualmente continua ad avanzare e a trascinarsi dentro anche gli occupati, dell’esclusione di percentuali consistenti di cittadini dai diritti fondamentali come la casa, la sanità, l’assistenza, lancia un grido di allarme e di richiamo alla responsabilità democratica a tutti gli attori politici che si riconoscono nel Centro sinistra, invitandoli a ritrovare un forte spirito unitario di rinnovamento e di superamento degli interessi personali e particolari.

Si potranno così ritrovare le motivazioni alte da cui far scaturire l’energia per assicurare alla Città il buon governo che attende, verso un futuro rigoglioso di indicatori socio economici e occupazionali, e consolidando i punti valoriali importanti come la trasparenza, la solidarietà, la compatibilità ambientale.

I pochi giorni rimasti per la presentazione delle liste e dei candidati sindaci non devono considerarsi di ostacolo alla costruzione della coalizione Centro sinistra, perché la politica ha dato prova in molte altre circostanze di saper prendere decisioni importanti anche all’ultimo momento.

Del resto, se non ora quando dare prova dell’esistenza ancora di senso di responsabilità civica, ancor prima che politica, che possa offrire una possibilità ai cittadini di questa Città cosmopolita di qualificarsi degni di tale denominazione effettivamente e non solo sulla carta?”