Michele Paterino, politico di lunga data nel panorama politico del Comune di Matera, già consigliere comunale per numerose consiliature, torna –dopo averlo già fatto qualche giorno fa– sulla richiesta avanzata dai due consiglieri comunali Bigherati e Lisurici (eletti in liste di partiti diversi da quello in cui sono confluiti ora) di avere una rappresentanza in giunta comunale. Lo fa con la nota che pubblichiamo a seguire in cui reclama un limite alle mutazioni degli eletti rispetto a quando hanno chiesto il voto agli elettori (limite purtroppo abbondandemente superato e non solo in questa consiliatura) che si conclude con un consiglio al primo cittadino affinchè se ne faccia interprete. “ A mio avviso -scrive in conclusione Paterino- il sindaco Nicoletti dovrebbe una volta per tutte riaffermare un principio semplice: la Giunta non è un luogo di compensazione delle convenienze politiche individuali, ma l’organo chiamato ad attuare un progetto amministrativo e verifichi se in consiglio comunale esiste una maggioranza politica, coerente e riconoscibile, capace di governare la nostra città sulla base di un programma condiviso. Se si, si vada avanti, altrimenti ne tragga le conseguenze.” Se non è fantapolitica immaginare che ciò possa accadere nella situazione data e sedimentata, poco ci manca! Ma come recitava il titolo di un film del mitico Bond: mai dire mai!

C’è un limite a tutto: il rispetto per gli elettori
“Come da previsione è accaduto quello che si prefigurava . La richiesta al sindaco da parte di due consiglieri di maggioranza ( eletti rispettivamente in Forza Italia e nella lista Nicoletti sindaco) di una verifica politica con contestuale azzeramento della giunta e rivendicando contestualmente un posto nell’esecutivo anche per Futuro Nazionale, partito a cui hanno aderito da poco i due consiglieri. La questione sollevata da due consiglieri andrebbe portata a mio avviso al tavolo della coalizione che hanno sostenuto Nicoletti, evitando una trattativa tra i due consiglieri e il sindaco.
Naturalmente la scelta dei due consiglieri eletti nella coalizione di centrodestra di aderire successivamente a Futuro Nazionale e del tutto legittima e gli stessi sono liberi di cambiare collocazione politica.
Altra cosa è invece pretendere che, per effetto di questo passaggio, Futuro Nazionale acquisisca una rappresentanza nella giunta in quanto partito. Alle comunali del 2025 gli elettori di Matera hanno votato una coalizione di sei liste, e Futuro Nazionale non era tra queste liste. Nicoletti è poi stato eletto al ballottaggio con il 51,31%.
Non è sostenibile la pretesa che possa esistere nella Giunta una quota a Futuro Nazionale derivante dal risultato elettorale. Gli elettori non hanno attribuito a Futuro Nazionale alcuna rappresentanza. Hanno attribuito voti e consiglieri alle liste che sostenevano Nicoletti. Sorge a questo punto una questione politica molto seria: il mandato ricevuto dagli elettori non può essere retroattivamente trasferito da una lista a un’altra formazione politica nata o comunque affermatasi successivamente. Il passaggio dei due consiglieri non trasforma automaticamente i voti ottenuti dalle liste originarie in voti a Futuro Nazionale.
E’ evidente chiedere un eventuale assessorato in quota Futuro nazionale, significa chiedere che la Giunta venga ridefinita sulla base di una forza politica che non faceva parte della coalizione elettorale originaria. Questo potrebbe creare un precedente.
Se la richiesta da parte dei due consiglieri di maggioranza fosse stata semplicemente la richiesta al sindaco tener conto del loro peso politico. La questione sarebbe assolutamente legittima, visto i precedenti.
Bisogna riconoscere, tuttavia, che l’attuale problema nasce anche da una scelta precedente del sindaco: quella di gestire l’“anatra zoppa” attraverso una sommatoria di sostegni individuali anziché attraverso un patto politico-programmatico trasparente con la coalizione arrivata al ballottaggio.
Se dopo il ballottaggio il sindaco sconfitto e la sua coalizione disponevano complessivamente di 18 consiglieri, si sarebbe potuto tentare di costruire un accordo istituzionale e programmatico: alcuni punti qualificanti per Matera, una responsabilità condivisa sul governo della città e, eventualmente, una rappresentanza nell’esecutivo definita sulla base di un accordo politico complessivo.
Invece, il consenso necessario a governare è stato costruito attraverso il progressivo passaggio di singoli consiglieri, alcuni dei quali hanno poi indicato propri nominativi per la Giunta, si è inevitabilmente affermato un criterio diverso: “il sostegno individuale diventa una leva per ottenere una rappresentanza nell’esecutivo”. Ed è proprio questo il precedente che oggi torna indietro come un boomerang. Si assiste a una sorta di “mercato permanente degli equilibri”: chi sostiene, chi entra, chi esce, chi cambia partito, chi rivendica un assessorato. Oggi quel criterio presenta il conto. E rende molto più difficile dire a nuovi interlocutori che la regola non vale più.
A mio avviso il sindaco Nicoletti dovrebbe una volta per tutte riaffermare un principio semplice: la Giunta non è un luogo di compensazione delle convenienze politiche individuali, ma l’organo chiamato ad attuare un progetto amministrativo e verifichi se in consiglio comunale esiste una maggioranza politica, coerente e riconoscibile, capace di governare la nostra città sulla base di un programma condiviso. Se si, si vada avanti, altrimenti ne tragga le conseguenze.”
Elettori materani raggirati. Si cambia casacca? La legge lo consente e lo favorisce…

Iscritto all’albo dei giornalisti della Basilicata.