MT 2019, strade dalla Puglia mentre qui chiacchiere e proteste inutili

Arroganza e adesione al pensiero unico non conoscono confini in Basilicata, quando si tratta di confrontarsi con i fatti che ci danno torto. Servono opere pubbliche e infrastrutture per Matera 2019 e,invece, nella nostra regione ci si balocca su quello che potrà essere ( ma senza impegni precisi) con il Freccia Rossa o con i 5000 turisti in più arrivati a Matera con il bus pollicino ” Freccialink” ma senza scendere nel dettaglio dei numeri effettivi degli arrivi, delle partenze e dei costi. Contenti voi…. del fumo negli occhi, in vista del rinnovo del contratto di esercizio fra Trenitalia e Regione Basilicata! La verità è un altra. Le uniche opere infrastrutturali in fase di realizzazione per Matera 2019 vengono dalla Puglia, con l’adeguamento della linea a scartamento ridotto delle Ferrovie Appulo Lucane (società ministeriale) e dal raddoppio della statale 96 Bari -Altamura e della circonvallazione all’abitato del centro murgiano che si innesta alla statale 99 diretta a Matera. Qui l’Anas pugliese ha attivato cantieri su cantieri, tant’è che le imprese appaltatrici lavorano anche nei festivi. E’ verò qualche disagio c’è per le deviazioni lungo il tracciato, ma già si noto le trincee e i tronchi asfaltati che tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo saranno aperti. Due opere annunciate e cantierizzate dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, già un paio di anni fa e poi ribadite e riprese ( lo ricordiamo a smemorati e ipocriti che si dimenano sulle ipotesi di macroregione)dal ministro ai Trasporti Graziano Del Rio. ” Le opere che faremo – aveva detto Del Rio- e lo abbiamo sentito in tutte le salse e contesti sono quelle”. Salvo poi a ”valutare” l’ipotesi di completare la tratta ferroviaria Metaponto- Ferrandina-Matera-Adriatico-per la quale si è giunti a una riconsiderazione della spesa stimata in 265 milioni di euro. Ma siamo in una situazione di attesa che si concluderà con la chiusura del rinnovo del contratto di esercizio con Trenitalia e con l’avvio del servizio del Frecciarossa. Tutto da vedere, ma il contesto è questo in una regione che continua a navigare a vista sulle politiche dei trasporti e con due assessori, l’ex Aldo Berlinguer e l’attuale Nicola Benedetto, che si alternano dalla pagine dei giornali e dai video regionali in edizione potentina sopratutto sui temi ferroviari. Strano. Ma è così. Tutto questo mentre attendiamo che i presenzialisti del ”pensiero unico” dai politici ai sindacati a difesa degli interessi di Matera 2019 tirino fuori progetti e siano conseguenziali per attivare iniziative, in grado di migliorare la dotazione infrastrutturale e delle comunicazioni per la Basilicata. E poi non dimenticate, e continuano a ripeterlo il ministro per i Beni culturali e il Turismo,Dario Franceschini, e il presidente del consiglio Matteo Renzi , che ” Matera 2019′ è un tassello di ” Italia 2019”. Fatevene una ragione,visto che l’hashtag #statesereni è una fissa della comunicazione di governo, a meno che la banda larga non si sia fermato a ridosso del ponte Musmeci. Tutto è possibile!. Piuttosto, ma abbiamo tanti dubbi che possa accadere, occorre far tesoro e utilizzare al meglio le potenzialità e la cultura di impresa e di programmazione della Puglia che è anni luce davanti a noi. Le ipotesi di Macroregione, di area metropolitana e vasta non le ha inventate Michele Emiliano, ma le stanno portando avanti l’attuale in continuità con i precedenti esecutivi e nella logica dei numeri che ci vedono perdenti. Piuttosto che lamentarsi sui rischi di annessione alla Puglia, alla Campania o alla Calabria, si chiedano da Potenza – porto delle nebbie e dello svuotamento di funzioni sul territorio- chi ha sbagliato e quali politiche ha portato avanti in maniera fallimentare, e con il consenso di quanti hanno rappresentato in Regione la provincia di Matera. Non leggiamo da nessuna parte dove e chi ha sbagliato. Siamo alla battaglia di posizione, con politici e sindacati, insieme a difendere la bandiera e la gestione di ”Matera 2019” mentre tutto intorno continua la desertificazione e non si fa il conto delle occasioni perse : dalla Università a Matera, con tanti annunci fermi al palo, alla carenza di collegamenti con Potenza, la provincia e con i limiti dei collegamenti aeroportuali con il capoluogo pugliese. Le coppie dei bus sono sempre le stesse, in orari infelici, mentre in aeroporto non ci sono punti di riforma e di promozione per Matera 2019. Ve la prendete con la Puglia, che ormai anche sul piano sindacale ha inglobato e da tempo percentuali diverse del sindacato confederale di Basilicata ?Finitela, finiamola con l’ipocrisia per difendere posizioni di potere fine a sè stesse, che acceleranno il processo di disaggregazione della nostra regione , priva di una identità nel senso pieno del termine, ma che ha nella diversità una risorsa sacrificata nella logica dell’accentramento a tutti i costi. Tutto nero? Ma no. Attendiamo i risultati dell’aggiudicazione del bando di gara dell’Anas , pari a 4,3 milioni di euro,per la redazione del progetto di adeguamento della statale 7 Ferrandina-Matera. tronco centrale del collegamento a nord con la A 14 a Gioia del Colle (Bari) e a Sud con la Basentana e i tronchi transcollinari di ricucitura con le fondovalli. Attendiamo. Ma ne riparliamo dopo Matera 2019. Forse siamo pessimisti. Ma riprendiamo la buona abitudine di far benedire le opere all’avvio dei cantieri. Porta bene.SS 96 cantieriWA0029

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5 Thoughts to “MT 2019, strade dalla Puglia mentre qui chiacchiere e proteste inutili”

  1. Angelo Minieri

    Caro Direttore,voglio ricordare e tanto per dovere di informazione che la strada statale 96( Altamura -Bari) e la 99 ( Altamura – Matera ) sono il prodotto dell’azione forte e congiunta dell’amministrazione prima Manfredi che individuò la priorità e poi dell’amministrazione Minieri,1998/2002,le quali posero in atto quanto fu necessario per l’inserimento nel piano triennale Anas le arterie di cui trattate nell’articolo. La 99,come ben vediamo è già in esercizio da quasi 10 anni,mentre l’ammodernamento dell’Altamura – Bari è in esecuzione in questi anni. Dunque merito al merito agli amministratori di quegli anni soprattutto sul versante lucano. Le difficoltà sul versante pugliese sono anche il prodotto dell’inerzia politica e amministrativa di quei comuni pugliesi da Altamura a Bari che hanno fatto trascorrere tutti questi anni per arrivare ai lavori in maniera più organica. Forse eravamo consapevoli circa a nostra azione politico-istituzionale che Matera doveva avere un collegamento vero e serio verso Bari e l’Adratica ,perchè pensavamo e bene che Matera non poteva rimanere la città descritta da Carlo Levi.

    1. Franco Martina

      Le azioni portate sul campo e con lungimiranza durante la tua amministrazione, Caro Angelo, per la statale 99 ( e con un iter coraggioso…)e per il sistema produttivo locale ( si pensi al mobile imbottito) con marce,consigli intercomunali aperti, manifestazioni e prese di posizione sono rimasti tra le pagine di forte impegno politico e sociale di Matera e del suo comprensorio. E questo dovrebbe essere d’esempio verso quanti scelgono di arroccarsi a difesa di un progetto” Matera 2019” che è e deve essere una opportunità per tutti. Il confronto con altre realtà non deve intimorirci o creare sospetti. Purtroppo per i motivi e i protagonismi spesso deleteri e accentratori, seguiti all’investitura ufficiale a capitale europea, ci hanno fatto chiudere a riccio né più né meno come nella nota sequenza di un film di Totò che proteggeva il piatto di spaghetti con il proprio corpo. Ma nel nostro piatto ci sono mani e piedi di quanti sono abituati alla logica del ” T’n(i)m ‘mman tutt nuj”. Non è così e non può essere così…Se non siamo a livello di comparizio da comunità montana poco ci manca. La storia di Matera e della Basilicata è fatta di occasioni mancate, di fallimenti e ritardi. La Puglia ha capito e si è mossa per tempo? Non possiamo vietarglielo. E’ nella logica delle cose e per noi dovrebbe essere uno stimolo a confrontarci e magari cercando quelle alleanze che -come tu stesso ricordi- avrebbe potuto portarci a un collegamento serio e concreto con Bari e l’Adriatica. Siamo invece agli equivoci e alle mezze promesse sui treni rossi, bianchi e a pois, ma senza un piano trasporti credibili. I collegamenti con l’aeroporto e quelli tra Potenza e Matera o verso comuni, per dirne una, con Aliano centro vivace del turismo culturale materano, ne sono una conferma. Attendo che qualcuno tra gli incapaci che gridano all’annessione delle macroregioni faccia ”mea culpa” per gli errori e i ritardi accumulati da Matera e dalla Basilicata. Continuano,invece, i convegni e le grida di dolore sullo spopolamento e l’emigrazione. Che ipocriti!

      1. Angelo Minieri

        grazie per il tu commento,caro direttore.Però chiedo a te perchè non si parla più della pista Mattei che ora più che mai si dimostra quale vera opportunità e infrastruttura strategica. Un silenzio inspiegabile,soprattutto in ragione di una curiosa e inspiegabile attenzione e non solo di cronaca,ma addirittura con risorse finanziarie lucana verso l’aeroporto di Pontecagnano. L’unico decollo di questo aeroport è solo nei deficit strutturali e di gestione e da anni sostenuta con risorse copiose verso fantomatiche compagnie aeree,anche spagnole,che fanno alcuni voli per Milano ( con qualche passeggero) e una volta esauriti i contributi pubblici ( e questo dopo tre o quattro voli),scompaiono.

  2. Nicola locuratolo

    È per lo meno inspiegabile per i comuni mortali e lucani il dirottamento di cospicue risorse finanziarie lucane subito a seguire un particolare momento promozionale della Pista Mattei, ma non verso Pisticci, ma verso Pontecagnano, con quale logica? E quale spiegazione? Nessuna Vuolsi così colà dove si può e più non di mandare! Così la Regione Basilicata risponde alle nostre insufficienze e ci mantiene costantemente all’ultimo posto.

  3. franco

    Una risposta per entrambi…
    Sull’argomento aeroporto di Pisticci e Pontecagnano ci siamo ripiegati in più occasione denunciando lo strabismo della terza ”P”…Potenza ( guarda caso) visto che ci ritroviamo con una quota di partecipazione regionale nello scalo salernitano, inaugurato – da quanto riferì un ampio servizio di report almeno tre volte. E così abbiamo due piccoli aeroporti, gestiti dalla stessa società Winfly, rispettivamente Pontecagnano (Sa) per la Lucania (Potenza) e Pisticci (Matera) per la Basilicata…. I dati sui traffici e su altri parametri li lasciamo a voi e agli organizzatori. Tutto questo mentre siamo circondati dagli scali nazionali e internazionali di Bari e Napoli. Il coinvolgimento della Regione in due progetti aeroportuali desta senz’ altro forti perplessità per Pontecagnano (cui prodest?) e lascia interdetti sui tempi lunghi (per varie problematiche) e strategie su quello di Pisticci che ha notevoli potenzialità soprattutto turistiche, anche se la proprietà qualche giorno fa parlato di funzioni per la Protezione civile. Ci capite poco? Per me non è una sorpresa. In assenza di un piano strategico sui trasporti e sulle infrastrutture (dai treni al trasporto su gomma). Se continua così..con lo spreco di tempo e di risorse. Perché la Regione (è una provocazione) non compra quote azionarie per gli aeroporti di Bari e Napoli? A meno che non si intenda inaugurare dopo i voli dell’aquila e dell’angelo anche quelli in Mongolfiera: da Lagonegro a Potenza e da Matera a Cirigliano a Tursi con energia spinta dal vento. Visionari? No, volo sostenibile, Ma, attenti all’apertura della caccia. Qualcuno potrebbe rimetterci la pelle. Buon volo con o senza paracadute.

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