Il sindaco di Matera, Raffaele De Ruggieri, ha le idee chiare. E non è la prima volta che ritorna sulle occasioni mancate di quella che sarebbe potuta essere l’offerta culturale ”territoriale” per l’anno di Matera da capitale europea della cultura 2019. L’occasione è stata offerta dalla conferenza stampa sul Carnevale di Montescaglioso, con gli inevitabili riferimenti all’autoproduzione e all’esportazione di cultura locale partendo dagli occhialini con bucce di arancia dei ”Cucibocca” montesi, identitari della tradizione locale, che non hanno nulla a che vedere con quelli moderni da saldatore o da trasvolatore che campeggiano nella pubblicità sullo scalo aeroportuale virtuale. E ricorda le iniziative rimaste senza interlocuzione e continuità per una grande mostra sul Patrono d’Europa, San Benedetto, che avrebbe voluto poter realizzare nell’Abbazia di San Michele Arcangelo . ” Ci sono stati contatti con la direzione dei Musei vaticani- ha commentato, con rammarico- ma il progetto è rimasto al palo. Peccato perchè l’Abbazia di San Michele, la seconda dopo quella di Padula (Salerno) è un forziere di cultura, arte, spiritualità, che racchiude tante opportunità di produzione culturale. San Benedetto è patrono d’Europa, ma nello ”statuto” dell’Unione Europea i valori delle culture classica e cristiana sono stati ignorati”. E poi un altro progetto che dal Metapontino sale lungo la dorsale bradanica da Pitagora al Mantegna e via visitando. ” Non mi sono arreso -ha detto De Ruggieri- a quel percorso ricco di storia e dalle notevole potenzialità, che corre lungo la via Bradanica della Cultura, partendo dalla costa jonica e dalla cultura della Magna Grecia. Le tavole Palatine di Policoro sono il primo documento ecologico del mondo. E poi il matematico, filosofo Pitagora con i suoi numeri al centro della vita per un parco da realizzare, per proseguire nel solco dell’arte e della spiritualità toccando Matera, Montescaglioso, Miglionico e poi Irsina con le sculture del Mantegna, Acerenza dove è la ”Cluny” italiana e quindi Venosa dove la classicità con Orazio e Gesualdo da Venosa costituiscono una impareggiabile testimonianza della cultura mediterranea e meridionale. Storia e cultura sono la forza del Sud per essere competitivi’’. Certo, ma a patto che si faccia autoproduzione e con progetti di continuità che valorizzino musei, abbazie, castelli, palazzi gentilizi e tutto quello che contengono,senza dimenticare l’offerta dei territori. La realtà e un’altra e i conti non tornano.’’ Non mi arrendo –ha sintetizzato il sindaco. Matera e non solo devono poter esportare cultura e non importare iniziative di autoconsumo estranee alla nostra’’. L’elenco dei progetti fuori dossier è lungo e toccano, lo ricordiamo, anche la proposta del critico d’arte Vittorio Sgarbi (di casa in Basilicata) che avrebbe voluto realizzare una mostra da “Matera a Venezia’’ e ritorno sugli artisti della scuola veneta, percorrendo vari centri dell’Adriatico fino a Irsina. Ma anche in questo caso, nonostante, le disponibilità emerse in un convegno a Palazzo Lanfranchi e su altri tavoli istituzionali quella proposta è rimasta fuori dall’anno europeo della cultura. Il sindaco dovrà farsene una ragione. Si dovrà fare un altro dossier, autoctono, a partire dal 2020 ma con altre risorse visto che quelle del 2019 sono state già impegnate per milioni di euro. Ma c’è dell’altro. Dall’arte all’artigianato della cartapesta. Progetto comune con Montescaglioso e altri comuni se ci staranno. Il progetto di scuola, della quale si parla da un ventennio, sconta divisioni, interessi e protagonismi di diversa sensibilità, orientamento e prospettive. A rimetterci sono la tradizione, i giovani e l’economia turistica. Ne riparliamo quando i protagonismi da campagna elettorale (si spera) saranno accantonati.