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Montescaglioso (MT) – Incontro pubblico sulle ragioni del NO al Referendum – Riforma della Giustizia.

La Sala del Teatrino dell’Oratorio “Don Bosco” di Montescaglioso (MT) ha ospitato un incontro pubblico nel quale sono state affrontate le tematiche relative al referendum costituzionale confermativo riguardante la riforma della giustizia, in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026.  L’iniziativa è stata promossa dalla “Società civile per il NO nel referendum costituzionale – Vota NO per difendere Giustizia, Costituzione e Democrazia” e moderata dalla dr.ssa Lidia Contuzzi; dopo i saluti e l’introduzione ai temi dell’incontro ha ceduto la parola all’avvocato di Montescaglioso Francesco Ciannella. Il legale ha sottolineato la notevole importanza dell’esito della consultazione del 22-23 marzo 2026 paragonandola a quella del 02 giugno 1946; i cittadini sono chiamati ad una scelta importantissima in quanto potrebbe avere effetti irreversibili. Ha poi posto in evidenza la possibilità, in caso di affermazione del SI, di un notevole incremento delle spese per lo Stato. Non ha esitato a definire “inutile” la proposta di separazione delle carriere tra magistrati requirenti e magistrati giudicanti (già in essere con la riforma del ministro Cartabia). Per adottare i cambiamenti ritenuti necessari ci si poteva avvalere della legge ordinaria: non è condivisibile cambiare 7 articoli della Carta Costituzionale (nata da una sensibilità antifascista) per le motivazioni addotte dai promotori il referendum. Ciannella ha poi evidenziato la “pericolosità” insita nella Riforma proposta, con il potere esecutivo che si immetterebbe in quello giudiziario, mettendo a serio repentaglio l’autonomia dei poteri stessi e il senso democratico dello Stato.

L’avv. Franco Maldonato (coordinatore del Comitato per il NO per la Regione Basilicata) ha evidenziato come lo Stato di diritto sia posto in pericolo: il primato della Legge deve governare la società e la magistratura è incaricata del rispetto della legge anche nei confronti dei pubblici poteri. Nella Costituzione si afferma che “tutti sono soggetti alla Legge”; con la proposta referendaria si mette in serio dubbio il principio di legalità: si propone un sistema che vede il primato della politica sovrastare quello della Legge. A sua volta ha sottolineato l’inutilità di “toccare” la Carta Costituzionale, che ha, come scopo, quello di incidere il controllo di legalità sulla magistratura. L’avvocato Maldonato ha poi evidenziato che nella proposta di legge vi è l’intenzione di creare due Consigli Superiori della Magistratura al posto di uno solo: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente. Ha quindi evidenziato le incongruenze e le storture che si presenterebbero in caso di vittoria del SI: tra questi la riduzione degli spazi difensivi del cittadino.

Michele Marchitelli
Michele Marchitelli
Iscritto dal 28.02.2001 all’Ordine dei Giornalisti di Basilicata, El. Pubblicisti; Dr. Magistrale in NTSBC (Nuove Tecnologie per la Storia e i Beni Culturali - Facoltà di Lettere e Filosofia) c/o l'Università degli Studi della Basilicata; docente di Italiano, Storia, Geografia e Ed. Civica nella Scuola Secondaria di I e II grado. Dal 1998 al 2011 corrispondente giornalistico per due quotidiani a diffusione regionale; ha, inoltre, curato l'attività di Ufficio Stampa per il Comune di Montescaglioso (MT). Autore dei romanzi, editi da Youcanprint Spa: “Che caldo quella notte…” (2017); "La via del suo destino" (2022).
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