Qualche giorno fa abbiamo dato la notizia, con annessi comunicati di commento positivo da parte delle opposizioni, che alla data di scadenza per le adesioni, nessun consigliere regionale (anche di quelli della maggioranza che lo avevano voluto e votato) non ne hanno fatto richiesta. Tutto tranquillo? Una retromarcia in piena regola senza malpancisti? Un miracoloso ripensamento collettivo di tutti coloro che ci avevano messo persino la faccia nel difendere l’indifendibile pur dinanzi ad una levata di proteste da parte dell’opinione pubblica lucana? Macchè. Solo una presa d’atto della impraticabilità nel passare “dal dire al fare” di fronte ad un provvedimento particolarmente impopolare come questo. Me c’è stato un pugno di consiglieri della maggioranza (di Forza Italia, Lega e Italia Viva) che hanno resistito sino alla fine, sino all’ultimo giorno, a mollare l’osso! A svelarcelo è un articolo de “Il Quotidiano del Sud-L’Altra voce“, a firma di Michele Inserra in cui si legge che “Era già tutto compiuto. Poi una telefonata, una chiacchierata, un confronto, e tutto è rientrato. Quella di lunedì scorso è stata una giornata piuttosto movimentata nelle stanze della sede del consiglio regionale della Basilicata. In cinque della maggioranza avevano formalizzato lunedì l’adesione all’indennità differita, meglio conosciuta come vitalizio. A non voler rinunciare al privilegio erano i tre consiglieri di Forza Italia, il capogruppo Michele Casino, Gianuario Aliandro, e Fernando Picerno, Francesco Fanelli della Lega e Mario Polese di Italia Viva. In serata arriva il colpo di scena: i cinque vengono convinti, con molta probabilità dallo stesso governatore Vito Bardi, a rinunciare al vitalizio.” QUI IL LINK All’ARTICOLO INTEGRALE. Ricordiamo che si tratta della norma votata dal Consiglio regionale a maggioranza a fine 2025 con cui, a fronte del versamento di un contributo di 570 euro mensili, il consigliere regionale si assicura (al raggiungimento del 65° anno di età) un assegno mensile a vita intorno ai 600 euro (con costi a carico della collettività di 1400 euro a richiedente). Questa norma (contenuta all’articolo 17 della LR n.57 del 30-12-2025 -Collegato alla legge di stabilità regionale 2025) è comunque ancora in piedi e sarebbe il caso che venisse cancellata, anche perchè la stessa è stata concepita per essere goduta anche dagli ex consiglieri in carica dal 2013 (X legislatura), dai componenti la giunta regionale ed è anche reversibile. E alcuni degli ex ne hanno fatto richiesta, come ricordato al momento della scadenza del termine, a cominciare dall’attuale coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Piergiorgio Quarto, oltre a Dina Sileo (Lega), Gino Giorgetti (M5S e poi Misto) e Massimo Zullino (Lega e poi Bacc). Ad essi si aggiunse poi -sul filo di lana-anche Gianni Leggieri, ex M5S poi BCC.
Anche l’ex M5S e poi BCC, Gianni Leggieri, vuole il vitalizio. Muti Bardi & C.

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