“Il fisco deve essere meno caro, certo. Ma anche più semplice”: le classiche “ultime parole famose” del premier Renzi (scritte in una lettera inviata agli iscritti del PD a metà settembre scorso).
Una beffa a fronte del “pacco di Natale” confezionato ai danni dei contribuenti e di tantissimi Comuni del Bel Paese con il fantomatico decreto ministeriale annunciato, mai pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (ma puntualmente fatto circolare sul web), che ha ridefinito i limiti altimetrici dei terreni agricoli montani (prima esenti) e per i quali ora -entro il 16 dicembre- si deve pagare l’IMU.
Una botta da 350 miliardi che lo Stato ha tagliato ai Comuni per finanziare il provvedimento sul bonus di 80 euro. E ai Comuni chi glieli da i soldi che si è visto ridurre all’improvviso, a fine anno e ad assestamento di bilancio effettuato?
Ovviamente il solito Pantalone! Il cittadino che deve toglierli dalle proprie tasche e versarli di corsa, entro il 16 dicembre prossimo. Magari usando proprio quegli 80 euro ricevuti con tanto battage pubblicitario.
Roba da matti. Dopo la stangata della TARI (che i Comuni hanno dovuto elevare perché obbligati al pareggio dei costi) e la stangata della nuova TASI, ci mancava solo questa coda avvelenata dell’IMU.
E poi ci si lamenta che la gente s’incazza!
Per fare un esempio che conosciamo: in un piccolo Comune di 1700 anime della collina materana, i cittadini nel giro di un anno si sono visti triplicare la tassa sui rifiuti (passata da 80 mila euro a 220 mila euro per l’obbligo di legge del pareggio dei costi), introdurre la nuova TASI (pari a 54 mila euro) ed ora questa nuova IMU sui terreni agricoli per una stima ministeriale 102 mila euro (tanto infatti è stato il taglio al Comune annunciato sul sito del Ministero dell’interno).
Ma da dove si pensa che la gente possa cacciare tutti questi soldi in tempi di crisi come questi?
E poi, quando la si finirà con questa assurda ed incivile pratica di imporre tasse e balzelli con valenza retroattiva? Quando ai cittadini verrà detto ad inizio anno: quanto, quando, su cosa e come dovrà pagare con certezza?
Qui non si cambia mai verso. Con una mano si danno gli 80 euro -su cui ci si fa la campagna elettorale- e poi con l’altra –ma dopo un pò per non disturbare la reclame- ce li si riprende con gli interessi.
Ma questa volta la si è fatta davvero sporca e c’è stata una rivolta corale di cittadini, associazioni di categoria, e sindaci.
E così si prova a metterci una pezza. Così il governo ha, infatti, comunicato che per l’Imu dei terreni ex montani è stata decisa una proroga a giugno 2015, tempo che si dovrebbe sfruttare per definire criteri un po’ più congrui con cui distinguere chi dovrà pagare da chi invece manterrà l’esenzione.
Ma rimane anche da colmare il buco prodotto alle casse comunali. Buco che per alcuni di essi è una voragine essendosi visti di colpo quasi azzerare il Fondo di solidarietà comunale. Come il caso del Comune di Montescaglioso, residenza del viceministro Filippo Bubbico, che si è visto ridurre il Fondo di solidarietà in questa circostanza di ben 665.190,42 euro (passato da € 787.675,07 iniziali agli 82.733,644 euro attuali).

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