E mentre il ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini (Pd), da Milano invita a non scherzare sul fuoco del decreto salva Stati (Mes) e altre questioni che rischiano di far perdere di crediblità, davanti all’Unione europea, quanto il BelPaese ha fatto finora per contenere i costi e frenare lo spread, da Matera il ministro degli Esteri Luigi Di Maio replica che andare con i piedi di piombo, e vedere cosa viene fuori dai negoziati in corso, proprio non guasta.””L’Italia non può pensare di firmare al buio -ha detto Luigi Di Maio, intervenuto nel corso della kermesse ‘ il villaggio contadino” di Coldiretti- E’ bene che ci sia una riflessione”. E ha aggiunto ” “Visto e considerato che c’è stato un cambio di maggioranza in Parlamento, che il Parlamento non si è ancora espresso e che la nuova maggioranza non si è ancora espressa sul Mes, sull’Unione bancaria e sul deposito sulle assicurazioni, è bene che ci sia una riflessione”. Il ministro e capo politico del M5S ha aggiunto che “anche il Ministro dell’economia e finanze Roberto Gualtieri in questo momento il negoziato ha tutte le possibilità di poter migliorare questo trattato”. E in attesa che a Roma trovino la quadra, nel corso di un vertice con il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte, invitato dal leader della Lega Matteo Salvini a dire tutta la verità sulla questiom, Matera è l’occasione per parlare di alimentazione sana, di export e di un fare sistema a tutela del made in Italy sul quale l’Italia-oggettivamente – è in ritardo.Se Francia, Germania e Inghilterra sul mercato cinese, per esempio, sono presenti da tempo e stanno spopolando è grazie a una strategia decisa ed efficace che ha difeso e valorizzato identità e filiera nazionale. Da noi, invece, è il contrario con una campagna acquisti di marchi e produzioni passate negli anni proprio ai transalpini. Da noi, invece, si è proceduto in ordine sparso e poi quando si vende occorre essere credibili. La Basilicata, per esempio, ha tanti buoni prodotti ma occorre fare i conti con l’industria estrattiva del petrolio che è fonte di inquinamento per l’ambiente e con la salute della gente. Le inchieste e i procedimenti giudiziari in corso non hanno chiarito e rassicurato nessuno e questo è un dato preoccupante. Esportare, con tutto il supporto dei Centri esteri, come ha detto Di Maio, ma quando si ”vende” un territorio si vendono anche qualità, affidabilità, tracciabilità e su questi l’Italia deve lavorare meglio e con concretezza, altrimenti avremo il repetersi delle campagne strumentali su ortofrutta irrorata ai pesticidi e via elencando. Coldiretti, proprio nel corso di un talk show sul Made in Italy prima con la ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova (IV) e poi con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e alla presenza del presidente nazionale Ettore Prandini ha tirato fuori tutta la casistica della concorrenza sleale, dei prodotti taroccati e il grande problema – trattato dalla trasmissione Report-del latte importato dai Paesi dell’Est, laddove i controlli sanitari sono una variabile …con grave danno per la salute e per il mercato. Un dato paradossale. Se non basta il latte prodotto per le industrie di trasformazione, e lo stesso valga per il grano, perchè sul discorso della tracciabilità il legislatore continua a glissare? Una conseguenza del set aside, dell’abbandono delle produzioni con tanto di indennizzo, e della rottamazione degli allevamenti. Italia ligia al dovere o all’interesse mentre altri hanno prosperato. Errori e responsabilità del passato. Ma occore mostrare un segno di discontinuità. Altrimenti il ”made in Italy” sarà un cavallo di Troia per legittimare altre produzioni. E su questo il ministro Di Maio è stato chiaro, apprezzando in piazza le produzioni locale come quelle di ”io sono lucano” provando sia a fare le ”trecce” con pasta filata ,come il collega e presidente della Camera Roberto Fico, e sia a servire pezzi di formaggio podolico con miele nostrano. E’ tutto buono. Vero. Diciamolo in giro e tuteliamo le produzioni di nicchia, che sono il vero made in Italy, sponsorizzato dalla natura pulita e non inquinata.