Che sia una maledizione dell’Italia quella di essere perseguitata, quasi come in un sequel cinematografico, da due che si chiamano Matteo e che hanno simiglianze straordinariamente preoccupanti tra loro?

Ambedue bulletti, adusi a prendersela con tutt coloro che non la pensano come loro, arroganti e presuntuosi, le cui analogie le avevamo già messe in evidenza in un nostro articolo “MATTEO 2 – LA VENDETTA: GOVERNEREMO PER 30 ANNI!” (https://giornalemio.it/politica/matteo-2-la-vendetta-governeremo-per-30-anni/) pubblicato su questo stesso blog il 3 luglio scorso.

Ci ha fa piacere scoprire come questa similitudine, già evidente da tempo, venga ora colta anche dalla stampa nazionale, come è possibile leggere su “Il Fatto Quotidianodi oggi in un articolo a firma di Antonio Padellaro: Salvini inizia a stufare, sembra l’altro Matteo” in cui si racconta la “renzizzazione” di Matteo Salvini con delle analogie che definisce “impressionanti“.

Infatti Padellaro scrive: “Le analogie tra i due Matteo sono del resto impressionanti. Anche Matteo Uno pensava di avere l’Italia ai suoi piedi: il famoso 40% e rotti alle Europee di quattro anni fa, che è un pò più reale dell’ipotetico 40% vagheggiato dal Matteo Due e fermo per ora al pur notevole 32% dei sondaggi.”

Come il dileggio degli degli avversari (da Renzi chiamati “rosiconi” e ai quali invece Salvini manda strafottente “tre milioni di baci” con il suo video visto a reti unificate), oppure il considerarsi perseguitati dai giudici (il primo per il coinvolgimento nell’inchiesta Consip, il secondo perchè indagato sul caso Diciotti), senza dire poi dell’uso “ossessivo e compulsivo” dei social network su cui si fa la parte della vittima davanti a qualsiasi critica arrivi da giornalisti o osservatori e da cui Salvini è arrivato persino a dettare le sue direttive di governo ai subordinati.

La domanda che si pone Padellaro è: fino a quando Salvini potrà continuare a sequestrare navi (anche dello Stato italiano), insultare gli avversari, sbeffeggiare il presidente della Camera, sfidare il Capo dello Stato, scavalcare il Primo Ministro e tutti gli altri come ci fosse solo lui al governo, sfidare la magistratura che lo indaga vantandosi di rappresentare (sic) 60 milioni di italiani e di essere onnipresente sui social e di sponda sulle TV prima di cominciare -come Renzi-  “a stare sulle palle agli italiani“?

Evidentemente a Matteo2 il dubbio che ciò possa accadere non lo sfiora nemmeno.

Eppure -come noi- anche Padellaro ricorda che proprio per metterlo in guardia da questo infausto esito, subito dopo la nascita del governo giallo-verde,  Giorgetti in una intervista confidò di aver regalato -come monito- a Salvini una foto di Renzi da tenere bene in vista sulla scrivania e sul comodino per la notte.

Evidentemente-come è noto-  i consigli gratis non sono molto apprezzati e Matteo2 non costituisce eccezione alla regola.

Ma guai a dimenticare che gli italiani così come sono molto facili ad innammorarsi del bullo di turno, sono altrettanto lesti a mollarlo.

E per sempre. Così come giustamente ha sentenziato con un quasi epitaffio Guglielmo Epifani: “Matteo Renzi non riuscirà mai più a far vincere il PD, ma certo è fondamentale per continuare a farlo perdere”.