Matteo2 (come Matteo1) patisce la maledizione del referendum sulla propria persona in cui ha voluto trasformare la tornata elettorale regionale, in particolare quella emilianoromagnola. Inoltre, conclude la sua intensa personalissima campagna elettorale con una spalla lussata…..tenuto conto che oltre a fallire l’obiettivo di “liberare l’Emilia-Romagna” ha fallito anche l’obiettivo principale, quello di dare una spallata al Contebis. Ha fallito su tutti e due i fronti.

E come se ciò non bastasse, anche dal risultato calabrese  subisce una gomitata al fianco laddove consente all’alleato Berlusconi di gioire per avere ora in quota FI quattro governatori (oltre alla Santelli in Calabria, Vito Bardi in Basilicata, Donato Toma in Molise e Alberto Cirio in Piemonte) e sostenere che laddove il centrodestra è guidato da un suo candidato vince.

Dal risultato dell’Emilia-Romagna emerge, come avevamo già scritto (https://giornalemio.it/politica/emilia-romagna-mia/),  che la riconferma di Bonaccini e il recupero del centro-sinistra rispetto al voto europeo è figlio dell’aumento dei votanti, a sua volta provocato da quel “fuori programma” che sono state le “sardine”.

La scelta di Salvini di truccare le elezioni dell’Emilia-Romagna, nascondendo dietro la sua ingombrante ombra la stessa candidata, per trasformarle in un test elettorale sul governo è stata una scelta disastrosa. Un fallimento clamoroso della sua linea di condotta che sebbene l’abbia portato ancora, momentaneamente, ad aumentare il suo bottino elettorale, di fatto lo ha messo su un pericoloso scivolo discendente della sua parabola….

Un fallimento anche rispetto al profilo del candidato del centro-sinistra Bonaccini,  che esce rafforzato rispetto alla sua prima elezione, che ha fatto la sua campagna elettorale evidentemente forte del suo governo apprezzato molto più di quello che si pensasse.

Una riflessione sui numeri in genere e su quello ai partiti li avremo più avanti, ma molto probabilmente anche essi rischiano di provocare un’altra delusione al citofonista, sia in Calabria (dove  potrebbe essere surclassato da FI) che in Emilia Romagna dove si potrebbe ritrovare dietro al PD.

Un (non)risultato scontato  quello del M5S che richiederà un supplemento di accelerazione nella discussione sul proprio profilo.

Ma, come scrivevamo, dopo queste elezioni: “nulla sarà come prima”, esse saranno “necessariamente uno spartiacque che obbligherà tutti gli attori in campo ad un restyling.”