Hai voglia a dire che libertà è partecipazione, per dirla con una nota canzone di Giorgio Gaber, ma quello che si prospetta per Matera alle comunali di settembre sa tanto di caos organizzato dai soliti noti marpioni e maneggioni della politica. E se non c’è chiarezza tanto meglio…a dimostrazione di quanto si profila con una decina sindaci e una trentina di liste tra ufficiali, collegati e civetta…naturalmente. Un calderone e un copione già visti che portano all’equivoco calcolato e alle alleanze da ballottaggio. Di questo ne sappiamo preoccupati tutti e tra questi Antonio Serravezza che morde il freno e batte i pugni sul tavolo e sulla tavola delle famiglie materani, invitando a guardarsi intorno, alle fregature e ai tradimenti rimediati che hanno riportato la città nell’angolo. E non dite che non è così perchè l’andamento dell’economia, l’impoverimento e il degrado sociale parlano chiaro. Libertà è partecipazione e, se proprio non avrete il coltello alla gola, votate secondo coscienza ed evitate i colpi di incoscienza…Altrimenti saranno altri cinque anni da ‘mea culpa’.E’ così da un ventennio. O avete perso la memoria? Se poi vi piacciono le minestre scaldate e le frodi alimentari. Accomodatevi e occhio ai mal di pancia!

LE RIFLESSIONI DI SERRAVEZZA

«“Libertà è partecipazione”, cantava Giorgio Gaber. E come dargli torto.
In questi giorni che precedono l’avvio della campagna elettorale per il nuovo sindaco, le cronache raccontano una insolita vivacità legata alla presentazione di un gran numero di movimenti, liste civiche, rappresentanti della società civile con altrettanti candidati sindaco. Ma siamo certi che questo sia un bene? Siamo certi che la presenza di tanti candidati sindaco non generi più confusione nell’elettore? Siamo certi che non se ne avvantaggeranno le solite consorterie politiche? Siamo certi che non saranno involontariamente favorite logiche clientelari e derive populiste? Cerchiamo di offrire una proposta migliore alla nostra città che deve lasciarsi alle spalle cinque anni da dimenticare ed imboccare al più presto, la strada di un nuovo sviluppo sociale, economico e culturale. E’ una vera vergogna, Matera non si merita di essere umiliata da chi pensa che i cittadini sono un optional della politica faccendiera e i cittadini devono capire che se non cambiano le cose resteranno in ostaggio per altri cinque anni.

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