Movimenti impercettibili ma concreti, a quanto pare, nonostante veti, strategie da trincea e manovre diversive, per sciogliere il nodo del candidato sindaco del centro sinistra al Comune di Matera, scongiurando la roulette delle primarie. Salvatore Adduce, con l’ingresso di Luca Braia e di altri nel rimpasto della nuova  giunta regionale, si appresterebbe a succedere a sé stesso concorrendo con l’apporto di un partito unito fino alla prova elettorale del 17 maggio 2015.

Del resto una risposta al sindaco uscente va data, visto che ha contribuito a portare in porto insieme ad altre forze, istituzioni, associazioni il traguardo della candidatura. Un “Si’ o un ‘No’’ motivati per sgomberare ogni dubbio o gli inevitabili e incomprensibili interrogativi che verrebbero, comunque,  nel caso di altre scelte nei metodi e negli uomini.  Mediare tra correnti e posizioni non è cosa facile, soprattutto quando le decisioni si prendono in un quadro di riferimento regionale, dove confluiscono desiderata, opportunità e nuovi e vecchi equilibri o situazioni inaspettate come la situazione di empasse, creatasi al Comune di Potenza con una guida politica anomala e di corto respiro e con la scoperta di una voragine del debito, che finirà con il penalizzare una intera comunità.

La priorità del voto a Matera, pertanto, è stata rinviata e ha lasciato spazio a congetture, ipotesi, prese di posizione di corrente o di liberi pensatori, che ha portato a tanti commenti ma nulla più fino agli incontri potentini che dovranno portare all’ultima parola nella Direzione del PD di fine mese. Nulla di ufficiale, fino ad allora, perché la battaglia di posizioni attende che qualcuno si pronunci o scelga per il meglio anche sulla guida per la Fondazione Matera 2019, già istituita, ma che dovrà raccogliere l’eredità del dinamico comitato. E su questo fronte ci sono stati gli inviti a fare quadrato e a non assaltare il carro, portandone via i pezzi.

Parole sante. Ma Matera 2019 è una opportunità non solo per la Città dei Sassi ma per tutta la Basilicata , che deve fare i conti con il calo degli introiti dalla royalties petrolifere. Nel dossier sono indicate risorse, nei bilanci di Comune e Regione per 30 milioni di euro in investimenti culturali e un patrimonio di altri 600 milioni in infrastrutture di vario tipo da realizzare. E qui ci vuole sinergia, managerialità e una struttura tecnica e amministrativa per concretizzare opere e iniziative necessarie per Matera 2019.  E’ un nodo da risolvere all’insegna della competenza, del dinamismo e della programmazione.

Sullo sfondo, ma non secondario, è l’effetto che l’introduzione della nuova riforma dell’ Italicum -nonostante l’annunciata cessazione del Patto del Nazzareno-  potrebbe avere in Basilicata.  Dovremo perdere uno o due parlamentari a causa della diminuzione della popolazione e di una riforma dei collegi. E se il presidente del consiglio (il premierato in Italia non esiste), Matteo Renzi, dovesse decidere di rafforzare consensi e maggioranza con il voto anticipato si innescherebbe un’altra stagione di fibrillazione. Parlamentari uscenti da riconfermare e in che numero e se dal “nazionale’’ imponessero, come già accaduto in passato, un candidato da far eleggere? Ma c’è anche ci scalpita dalla 1^ Repubblica per andare in Parlamento. Una bella gatta da pelare insieme a quella degli esclusi. Comunque dal centrosinistra un finestrino di luce è aperto.

Nulla o quasi dal centro destra con annunci che si sta lavorando per aggregare le forze moderate. Forza Italia ha problemi di equilibri interni e si attendono decisioni dal centro, dopo l’intesa con la Lega. Un candidato ci sarà, comunque, e con un programma. Aspettiamo. Lo stesso vale per il Movimento 5 Stelle, che sta riflettendo al proprio interno o con alcuni confronti cittadini e per altri movimenti e partiti che hanno annunciato liste e candidati sindaci.

A Matera, pertanto, attualmente l’unico candidato sindaco ufficiale è l’imprenditore e consigliere regionale del Centro democratico Nicola Benedetto, che riceverà il sostegno della lista di Realtà italia.

In movimento anche le “civiche’’ dopo l’esperienza di cinque anni fa che portarono il candidato Angelo Tosto a contendere fino in fondo, con uno scarto di 120 voti, la vittoria a sindaco di Salvatore Adduce. Questa volta il movimento delle civiche sceglierà il primo cittadino con le primarie e c’è tempo fino al 22 febbraio per candidarsi, come è emerso da una recente convention a cui hanno partecipato esponenti di diversa esperienza politica. Ci si aspetta in senso generale e in tutte le aree e sensibilità politiche una marea di candidature, con il bilancino di precisione della candidature di genere che finiranno con il polverizzare il consenso e  a spaccare famiglie e amicizie.  “Copione già visto” – come dicono alcuni- o “ solita minestra scaldata’’ come ripetono altri.

Dimenticavamo  i programmi. La parola magica è Matera 2019, insieme a lavoro, servizi, ambiente e altro ancora a cominciare dal depauperamento qualitativo e quantitativo della obsoleta macchina comunale. Senza nuove energie da assumere e coinvolgere si resta al palo. Ai candidati sindaci, alle coalizioni un dilemma di non poco conto e ai cittadini valutare con concretezza. Un voto alla cultura del fare.