Si terrà lunedì 29 giugno, alle ore 19.00, presso gli Archi della Biblioteca Provinciale di Matera, in Piazza Vittorio Veneto, l’iniziativa pubblica “Matera, un anno dopo. Promesse, risultati e sfide per il futuro della città” promossa da Roberto Cifarelli, che è stato il candidato Sindaco della Citta dei Sassi di una composita coalizione, sconfitto poi al ballottaggio dall’attuale primo cittadino Antonio Nicoletti. Ha scelto la formula dell’intervista, che sarà condotta dalla giornalista Sissi Ruggi, per “un confronto aperto sul bilancio politico e amministrativo della città a un anno dall’insediamento del Consiglio comunale.” In una nota di presentazione dell’iniziativa, Cifarelli scrive che “Sarà un’occasione utile per discutere con serietà dello stato di Matera, della sua amministrazione, al di là della propaganda e delle rappresentazioni di comodo.” Perchè, aggiunge: “Dopo un anno è doveroso interrogarsi sulla situazione politica, sulle promesse fatte, sui risultati realmente conseguiti e sulle questioni ancora aperte: sviluppo, cultura, turismo, infrastrutture, servizi, ruolo della città nel contesto regionale e nazionale.” E “Matera non può permettersi di vivere di rendita né di restare sospesa in una condizione di ordinaria amministrazione.” Ad essa, chiosa: “Serve una visione chiara, una capacità di governo all’altezza della storia e delle potenzialità della città, e soprattutto serve ricostruire un rapporto vero con i cittadini.” “L’iniziativa -pertanto, spiega- intende offrire uno spazio pubblico di riflessione e confronto, rivolto ai cittadini, alle forze sociali, al mondo delle professioni, dell’associazionismo e a quanti ritengono necessario riaprire una discussione seria sul futuro di Matera.”

Sin qui il comunicato stampa di Roberto Cifarelli che, dopo un anno dall’insediamento dell’attuale consiglio comunale, annuncia di voler fare un tagliando all’amministrazione in carica e più in generale alla capacità della stessa di saper rispondere alle sfide della Città. Ma questo, appena trascorso, è stato un anno vissuto in modo spericolato dall’anche consigliere regionale, eletto con il PD da cui ha però definitivimente divorziato (almeno), e che proprio un anno fa decise di scommettere sulla propria candidatura a sindaco di Matera. E lo fece in contrasto con gli organi dirigenti del proprio partito, sebbene seguito da larga parte dello stesso, salendo sulla zattera del fenomeno delle “primarie dei 100 giovani” e sull’onda di questa spinta vinse la competizione per la candidatura a primo cittadino, ritrovandosi a capo di una coalizione molto variegata che qualcuno definì, in modo non certo benevolo, una “macedonia”. Infatti, su quella zattera erano nel frattempo saliti anche passeggeri provenienti dal versante politico opposto a quello cui lo stesso Cifarelli apparteneva, anche tra gli scranni regionali. Stonature politiche ricomposte con lo spartito dell’amore per Matera che ha fatto da colonna sonora a quella campagna elettorale e fisicamente rappresentato dallo svestimento della maglietta di partito. Una miscela che al primo turno ha funzionato bene…..ma solo per le liste, che hanno conseguito la maggioranza in consiglio comunale, non per lui che pure quella chimica aveva teorizzata e idealizzata. Circostanza che lo costrinse al round supplementare del ballottaggio, in cui partiva avvantaggiato numericamente e durante il quale tornò a reindossare la propria maglietta politica, ma che lo vide comunque soccombere, con la Città consegnata all’insolita situazione dell’anatra zoppa. Una zoppia quella della compagine del Sindaco Nicoletti, via via superata con lo sfaldamento di quella che più che una “macedonia” si è rivelata essere una “armata Brancaleone“, con il passaggio nelle file della maggioranza della gran parte dei compagni di strada proprio di Roberto Cifarelli. Con quest’ultimo che ora siede sulle poltroncine del gruppo misto e un Presidente del Consiglio comunale mai più eletto. Con lavori consiliari che si sono susseguiti sin qui con un eccessivo fair play iniziale, che ha consentito a Nicoletti di andare avanti senza troppi disturbi e consolidare la propria maggioranza…nonostante abbia dovuto subire l’abbandono di una figura emblematica come il consigliere Augusto Toto. Insomma, un anno non proprio esaltante per la Città. E questo, oggettivamente, anche in conseguenza delle scelte politiche compiute proprio da Roberto Cifarelli. A fronte di ciò, una sana autocritica in altri tempi sarebbe stata la normalità. Così come ci siamo permessi amichevolmente di sollecitare in qualche chiacchierata post-elettorale ed anche post-salti-delle quaglie varie. Invito sempre declinato. Ed in effetti, ora, non è più di moda. Forse nemmeno utile per carriere politiche sempre più sostenute da tifoserie più che da ragionamenti politici. Sebbene, forse, riprendere qualche sana abitudine di quella che fu una buona politica, non farebbe male a nessuno. Anzi. Potrebbe persino tornare utile agli attori in campo e alla politica in generale… che sempre più appare divergere dall’elettorato. Ma mai disperare.

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