Cine-Teatro Duni, quanta amarezza. Già per due volte è dovuta intervenire la Polizia Municipale. Ha buttato fuori alcuni occupanti abusivi che, quasi naturalmente, hanno riempito un vuoto abbandonato a se stesso, in pieno centro. Un brutto film, non c’è che dire. Ma la proprietà dell’immobile ora è del Comune e, pertanto, in via Moro bisogna fare una sola cosa: “quagliare”, come usavano dire con una certa efficacia dialettale i nostri nonni.”

Inizia così una severa nota di Matera Civica sulla telenovela in cui si sta avviluppando la vicenda del recupero alla Città di questo suo storico contenitore sempre così centrale per la vita culturale della comunità. Nota che così prosegue:

“Sono mature direzioni di marcia percorribili? È nota l’esistenza di un progetto redatto già da qualche anno fa tempo, in continuità con le linee architettoniche immaginate dall’urbanista materano Ettore Stella, quelle sviluppate a cavallo tra il 1947 e il 1949.

Che fare?
Si è ipotizzato anche uno studio di fattibilità tecnico-finanziaria, la redazione di un progetto preliminare da inserire nel piano annuale e triennale delle opere pubbliche del Comune, ma che tenga conto della qualità architettonica dell’elaborato disponibile. Il tutto da sottoporre all’attenzione delle commissioni consiliari competenti prima di arrivare in discussione in Consiglio comunale.

È questa la soluzione? E infine, sussistono i margini di azione sufficienti per andare a un bando di gara pubblico, alle procedure di appalto?

Le risorse economiche non mancano, ma il tutto va consegnato entro il 2023. Dobbiamo correre il rischio di non farcela per quella data? Insomma, qualche ragionevole dubbio si frappone soprattutto all’unica soluzione da evitare in ogni caso, ovvero l’infruttuoso immobilismo, la mortificante incertezza della paralisi.

È quindi lecito tornare a chiedere che fine ha fatto il Cine-teatro Duni?

Ci interroghiamo a nome del movimento politico Matera Civica, ma sicuri d’interpretare la volontà di informazione viva nella comunità dei materani, così da interrompere un lungo silenzio che grava sul prestigioso immobile, tristemente muto e inutilizzato ormai da troppo tempo.

Ricordiamo, come da comunicato diffuso da via Moro dello scorso 30 aprile 2020, l’annuncio di una spesa che venne effettuata dall’Ente locale. Ovvero, si apprese, così era scritto, che “Il Comune ha già versato per l’acquisto del Duni 2,5 milioni di euro e 375 mila euro per le spese legali ed ha disponibili altri 4,5 milioni di euro, messi a disposizione dalla Regione Basilicata per la sua riqualificazione”.

Non va sottaciuta la presenza del vincolo di “bene culturale” esteso ai circa 26 mila metri quadrati lordi di cui si compone la proprietà e, di conseguenza, si rende necessaria una ristrutturazione sapiente.

Una rinascita, sicuramente al passo con i tempi e magari pensata per affrontare il mare aperto del futuro, ma pur sempre volta a garantire l’integrità del progetto originario, a firma del prestigioso architetto Ettore Stella per la caratterizzazione da intendere quale significativa testimonianza, non solo architettonica, ma specialmente storica: è per via di ciò che realmente il Cine-teatro Duni rappresenta, un documento di valore, finalmente percepito come tale nel sentire comune dei materani, nella ovvia speranza che questo patrimonio possa tornare a essere condiviso quanto prima in qualità di generoso palcoscenico per la cultura locale.”