Per avere certezza della tutela del patrimonio dell’altopiano murgico si avvii un procedimento di autotutela finalizzato a sospendere gli atti amministrativi in corso. E’ quanto chiede al neo sindaco, Domenico Bennardi, Matera Civica -aggregazione politica che ha eletto in consiglio comunale Pasquale Doria- con la nota che segue.

Murgia Timone –si legge nel documento– è uno dei luoghi con il più alto numero di presidi archeologici fino a questo momento noti nel territorio comunale. Matera Civica esprime la sua preoccupazione, che coincide con quella di molti tecnici e semplici cittadini, relativamente ai lavori in corso di svolgimento nella zona della cosiddetta Tomba a doppio cerchio, monumento che spicca all’interno del villaggio neolitico portato alla luce da Domenico Ridola e descritto in una pubblicazione del 1926 intitolata “Le grandi trincee preistoriche di Matera”.

In questa zona e in quelle contermini è possibile notare, tramite immagini ampiamente diffuse dai social media, attività di cantiere che impattano sulla paleo superficie dell’area interessata.

Evidenti sono alcuni sentieri che stanno imbiancando di tufina, con tutto quello che ne consegue a livello di fenomeni di erosione del suolo, un sito rientrante nel patrimonio dell’umanità tutelato sotto l’egida dell’Unesco.

Perplessità sulle opere in corso sono state sollevate a più riprese nei mesi scorsi, quando si è chiesto legittimamente di conoscere meglio e nei dettagli il progetto riguardante il sito archeologico di Murgia Timone.

Medesime perplessità si denunciano sul secondo progetto in corso, quello che ha per oggetto le chiese rupestri, ben più impattante dal punto di vista ambientale e naturalistico sul quale oltretutto vorremmo essere partecipi della discussione sui modi del restauro che appaiono a colpo d’occhio (l’unico finora concesso) piuttosto invasivi se non lesivi dell’impatto storico-archeologico sei siti.

Perplessità che permangono e diventano ancora più forti se si considera che l’attuale Amministrazione, completamente rinnovata rispetto alla precedente – e lo stesso discorso vale per il Consiglio comunale – non hanno avuto la possibilità di conoscere, approfondire e discutere l’intervento in atto.

Emerge, in pratica, la necessità di esaminare un provvedimento secondo i canoni di una corretta informazione, trasparente e consono a un più efficace perseguimento dell’interesse pubblico.

A questo proposito, Matera Civica, chiede all’Amministrazione comunale l’avvio di un procedimento di autotutela finalizzato a sospendere i propri atti amministrativi.

Si tratta di esercitare la capacità riconosciuta dell’ordinamento dell’amministrazione di riesaminare crticamente la propria attività in vista dell’esistenza di assicurare il più efficace perseguimento dell’interesse pubblico e, se necessario, eventualmente correggerla mediante l’annullamento o la revoca di atti ritenuti illegittimi, sempre e solo per realizzare l’interesse pubblico (la materia è disciplinata dagli articoli 21 quater, quinques e nonies della legge 241/90).”

(NB. La foto di copertina è di Pio Acito)