mercoledì, 19 Giugno , 2024
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Marcello “come ebrei nelle camere a gas”. Gianni “ritroveremo la strada”

E’ inutile, ci dobbiamo far conoscere da tutti. Oramai la scena nazionale ce la siamo conquistata tutta in questi giorni che precedono il voto delle regionali. E mica per le buone pratiche, purtroppo. Questo nostro piccolo cortile politico è sempre più abitato da inossidabili megalomani che non riescono proporio a farsene una ragione che la propria stella possa smettere di brillare. Marcello Pittella ne è un esempio. Già presidente PD della giunta regionale, poi non ricandidato alla stessa carica in quanto era oggetto di una inchiesta giudiziaria e lui per dispetto rifilò la polpetta Trerotola che favorì la elezione di Bardi. Poi, quando alle ultime elezioni politiche, il PD ebbe l’ardire di non candidarlo nemmeno al parlamento, indispettito se ne uscì per associarsi a Carlo Calenda. Aver ricevuto ora altri due nuovi dinieghi, hanno aumentato il suo sconcerto sul perchè -lui che è il migliore, il gladiatore per antonomasia- non lo vogliano sia il PD-M5S nell’alleanza di centro sinistra, che Angelo Chiorazzo a cui aveva proposto di essere sosotenuto come candidato presidente di una loro mini alleanza. Davvero troppo. Dinieghi che hanno scatenato un acuto attacco di vittimismo al punto da paragonarsi vittima al pari degli ebrei mandati a morire nelle camere a gas (tutto documentato in un audio

che qualcuno dei suoi ha reso pubblico :”C’è proprio un’azione a far male, a far morire. Sapete quando deportavano gli ebrei e dovevano portarli nelle camere a gas? Ecco, io sono uno che deve morire“). Ma quando poi ciò è stato ripreso dalla stampa nazionale sono partite le scuse e il mea culpa: “Giorni di stress e tensione emotiva hanno generato una ingiustificata e totalmente non voluta iperbole in un audio privato”, ha detto, aggiungendo: “Parole che ho usato per rappresentare il modo in cui, dopo aver governato la Regione per il centrosinistra con dignità e onore, siamo stati trattati. Sono profondamente dispiaciuto per l’accaduto e mi scuso con chi può essersi sentito offeso.” Tutto quì. E se di fronte a tutti questi dinieghi e alla figuraccia conseguente rimediata, qualunque persona dotata di un senso di realtà avrebbe compreso che forse era giunto il momento di ritirarsi a vita privata. Lui, affetto com’è da vanagloria,  tutto ciò serve solo a giustificare il salto della quaglia dall’ “aver governato la Regione per il centrosinistra con dignità e onore“, all’arruolamento nella fanteria del generale del centro destra, contro cui in questi anni ha detto peste e corna.

A dargli man forte, poco fa è giunto il fratello maggiore Gianni Pittella (anche lui all’epoca transitato come lui in Azione) dopo essere stato un autorevole rappresentante nel parlamento europea del PD. In un post dice di “comprendere le ragioni della scelta obbligata” relegandola ad un dimensione di “livello locale“, non nascondendo la speranza di “riprendere a breve il filo del ragionamento politico, consapevoli che prima o poi le buone ragioni ritroveranno la loro strada.” Insomma, ha obliterato una sorta di biglietto di andata e ritorno verso/dal centro destra. Ci mancava anche la versione ferroviaria del trasformismo. Ma ecco il post integrale: ” La pervicace sequela di errori nel centrosinistra lascia sgomenti. Un misto di superficialità ed arroganza nel metodo e nelle imposizioni, buon ultimo il veto da parte dei 5Stelle con il silenzio complice del PD, su una vasta area lberal riformista, rappresentata da Azione, e che avrebbe costituito un valore aggiunto politico, culturale ed elettorale. Comprendo pertanto le ragioni della scelta “obbligata” di quest’area a livello locale ma non posso non esprimere amarezza e disappunto per come sono andate le cose e per l’esito raggiunto. Chi ha la mia storia politica e culturale considera Azione una forza laica e riformatrice, una sorta di partito d’azione di antica memoria, prezioso per allargare la capacità di attrazione del campo progressista ad un elettorato moderato e riformista, di ispirazione liberale e socialista, laica e cattolica. Ma i tempi sono difficili e con questi tempi dobbiamo fare i conti. E riprendere a breve il filo del ragionamento politico, consapevoli che prima o poi le buone ragioni ritroveranno la loro strada.”

 

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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