Il senatore Daniele Manca, Commissario regionale del Pd Basilicata, e l’onorevole Vincenzo Amendola con una nota “annunciano la presentazione di interrogazioni al Ministro dell’Economia, alla Camera, a firma dell’onorevole Amendola, e al Senato, a firma del senatore Manca, per chiedere quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di evitare che le criticità del bilancio regionale si traducano in un aggravio per cittadini e imprese.” Iniziativa lodevole, ma di dubbia efficacia e prospettiva a giudicare da quanto dichiarato proprio oggi da Giancarlo Giorgetti, dopo aver preso atto che l’Italia ha mancato l’obiettivo del rientro del rapporto deficit/pil sotto il 3%: “I margini di bilancio risultano particolarmente assottigliati in ragione sia del lieve deterioramento dei principali indicatori di finanza pubblica, sia della necessità di intervenire, in maniera ancora più decisa, per contrastare con interventi mirati gli effetti del rincaro delle materie prime energetiche. Di conseguenza, sarà necessario ridefinire le priorità e riprogrammare gli aumenti previsti in altri ambiti, ivi inclusa la difesa“. Insomma, non c’è trippa per gatti. Anche perchè questo governo non ha proprio pensato di andare a pescare le risorse nelle tasche di chi ne ha molte e per altro cresciute proprio grazie (per loro) alle crisi in corso. Ma è giusto che chi sta all’opposizione giochi le sue carte anche a fronte di un governo nazionale e regionale che fanno acqua. Sebbene questa azione provenga da due “papi stranieri” della comunità dem lucana che fa il paio con il recente “commissariamento” romano della Giunta Regionale da parte del Ministro Lollobrigida. Una coincidenza che nell’immaginario collettivo non aiuta a capire chi sta messo meglio. E non è certo una bella notizia anche per chi è chiamato a rappresentare una potenziale proposta di alternativa credibile… che provenga dal territorio. Ma tant’è. E tornando alla nota di Manca ed Amendola, nella stessa i due esponenti dichiarano: “Le responsabilità del fallimento delle politiche di bilancio della Giunta Bardi non possono ricadere sulle famiglie e sulle imprese lucane. Non è accettabile scaricare sui cittadini e sulle future generazioni i costi di scelte inefficaci attraverso artifici contabili. La crisi politica regionale, evidenziata dal voto contrario di un assessore al Presidente Bardi, si accompagna a una manovra di bilancio che toglie ossigeno e futuro al territorio e conferma l’inadeguatezza di un governo regionale in carica da sette anni. Al deficit accumulato si aggiunge quello della sanità, che si intenderebbe coprire con l’aumento di imposte come IRPEF e IRAP. I dati descrivono una situazione critica: lunghe liste d’attesa, circa 60.000 cittadini che rinunciano alle cure e 130 milioni di euro destinati alla mobilità sanitaria”. “Queste scelte – concludono – rischiano di compromettere il futuro della Basilicata, penalizzando famiglie, imprese e politiche per il lavoro”.

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