Il dubbio sorge da sempre. Ma se facciamo carburante a un distributore automatico preleviamo giusto un litro oppure no? I misuratori vengono controllati, si fa la manuntenzione degli impianti ? E i prezzi sono quelli giusti? Gli interrogativi crescono in autostrada dove i costi sono notoriamente più elevati e nei piccoli centri della Basilicata, (che paradosso) regione di estrazione petrolifera , a causa della dispersione della rete distributiva e dei ridotti flussi di consumo.

Ma è una situazione a macchia di leopardo. Dove ci sono le pompe ”bianche” o ”private”, alternative a quelle della compagnie ufficiali si spuntano buoni prezzi anche per Gpl e Metano. La Puglia ne è un esempio virtuoso con una differenza sensibile di erogazione alla pompa fino a 20 centesimi rispetto a Matera, che è ad appena 16 chilometri.

Della questione si è fatto inteprete l’onorevole Cosimo Latronico, che da sempre utilizza l’auto per l’attività parlamentare, e ha il polso della situazione. Tanto da rivolgere una interrogazione al Ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi. Non cita gli impianti che andrebbero monitorati e sanzionati dagli organismi ispettivi o dalle Fiamme Gialle, ma l’argomento è di stretta attualità tanto più che i prezzi petroliferi dovrebbero essere in calo e la card carburante segna rosso fisso da tempo. Niente ricariche alle Poste, che hanno gestito il servizio,e nulla ancora sulla razionalizzazione della rete distributiva.

A Matera per esempio sono chiuse per un contenzioso con il Comune quella della Q8 in via Annunziatella e di via Cererie (ex Aci). Ma non si muove nulla. A secco anche queste e altre, ubicate in città, potrebbero presto aggiungersi per riduzione del volume di affari.

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LATRONICO(COR): MINISTRO MI RISPONDA!
Un’interrogazione sul differenziale dei prezzi del selfservice del carburante è stata presentata al Ministro dello Sviluppo Economico dall’on. Cosimo Latronico. (Cor). Nel testo il deputato evidenzia che “ dai dati ministeriali emerge che presso gli impianti delle rete italiana, un consumatore che, per scelta o necessità, per fare rifornimento alla sua auto si rivolga ad un erogatore servito paga mediamente 8,8 centesimi di euro in più al litro per la benzina e 9,1 centesimi di euro in più al litro per il gasolio di quanto spenderebbe ad un erogatore self service, spesso peraltro posti entrambi nel medesimo impianto”. Per Latronico “ ancora più rilevante – e palesemente ingiustificato – è il suddetto sovraprezzo se si analizza – a mero titolo di esempio – quello imposto dall’Eni, azienda leader del mercato sia in termini di quota mercato (oltre 25%), sia in termini di punti vendita (poco meno del 20%), oltreché essere saldamente sotto il controllo del Governo (30% del pacchetto azionario di proprietà della Cassa Deposito e Prestiti; consiglio di amministrazione nominato dal Mef), per quanto risulti nominalmente soggetto giuridico privato”. Alla luce di tutto ciò il parlamentare chiede “ quali iniziative il Ministro intenda intraprendere affinché i prezzi dei prodotti carburanti, la cui distribuzione costituisce un servizio essenziale per la collettività e per garantire il diritto costituzionale alla mobilità dei cittadini, rispondano a criteri di equità e ragionevolezza; quali provvedimenti intenda assumere, verificando nel merito se i comportamenti adottati nell’imporre un sovraprezzo tanto evidentemente abnorme quanto del tutto ingiustificato verso i consumatori che, per scelta o necessità, intendono rifornirsi usufruendo del servizio all’atto dell’erogazione del carburante, non rilevino ai fini di un possibile accertamento di pratiche commerciali scorrette; quali azioni intenda avviare nei confronti di Eni che, quale incontestata azienda leader del mercato, appare costituire punta estrema di un tale comportamento, capace di condizionare il resto del mercato e per quali ragioni, essendo il suo Ministero nel pieno e diretto possesso di tutte le informazioni, elementi documentali, facoltà e competenze, non risulti allo stato ancora alcun tipo di intervento