In merito al maxi sequestro dei dispositivi di protezione dal Covid 19 di qualche giorno fa (https://www.basilicata24.it/2020/05/melfi-truffa-delle-mascherine-falsa-protezione-anche-per-quelle-destinate-ai-bambini-8-milioni-di-pezzi-sequestrati-79144/), i consiglieri regionali del M5s Perrino, Carlucci e Leggieri, chiedono, con una interrogazione, che “la Regione chiarisca su quelli donati alle strutture lucane” e in una nota scrivono:

Siamo ormai prossimi alla riapertura dei confini regionali dopo le lunghe limitazioni imposte a causa dell’emergenza coronavirus. La Basilicata ha resistito bene alla tremenda ondata di contagi e il peggio sembra essere passato. In un modo o nell’altro, grazie soprattutto alla professionalità degli operatori sanitari, si è alleggerito il carico sulle nostre strutture ospedaliereTuttavia sarà difficile dimenticare questo periodo intenso nel quale non sono mancate le gaffe di qualche amministratore ed i soliti sciacalli che nelle emergenze si trovano completamente a loro agio”.

“Non ci è sfuggita – sottolineano i consiglieri pentastellati – la notizia di qualche giorno fa che riportava di un maxi sequestro di dispositivi di protezione dal Covid 19 eseguito dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura di Potenza. Al centro delle indagini vi sono le società SG Spa e Glamour Srl di Antonio Liseno, un imprenditore di Lavello che durante la fase più intensa dell’emergenza ha donato duecentomila mascherine a strutture sanitarie lucane all’inizio di aprile, tra cui Asp e Ospedale San Carlo. Sempre Liseno – aggiungono i consiglieri M5s – è stato strumento di propaganda per ‘la bestia’, attraverso la coppia Merra – Zullino e altri amministratori locali”.

Ora, al netto della becera propaganda – affermano Perrino, Carlucci e Leggieri – occorre sgomberare il campo da qualsiasi preoccupazione per la salute pubblica visto che i duecentomila dispositivi, essendo stati donati alle nostre strutture sanitarie, potrebbero rappresentare un pericolo per la salute degli operatori sanitari e dei pazienti.”

“Nell’augurarci che questo tipo di dispositivi non siano stati effettivamente utilizzati – concludono – abbiamo invitato la Giunta a chiarire sulle circostanze che sono sorte in seguito a questo tipo di donazione”.