L’elezione di Domenico Bennardi, militante della prima ora del M5S, entra anche nel dibattito apertosi sul presente e il futuro del movimento, reso più incandescente dalla recente uscita di Dibattista :“Andando avanti così il Movimento diventerà un partito come l’Udeur, buono per la gestione di poltrone”.

Una elezione portata ad esempio da chi ritiene che il percorso delle alleanze con altri soggetti politici intrapreso in queste elezioni regionali e comunali (non esperite ovunque perchè concepite tardivamente) e l’esperienza nazionale di governo, in corso in questa seconda parte della legislatura con al centro l’accordo tra M5S e PD, sia la strada giusta su cui incamminarsi.

Per contro c’è chi vede questa prospettiva come nefasta. Insomma, una riflessione che dovrebbe risolversi nella convocazione di un’assise nazionale (gli “stati generali”) rimandata da tempo ma sempre più urgente per evitare una implosione temuta da tanti (ed auspicata da altri).

Il voto regionale ha segnati si una sconfitta dei candidati del M5S, ma è stata l’occasione anche di un forte segnale degli elettori che hanno intelligentemente contribuito (grazie anche la voto disgiunto) ad evitare che la destra vincesse in realtà come la Puglia e la Toscana, indicando chiaramente una strada.

Un segnale che è maggiormente emerso anche da questa tornata di ballottaggi in cui, anche se non apparentati, gli elettori del M5S ed anche quelli del PD (come a Matera) hanno chiaramente contribuito insieme a fermare la destra.

E allora che dibattito sia e che avvenga presto, affinché questo originale contenitore politico decida cosa deve essere/fare da grande, dopo il passaggio dalla protesta all’esperienza di governo e dopo aver raccolto sostegni da tutte le direzioni, ma che, ora inevitabilmente, dovrà trovare una fisionomia più definita, più idonea a rendere proficua la sua azione nella nuova situazione che si è andata ad evolvere.

E perchè non farlo a Matera questo dibattito? Perchè non fare gli stati generali a Matera?

E’ quanto suggerito al M5S da Marco Travaglio nel suo editoriale di oggi su “Il Fatto Quotidiano” che riportiamo a seguire:

Ascoltate gli elettori

 “Mentre i vertici grillini erano impegnatissimi a spararsi l’un l’altro, cioè sui piedi, infischiandosene dei ballottaggi di cui probabilmente ignoravano financo l’esistenza, gli elettori di Matera e Pomigliano d’Arco hanno eletto sindaci due 5Stelle. Il che ovviamente non risolve nessuno dei problemi pentastellati: l’emorragia di voti, la guerra per la leadership, la desertificazione sui territori, il caso Rousseau. Ma indica una strada che né Di Maio, convertitosi troppo tardi alle alleanze, né Di Battista, che ancora insegue velleitarie equidistanze e improbabili terzi poli, possono ignorare.

Gli elettori hanno ripetuto ciò che avevano già detto alle Regionali: finché la destra sarà così impresentabile e il Pd non tornerà a somigliarle, la priorità è batterla. Meglio se con un candidato M5S, ma anche – turandosi il naso – con uno di centrosinistra. Sempreché non sia impresentabile come o peggio di quello di destra (tipo De Luca): nel qual caso va bene anche la “testimonianza” in una partita persa in partenza. Quindi le alleanze non sono obbligatorie, ma vanno tentate. Anche perché il Pd, sapendo di perdere senza i 5Stelle, è disposto a concedere molto. E lì si vede se restano un movimento o sono diventati un partito, se sono ancora il M5S o sono già l’Udeur.

Il problema non sono le poltrone, ma l’uso che se ne fa. Se per allearsi pretendono liste pulite, candidati eccellenti, cronoprogrammi vincolanti su ambiente, welfare e beni comuni, rimangono se stessi e gli elettori li premiano. Se mettono al primo posto le cadreghe, tradiscono la propria missione e vengono puniti.

Di qui dovrebbero partire i loro fatidici stati generali: facendo parlare per primi Domenico Bennardi e Gianluca Del Mastro, nuovi sindaci di Matera e di Pomigliano.

Il primo, 45 anni, si è laureato a Firenze in Scienze della formazione e specializzato in nuove tecnologie di restauro e beni culturali. Il secondo, 46 anni, è docente universitario di Papirologia, manager culturale e presidente delle Ville Vesuviane.

Due esponenti della seconda generazione dei 5Stelle: quella che nel 2018 ha portato in Parlamento il gruppo col più alto tasso di laureati, lontanissima dalla leggenda nera degli scappati da casa incompetenti e terrapiattisti.

Bennardi ha vinto da solo, strappando Matera alla destra coi voti del Pd escluso dal ballottaggio.

Del Mastro – frutto del patto Di Maio-Zinga premiato pure a Caivano, Giugliano e Faenza – ha sottratto Pomigliano alla destra dopo 10 anni.

Noi non li conosciamo, ma sospettiamo che abbiano priorità più concrete e contemporanee di tutte le pippe mentali su identità, terzo polo, alleanze, partito, movimento e Rousseau.

Perchè non fare gli stati generali a Matera?