In un nostro articolo di ieri ci chiedevamo: “CE LA FARANNO PD E M5S A DARE UN NUOVO GOVERNO ALL’ITALIA? ” (https://giornalemio.it/politica/ce-la-faranno-pd-e-m5s-a-dare-un-nuovo-governo-allitalia/).

Ebbene da oggi pomeriggio è la stessa domanda anche del Presidente della Repubblica Mattarella.

Infatti, al termine del giro di consultazioni, ha deciso di concedere ai due partiti tempo fino a martedì (“decisioni chiare in tempi brevi“) per provarci e dare una risposta al quesito.

Altrimenti saranno, quasi sicuramente, sciolte le camere e convocate elezioni anticipate (“una decisione delicata che non va presa alla leggera“, ha detto).

Insomma, al termine della sfilata delle forze politiche, il Capo dello Stato  ha registrato la volontà/disponibilità dei primi due gruppi parlamentari  (M5S-PD) a provarci, oltre alla stragrande maggioranza contraria ad elezioni anticipate.

Completamente snobbata l’ennesima triste piroetta di Salvini illustrata alla stampa all’uscita dalla consultazione con Mattarella (e concordata in una strana riunione della delegazione della Lega che è durata più di quella con il Presidente della Repubblica) che ha lisciato il pelo a Di Maio e si è dichiarato disponibile a tornare indietro.

Un Di Maio che a sua volta ha ribadito la volontà di assumersi la responsabilità derivante dall’essere il M5S partito di maggioranza relativa e di provare a dare un nuovo governo al Paese, elencando in 10 punti l’orizzonte politico entro cui lavorare allo scopo.

Dieci punti che si vanno ad aggiungere ai cinque elencati dalla direzione del PD e sui quali sono chiamati a discutere ed eventualmente a fare sintesi in un programma di governo, contestualmente alla definizione della squadra sulle cui spalle dovrebbe gravare la realizzazione.

E tutto in pochissimi giorni, ore.

Roba da far tremare i polsi per tutte le implicazioni e le incognite che sottendono ad una tale impresa.

Eppure ci proveranno. Auguri e buon lavoro.

Se sarà vera gloria lo vedremo.

Nel frattempo riepiloghiamo a seguire  le tracce intorno a cui si svolgerà questo lavoro:

I 10 punti illustrati da Di Maio

1) Taglio del numero dei parlamentari (deve essere un obiettivo di questa legislatura e una priorità del calendario in Aula);

2) Una manovra equa che preveda stop all’aumento dell’Iva, il salario minimo orario, il taglio del cuneo fiscale, la sburocratizzazione, il sostegno alle famiglie, alle nascite, alla disabilità e all’emergenza abitativa;

3) Cambio di paradigma sull’ambiente, un’Italia al 100% rinnovabile;

4) Una legge sul conflitto di interessi e una riforma della Rai ispirata al modello Bbc;

5) Dimezzare i tempi della giustizia e riforma del metodo di elezione del Csm;

6) Autonomia differenziata e riforma degli enti locali;

7) Legalità, carcere ai grandi evasori, lotta a evasione e traffici illeciti;

8) Un piano straordinario di investimenti per il Sud;

9) Una riforma del sistema bancario che separi le banche di investimenti dalle banche commerciali;

10) Tutela dei beni comuni, scuola, acqua pubblica, sanità, revisione concessioni autostradali.

I cinque punti indicati dal PD

1– L’impegno e l’appartenenza leale all’UE per una Europa profondamente rinnovata, un’Europa dei diritti, delle libertà, della solidarietà e sostenibilità ambientale e sociale, del rispetto della dignità umana in ogni sua espressione

2- Il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa incarnata dai valori e dalle regole scolpite nella Carta Costituzionale a partire dalla centralità del Parlamento

3- L’investimento su una diversa stagione della crescita fondata sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modello di sviluppo

4- Una svolta profonda nell’organizzazione e gestione dei flussi migratori fondata su principi di solidarietà, legalità sicurezza, nel primato assoluto dei diritti umani, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e in una stretta corresponsabilità con le istituzioni e i governi europei

5- Una svolta delle ricette economiche e sociali a segnare da subito un governo di rinnovamento in una chiave redistributiva e di attenzione all’equità sociale, territoriale, generazionale e di genere. In tale logica affrontare le priorità sul fronte lavoro, salute, istruzione, ambiente, giustizia. Evitare l’inasprimento della pressione fiscale a partire dalla necessità di bloccare con la prossima legge di bilancio il previsto aumento dell’IVA.

Ma quali sarebbero, teoricamente, i numeri potenziali per la nuova maggioranza giallorossa? 

Si tratterebbe (sulla base delle disponibilità comunicate ieri Mattarella  a dare il loro sostegno a “un esecutivo di svolta“) di 363 deputati alla Camera (216 M5s, 111 Pd e 14 Leu) e di 176 eletti al Senato (107 M5s, 51 Pd, 6 Autonomie, 12 Misto).