Continuano a volare stracci nel PD materano dopo la deludente vicenda delle elezioni amministrative che -pur confermandolo primo partito della città- ha visto il proprio candidato alla carica di Sindaco non raggiungere l’obiettivo minimo del ballottaggio. Da qui le inevitabili dimissioni del segretario Cosimo Muscaridola e il subentro di un coordinamento (provvisorio sino al congresso) con a capo Luigi Gravela, giovane ma militante di vecchia data.

Un compito davvero ingrato e difficile per come si è ridotto ad essere, specie in quest’ultima fase, questo partito che ha conosciuto fasti enormi per poi parcellizzarsi (come era inevitabile, trattandosi -come abbiamo sempre sostenuto- di un condominio più che di un partito vero) in mille rivoli a seconda delle velleità dei vari capetti a cui erano riconducibili le filiere che occupavano gli appartamenti del palazzotto. Una balcanizzazione iniziata molti anni fa, quando si autorizzava la presentazione di liste in concorrenza con quella con il simbolo del partito come fosse cosa normale, per soddisfare gli appetiti di tutti. Una consuetudine poi continuata sino al disfacimento attuale….

Una consuetudine che fa a pugni con l’esistenza di un partito degno di questo nome. Ma il PD è mai voluto essere un vero partito con regole certe e da rispettare? Fino ad ora no. Si è teorizzato la sua contendibilità, la possibilità una scalata alla sua guida (vedi assurdità delle primarie aperte a tutti, anche ai passanti) quasi come se si trattasse di una azienda non di una comunità con valori precisi ed una identità strutturata.

Sarebbe ora che esso giungesse a questo approdo perchè è vero come scrive Gravela che “Il futuro di un partito può esistere se tutti coloro che ne decidono di farne parte rispettano le regole e le decisioni che lo stesso assume nelle forme previste“.  Ma ora bisogna farlo questo partito, una volta per tutte.

A Matera come a Roma dove in verità (anche se certo le difficoltà non mancano) non sembra defilarsi la urgenza di sforzo nel definire un profilo più definito di questo partito ancora così importante nel panorama politico del Paese.

Per cui al giovane Gravela, più che perdere tempo a rispondere a queste bordate semi-anonime, converrebbe concentrarsi sul difficile “che fare” per dare visibilità e percezione alla città di questo “profondo rinnovamento nei modi e nei metodi” che lui prova ad inverare. Per questo che lui annuncia essere un partito che “non può appartenere a coloro che vogliono usarlo solo per le proprie carriere”, un partito immaginato come “aperto a tutti, senza padroni e senza persone che intendono farne parte alle proprie condizioni.

Obiettivi impegnativi da cui è preferibile non farsi distrarre.

Ma ecco a seguire la nota di Luigi Gravela di cui parlavamo all’inizio:

“Il documento diffuso da sedicenti iscritti ed ex iscritti al Partito Democratico di Matera in difesa del Sen. Chiurazzi, descritto come mite e incolpevole vittima di una denuncia per una chiara ispirazione ad una operazione elettoralistica che si è rivelata tanto negativa quanto improduttiva per chi l’ha promossa, è non solo oltraggioso, ma irricevibile.

È la dimostrazione del persistere di un atteggiamento di irresponsabilità che si è nutrito e si nutre di evidenti faziosità. Si mira a cancellare ogni valutazione degli effetti che la spregiudicata e velleitaria iniziativa elettorale promossa, e comunque sostenuta dagli estensori del documento diffuso, ha prodotto sulla possibilità che lo schieramento del centro sinistra e il Pd, che rimane il primo partito della città, potessero concorrere al ballottaggio.

Una iniziativa motivata dall’argomento del mancato rinnovamento della direzione cittadina, quando era nota la determinazione di procedervi in tempi ravvicinati a prescindere dal risultato elettorale.

Si cerca di buttarla in caciara o quando considerati i termini usati nel documento, si tenta di attivare la macchina del fango tipica dell’azione coordinata di un gruppo di pressione, soprattutto attraverso i mass media, volta a delegittimare o ledere l’onore e la credibilità di persone “giudicate avversarie”, ovvero infamarne o screditarne l’immagine pubblica, allo scopo di intimidirle, punirle o condizionarle, influenzandone così il giudizio dell’opinione pubblica nei suoi confronti.

La verità è che si tenta di replicare ad una decisione di autotutela legittima e sacrosanta con un risibile tentativo di espellere la maggioranza degli aderenti e militanti che hanno votato PD a vantaggio di una minoranza che si è segnalata per un dissenso motivato da ambizioni spropositate e da fin troppo noti obiettivi di potere.

E’ davvero stucchevole assistere a persone e personaggi che fino a quando hanno potuto beneficiare della loro presenza nel Partito Democratico hanno condiviso tutto salvo girare le spalle al Partito quando non hanno ricevuto benefici e prebende.

Il Partito Democratico di Matera dopo la recente sconfitta elettorale e le conseguenti dimissioni del segretario Muscaridola ha avviato un profondo rinnovamento nei modi e nei metodi: il partito non può appartenere a coloro che vogliono usarlo solo per le proprie carriere. Immaginiamo un partito aperto a tutti, senza padroni e senza persone che intendono farne parte alle proprie condizioni.

Dunque non accettiamo lezioni e ne tantomeno appelleremo costoro con alcun aggettivo, ma non accettiamo l’idea di aver commesso una “lesa maestà”.

Il futuro di un partito può esistere se tutti coloro che ne decidono di farne parte rispettano le regole e le decisioni che lo stesso assume nelle forme previste.

Pertanto il circolo Pd Matera ha già avviato momenti aperti di confronto e continuerà ad aprirsi al confronto, consapevole della nuova situazione amministrativa ripartendo con orgoglio dalla discussione di temi importanti come il rilancio del brand Matera Capitale Europea della Cultura che, senza spiegazioni, sembra un lontano ricordo della nostra classe politica.

Sarebbe perciò gravissimo se si immaginasse non solo di non censurare condotte chiaramente negative e distruttive nel voler fermare un nuovo gruppo dirigente che si sta profondamente rinnovando e che guarda ad un congresso che segnerà il passaggio ad una nuova piena e garantita responsabilità.”

Matera 22 ottobre 2020

Coordinatore Circolo Pd di Matera

…….e, per completezza dell’informazione e per consentire di comprendere meglio i termini del contendere da parte dei nostri lettori, a seguire la nota a cui fa riferimento Luigi Gravela nel suo intervento e diffusa un paio di giorni fa (a noi non pervenuta) da non meglio precisati  iscritti ed ex iscritti al Partito democratico dell’Area cattolico-democratica di solidarietà con il Senatore Carlo Chiurazzi che è stato deferito dal Coordinamento cittadino del PD di Matera agli organi di disciplina del partito.

Se cominciano così con il rinnovamento andiamo bene.

“Il Coordinamento cittadino del PD di Matera, subentrato al defenestrato segretario cittadino dopo la sonora sconfitta al Comune di Matera, ha promosso un ricorso contro il Senatore Carlo Chiurazzi.

Ma chi sono questi giovani per età, ma vecchi per militanza, nonché mestieranti della politica locale che compongono questo coordinamento?

Si tratta di soggetti ad usi ai vecchi schemi della politica; difatti provengono per la maggior parte dal PDS e sono giovani prezzolati dalla vera ma celata dirigenza cittadina del partito e dai rappresentanti istituzionali del PD, anche loro, guarda caso, provenienti dalle stesse file PDS. Ebbene questi soggetti vorrebbero rappresentare il nuovo?

Memori evidentemente delle purghe staliniane vorrebbero epurare, a loro dire, il partito di Matera. Ma il PD cittadino ormai da anni, proprio con la loro complicità (molti di questi soggetti sono da tempo nella direzione cittadina del PD) accumula solo sconfitte, dalle elezioni europee, alle politiche, alle regionali, sino alle ultime comunali.

Per fortuna il partito nei Comuni della Provincia di Matera è ancora vivo, perché se dovesse guardare solo alla città di Matera sarebbe già morto e sepolto. Ciò proprio a causa di una errata conduzione da cui i sedicenti esponenti del Coordinamento, nominati per appartenenza e non competenza da una malleabile direzione cittadina, non sono affatto esenti.

La storia politica del Senatore Carlo Chiurazzi, la sua coerenza, la sua azione, sempre in favore dell’unità del partito, non ha bisogno di difensori. Se una colpa gli può essere addebitata potrebbe essere difatti soltanto quella di essersi sempre comportato con moderazione, ed avere messo in campo atteggiamenti atti a favorire l’unità del partito.

Di fronte a quanto accaduto non possiamo quindi che esprimere la nostra solidarietà, per questo indecoroso ed indecente attacco, che proviene da questi “giovani” sepolcri imbiancati ispirati da consiglieri regionali, da ex sindaci e da ex segretari di partito, i quali si nascondono dietro questo eterodiretto Coordinamento, non avendo neanche il coraggio di apporre la propria firma sul ricorso contro Chiurazzi.

Ispiratori colpevoli che, piuttosto di guardare la pagliuzza negli occhi degli altri, dovrebbero guardare la trave nei propri occhi. Sono colpevoli di avere portato il PD da partito autorevole ed apprezzato dall’elettorato a luogo di maldicenza da sottoscala.

Vorremmo ricordare che, negli ultimi anni, il PD di Matera, a causa delle “liste di proscrizione” emanate dalla triade degli esponenti del vecchio PDS che lo ha governato e gestito, ha visto il progressivo allontanamento di tutti coloro che apportavano critiche costruttive e tese a invertire la rotta del declino cui stavano indirizzando il partito materano, e non erano in linea e non la pensavano come loro. Hanno ridotto il Partito democratico materano inizialmente rappresentativo di tutte le sensibilità politiche che ne costituivano originariamente la struttura, ad un loro circolo privato.

In pratica, pur di continuare a “gestire” il partito e quello che comporta nelle istituzioni, hanno preferito la sistematica eliminazioni delle anime critiche inducendole a mollare, o a trasmigrare verso altri lidi.

Le cronache politiche di questi ultimi mesi e anni ci hanno notiziato di uomini politici del PD passati in altre formazioni per continuare ad apportare il loro contributo alla vita della nostra comunità materana, cosa impedita di fatto dall’egemonia dettata dal potere delle tessere, detenute della triade. Un partito gestito con i vecchi metodi: “i pacchetti di tessere”.

La dimostrazione di questo impoverimento del PD di Matera si ritrova in ultimo anche nel dato elettorale delle amministrative: fallimentari nella impostazione e nel risultato.

Bisognerebbe chiedere conto alla triade della evaporazione del 40 per cento dei consensi ottenuti dalla coalizione che supportava l’allora candidato del PD nelle amministrative del 2015, coalizione che, in diversa e impoverita composizione dovuta alle epurazioni, ha visto ridursi al 20 per cento i consensi ottenuti nelle ultime elezioni amministrative senza neanche mandare al ballottaggio il candidato sindaco prescelto e imposto dalla componente egemone della direzione cittadina del PD materano che ha come riferimento e sostegno l’autorevolissimo componente della segreteria nazionale di estrazione PDS on. Andrea Orlando che nulla risulta avere fatto per ricomporre le fratture determinate in questi anni dai suoi riferimenti sul territorio e con esso la stessa direzione nazionale ha preferito mettere la testa sotto la sabbia pur di non intervenire.

E se al 12 per cento che ha raggiunto la sola lista del PD di Matera si sottraggono i consensi dei candidati che non sono espressione diretta del Partito democratico, ma provengono da altre formazioni politiche, il Pd di Matera si riduce di molto, ad una sola cifra bel sotto il 10%, in netta controtendenza rispetto quello nazionale.

Questo l’ultimo capolavoro realizzato dalla triade, attorniata da questi sedicenti giovani assoldati, appartenenti alla medesima area politica, che oggi provano a privare i cattolici democratici del diritto di cittadinanza nel PD.

Si pone quindi all’attenzione degli organi del partito nazionale la necessità di intervenire e procedere al commissariamento del PD di Matera, al fine di avviare, sotto l’occhio vigile di un rappresentante terzo, quella stagione vera di rinnovamento senza “pacchetti di tessere”, che certamente il sedicente coordinamento non può realizzare.”