Ma per quanto tempo, di grazia,  Matteo Renzi poteva continuare a fare il senatore semplice? La sonora sconfitta lo ha costretto a mordere la mordacchia per un po. Ma un anno è  una eternità. Una vera sofferenza dover  tenere a bada quell’ego smisurato che gli ribolle dentro.

Con l’aggravante di assistere all’ascesa sotto la luce dei riflettori di un suo emulo (per la boria, la strafottenza, le bugie propinate a piene mani, la inaffidabilità). Per giunta un suo omonimo, ironia della sorte. Una sorta di Matteo2-La vendetta, diventato in poco tempo il “capitano” per antonomasia,  proprio a seguito del suo grande flop e della sua linea del popcorn.

Ancora oggi c’è una corrente culturale che paragona i due Matteo, mettendoli sullo stesso piano” lamenta  nella lunga intervista rilasciata sul quotidiano La Repubblica.

Maledetti ! E i primi -ahimè- fummo noi (https://giornalemio.it/politica/matteo1-matteo2-uguali-vogliamo-il-copyright/).

Ma per far vedere chi è più svelto, non gli è sembrato vero potergli mettere lo sgambetto fatale, spiazzando tutti per quell’abbraccio veloce e rassicurante offerto ai cinquestelle e Conte: i cornuti e mazziati, i sedotti ed abbandonati nell’afa estiva. Lasciando Matteo2 intontito, con  ancora in mano il solito mojito.

Aver mandato a casa Salvini resterà nel mio curriculum…” ha dichiarato sempre oggi su La Repubblica, auto appuntandosi la medaglia al valore sul petto. E sempre da lì ha annunciato la sua nuova mission: “I prossimi anni li voglio passare in contrapposizione frontale contro il populismo di Salvini”!

Insomma, siamo al Matteo1 Versus Matteo2, che si annuncia ricco di una lunga serie di puntate più o meno avvincenti, proprio come quei reality di quarta serie che pur tengono inchiodati davanti allo schermo milioni di aficionados e fanno la fortuna delle TV più o meno commerciali.

Ma per fare questa sua “guerra a chi semina odio” ha bisogno di un nuovo partito in cui tornare ad essere “un leader carismatico” incontrastato. Mica quel PD in cui ha provato ad “interpretare questo ruolo” ma “è stato sconfitto dal fuoco amico“.

Una cosa nuova” dice. “Che non è di centro o di sinistra”, davvero originale e nuova questaChe occupi “lo spazio meno utilizzato dalla politica italian: lo spazio del futuro“. Minghia, signor tenente una odissea nello spazio? O un Open future, memore delle puntatine materane?

Comunque tranquilli. Non ce l’ha con nessuno.  Non ha risentimenti. Sia Conte che Zingaretti possono stare sereni, non hanno nulla da temere dalle sue scosse. Perchè, assicura: “la nostra Casa” (il nome e il simbolo della nuova cosa lo svelerà alla mitica Leopolda, sebbene sembri essere “Italia Viva”) “La prima elezione a cui si presenterà saranno le politiche , sperando che siano nel 2023. E poi le Europee del 2024“.

Perchè a chi malignamente insinua che, fare propri gruppi e lasciare nel contempo parte dei suoi uomini ancora all’interno del PD, significa che vuol mettere doppio becco sulle nomine risponde: “sciocchezze…io le nomine le ho fatte quando ero premier”. Ora, sembra le disdegni.

Comunque lui riparte “da zero” e lo fa, dice: “col sorriso“. Perchè, afferma sornione: “Mi piace da impazzire quando mi dicono  che sono morto. L’ultimo che lo ha pensato si sta ancora leccando le ferite. Faceva il ministro dell’Interno. Adesso lui è tornato  al Papeete e il Viminale un posto più civile.

Insomma ora che Matteo Renzi fonda una sua nuova “casa”, sarà un bene o un male per il PD e per il Conte 2?

I suoi sono colpi di genio, “minchiate d’impulso” come dice Grillo, quindi mero tatticismo destinato all’autoconsunzione?

Lo scopriremo solo vivendo questa telenovella. Ci tocca. Non possiamo sottrarci.

Una cosa dice bene Renzi: “Il populismo cattivo” di Salvini “non è battuto e va sconfitto nella società“. Non basta averlo mandato via dal governo.

E per questo serve lavoro di lunga lena e di spessore culturale tra i cittadini, oltre ad una buona azione di governo. E per fare questo servono partiti che operino quotidianamente tra i cittadini, nei luoghi di lavoro.

Nicola Zingaretti, potrebbe ora perfino cominciare a fare finalmente il segretario del Pd, dando una fisionomia, un radicamento, nuove classi dirigenti a questo che non è mai stato un partito vero.

Nel frattempo sembra che Salvini abbia accettato di sfidare in un duello televisivo Renzi. Avanti tutta per un nuovo match: Matteo1 Vs Matteo2!