lunedì, 4 Marzo , 2024
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L’ONU non è daccordo con Israele? Aboliamo l’ONU!

“Poichè il segretario dell’ONU non è daccordo con Israele ed USA, bisogna nominare un nuovo segretario.” E’ la pretesa dell’ambasciatore israeliano Gilad Erdan scontento del discorso pronunciato ad inizio della seduta del Consigliodi sicurezza dell’ONU da parte Segretario generale Antonio Guterres. Erdan ha infatti detto: “Un segretario generale dell’Onu che mostra comprensione per la campagna di sterminio di massa di bambini, donne e anziani non è adatto a guidare l’Onu. Lo invito a dimettersi immediatamente“. L’esponente israeliano ha in sostanza declamato, con con atroce serietà,  ciò che Bertolt Brecht, nel 1953, disse invece ironicamente: «poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo».  Non meraviglia che ciò venga avanzato da parte dell’esponente di uno Stato che non ha mai rispettato le innumerevoli risoluzioni dell’ONU di condanna al proprio operato bei confronti dei palestinesi. E che ancora oggi pretenderebbe, oltre alla condanna chiaramente unanime dell’attacco di Hamas del 7 ottobre riaffermata da Guterres anche in questa circostanza, ci fosse una sorta di concessione di mano libera sulla risposta militare -già abbondantemente sproporzionate messa- in atto. Reazione che, al momento in cui scriviamo, sta comportanto un assedio medievale alla popolazione della striscia di Gaza, privandola di viveri, luce e quant’altro serva alla sopravvivenza. Bombardamenti indiscriminati con distruzione di case, chiese, ospedali e con -al momento in cui scriviamo- 6.550 morti di cui 2.700 bambini. Numeri che rendono agghiacciante la sproporzione della risposta che sembra più somigliare ad una vendetta. E questo per Israele sarebbe solo l’inizio! Ma quante migliaia di morti si pensa di provocare ancora in quella che sembra essere diventata più che una selettiva guerra al terrorismo, il massacro indiscriminato di un popolo? E come è possibile pretendere che questa licenza di uccidere venga avallata dal cosiddetto mondo civile e democratico? Ma il cosiddetto Occidente è consapevole che se non riesce a porre un freno a questa carneficina se ne renderà complice? Ma cosa aveva detto, infatti il segretario generale dell’ONU che non è garbato a Israele? Una cosa persino banale: che la storia di questa guerra infinita non è iniziata il 7 ottobre scorso, come si pretenderebbe. “È importante –ha detto Guterres– riconoscere che gli attacchi di Hamas non sono arrivati dal nulla. Il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione“. Precisando che certo, “le sofferenze del popolo palestinese non possono giustificare gli spaventosi attacchi di Hamas“, ma anche che quegli stessi attacchi “non possono giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese“. Ha quindi stigmatizzato e deplorato le “chiare violazioni del diritto umanitario internazionale” che si stanno consumando nella Striscia, nonchè e insistito con la richiesta di “un cessate il fuoco umanitario“, che Israele ha più volte rispedito al mittente.                E’ incredibile, come pure ha ricordato in modo autocritico Biden, come non si sia imparato nulla dagli errori commessi in passato. Ovvero che questo atteggiamento di Israele -reiterato negli anni- non porterà nulla di buono per quello che dovrebbe essere l’obiettivo finale: rientro a casa degli ostaggi, fine di questa ulteriore carneficina, cessate il fuoco e l’avvio del dialogo per la costruzione definitiva delle condizioni di una convivenza civile e pacifica dei due popoli. Certo che Hamas va colpita, ma in modo selettivo, altrimenti si alimenta odio su odio (la benzina del terrorismo). Cosa che impedirà di sconfiggerlo mai e che impedirà ad Israele di vivere un futuro tranquillo. Come è giusto che sia. Come è giusto che sia anche per i palestinesi.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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