HomeAmbienteRospi,M5S, punta il dito contro ENI e il COVA di Viggiano

Rospi,M5S, punta il dito contro ENI e il COVA di Viggiano

Nella giornata di ieri, 10 maggio 2019, mentre tutti i livelli istituzionali, regionali compresi, tacciono, l’onorevole Rospi, con interpellanza parlamentare urgente n. 2- 00374, come primo firmatario, pone all’attenzione del Parlamento e del Governo la gravità dei fatti occorsi circa lo sversamento di greggio in Val d’Agri.

Arringa il Parlamento ripercorrendo la storia del petrolio in Basilicata che, osservata dai 1725 mt del Sacro Monte di Viggiano, si rivela in tutta la sua straordinaria e selvaggia bellezza se non fosse per una “nota stonata tra tanto verde; il grigio metallico del Centro Oli Val d’Agri denominato COVA”, che con la fiamma perennemente accesa e le esalazioni solforose diffuse continuamente nella valle, è impossibile ignorare.

Ricorda gli esordi dell’avventura petrolifera, nella seconda metà degli anni ’30, quando la neonata AGIP cominciò a “bucherellare il territorio” senza portare alcun beneficio alle popolazioni lucane. Continua sottolineando come oggi, dai dati ufficiali, sappiamo che si estraggono 3,4 milioni di metri cubi di gas l’equivalente di oltre 80.000 barili di petrolio al giorno in una delle regioni più povere d’Italia. Richiama all’attenzione quello che la Basilicata sta vivendo ufficialmente dal 2017, il dramma dello sversamento, nel terreno, di petrolio, dai serbatoi posti in un area interna al COVA, sversamento che la Procura di Potenza ha accertato essere in atto almeno dal 2009.

Il dato certo è che almeno 400 tonnellate di greggio sono finite nel terreno dando luogo ad una vera e propria “grave compromissione delle matrici ambientali in particolare per le numerose falde acquifere presenti nel sottosuolo lucano con gravissime coseguenze per tutto il territorio”.

L’onorevole Rospi fa notare come, da quanto descrive la Procura di Potenza, l’Eni abbia un comportamento omissivo strategicamente teso a minimizzare e addirittura nascondere gli effetti del grave sversamento di greggio. Intanto, continua, la grave compromissione della intricata rete idrografica della Val d’Agri ha contaminato anche le acque del lago Pertusillo che fornisce acqua potabile non solo alla Basilicata ma anche alla vicina Puglia, oltre che acqua per l’irrigazione in agricoltura, per abbeverare gli animali di allevamento e la fauna selvatica.

Tutto ciò, affonda il colpo l’onorevole Rospi, è l’ennesima prova del fallimento dell’esperimento petrolifero in Basilicata espressione di un modello energetico obsoleto basato su fonti fossili inquinanti che si è rivelato insostenibile a livello ambientale e sanitario. E ancora l’onorevole dice che è noto a tutti nell’aula quale sia il peso di Eni negli affari geopolitici ed economici del nostro Paese, richiamando il caso Regeni, ma incalza, la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente vengono sempre prima del profitto delle multinazionali.

Dice Rospi, dalle carte della Procura di Potenza emerge chiara la figura di un sodalizio criminale tra Eni e la classe politica regionale che aveva il compito di vigilare e non lo ha fatto. Continua l’onorevole, bisognerà valutare l’opportunità del rinnovo dei permessi di coltivazione di idrocarburi in scadenza a fine anno, anche alla luce degli enormi costi di bonifica generati da questo grave sversamento di greggio che ha interessato 26.000metri quadri di territorio.

Rospi chiede inoltre l’intervento del Sottosegretario all’Ambiente, on. Salvatore Micillo, al fine di verificare che oltre a quanto appurato dalla Procura di Potenza, non vi siano altri gravi episodi di inquinamento ambientale sottaciuti o nascosti dalle parti interessate.

Conclude interrogando il Parlamento sulla opportunità di continuare sulla strada obsoleta ed altamente inquinante della estrazione di idrocarburi, prospettando l’alternativa di chiudere l’esperienza idrocarburi in favore di energia alternativa.

Risponde all’interpellanza l’on. Salvatore Micillo, Sottosegretario all’Ambiente ed alla Tutela del Territorio e del Mare.

L’on. Micillo ragguaglia sull’intervento di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che già dal 2018 affianca e supervisiona l’operato di ARPAB e Regione Basilicata sui controlli e le misurazioni presso il COVA. Sottolinea di come il Governo, per tramite del Ministero dell’Ambiente, abbia a cuore la questione tanto che lo stesso Ministero si è costituito parte civile nel processo pendente dinanzi al Tribunale di Potenza per i danni derivanti all’ambiente dall’azione del COVA e società responsabili, fatti per i quali la stessa Procura  parla di Disastro Ambientale.

L’onorevole Rospi si dichiara soddisfatto della risposta del Sottosegretario, ma esorta il Parlamento a determinare un cambio di direzione nelle politiche nazionali, a convertire lo sviluppo in una azione compatibile con l’ambiente, a lasciare per sempre la strada delle estrazioni carbonifere e petrolifere, a virare nettamente verso l’approvviggionamento di energia pulita. L’esperienza della regione Basilicata può essere di monito ai popoli.

Roberto Montanari
Roberto Montanarihttp://basilicatapictures.blogspot.com/
Ho conseguito il titolo di Fotografo Professionista nel 1987 presso l'Istituto Europeo di Design (I.E.D.) di Roma con il massimo dei voti 110/110 (Corso Superiore Triennale di Fotografia). Dal 1987 ad oggi ho avuto moltissime esperienze lavorative nel settore della Comunicazione, Editoria, Marketing e Commerciale. E' rimasta in me una grande passione per la fotografia, arricchita dalla voglia di scrivere e raccontare.
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