HomePoliticaL'Italia "ripudia" non "tripudia" la guerra....fermarsi prima che sia troppo tardi.

L’Italia “ripudia” non “tripudia” la guerra….fermarsi prima che sia troppo tardi.

Il quadro rispetto al giorno in cui il Parlamento italiano diede l’assenso, sebbene con molte assenze e malumori,  all’invio di armi in Ucraina è profondamente cambiato. Gli USA e l’Inghilterra stanno accelerando verso uno scontro frontale con la Russia e rischiano di trascinarci in un vicolo cieco.

La situazione sta degenerando velocemente, con il Pentagono che ha affermato: “Vogliamo la Russia indebolita al punto da non poter più fare il tipo di cose che ha fatto in Ucraina” e da Londra si è dichiarato che è legittimo l’utilizzo delle armi inglesi inviate a Kiev anche per attaccare obiettivi russi oltreconfine.

Cosa che ha portato Putin a dire “Se qualcuno dall’esterno intende interferire negli eventi ucraini, porre una minaccia alla Russia, la nostra risposta sarà fulminea“.  Nel mentre è stato ora chiuso il rubinetto del gas russo a Polonia e Bulgaria, cosa che potrebbe accadere anche al nostro paese…mettendoci per davvero alla canna del gas.

Insomma, siamo ad una pericolosa escalation, il cui esito tragico (sia militare che economico) nessuno sembra prendere in seria considerazione. Mentre dovremmo eccome.

Vengono assunte in queste ore da Draghi ed esponenti del governo impegni che richiedono una discussione in Parlamento, con i rappresentanti del popolo che si devono assumere la responsabilità delle decisioni apertamente.

Nessuno è in grado di escludere che Putin, incattivito dai nuovi armamenti in grado di colpire il territorio russo, possa tentare di risolvere la questione utilizzando in Ucraina armi nucleari tattiche in modo da costringere  Zelensky alla resa. Nel qual caso quale sarebbe la risposta occidentale? E’ meglio non pensarci.

Anzi è meglio pensarci prima, anche perchè siamo o non siamo una democrazia? E non c’è alcun obbligo a seguire in modo autolesionistico le pulsioni guerrafondaie americane e inglesi.

Gli italiani vogliono la pace, dunque i parlamentari facciano gli interessi del Paese, non si assumano la responsabilità di cacciarlo in un vicolo cieco, di portarlo verso il disastro.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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