Mezzo secolo a testa o quasi con una lunga carriera di portaborse, leccapiedi del parlamentare di turno e con un carriera nelle diverse aule della politica ” a stare in mezzo al gioco”, come si dice in dialetto, per farsi i fatti i propri, vendendosi, o svendendo ”La Città dei Sassi” al miglior offerente facendoci perdere via via autonomia verso Potenza, Roma e via elencando. Sono i leoni, in alcuni casi lenoni, della politica materana riuniti in capannello in piazza, davanti ai bar per far vedere alla città che ci sono sempre anche per le prossime elezioni comunali, a decidere sulla scelta delle liste, alleanze e sempre meno su quella del sindaco visto che su quell’argomento tra centro destra e centrosinistra i diktat vengono da Roma… Serve un moto Riscatto, dice Antonio Serravezza, che ha compiuto domenica scorsa il terzo tour con i suoi di “Sei di Matera se…” se vuoi essere artefice del tuo destino. Matera ai materani…e con tanta autonomia decisionale, a meno che non vogliate continuare a portare cervello e consenso all’ammasso. Pensate agli arroganti leoni o, meglio, lenoni della politica che continuano a svendere la nostra città. Cosa significa lenoni? Beh, sfogliare il vocabolorio non guasta…a metà venduti e sfruttatori del comparto del meretricio. E la malapolitica lo è.

LE RIFLESSIONI DI SERRAVEZZA

L’estate 2020 sarà senza dubbio un’estate sottotono, non solo per le strutture recettive che faticano a ripartire, ma soprattutto per la quasi totale assenza di serate, concerti e festival: quasi tutto cancellato o rimandato a data da destinarsi. Uno shock per i materani che sognano ancora le belle serate del “luglio materano”.
Sul fondo del vaso rimane soltanto la speranza, che non fece in tempo ad allontanarsi prima che il vaso venisse chiuso di nuovo.Dopo l’apertura del vaso il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale simile ad un deserto, finche’ Pandora lo apri’ nuovamente per far uscire anche la speranza, ed il mondo riprese a vivere.
Bello questo aforismo! Stiamo vivendo nel limbo e molti sussurrano “rinuncia” e pochi sussurrano “provaci ancora una volta”. Chissa’ se fa’ piu’ male smettere di sperare o sperare di smettere.
Personalmente non mi e’ mai piaciuto sperare. Soprattutto da quando ho scoperto che ‘spero’ e’ l’anagramma di ‘perso’! Sono veramente preoccupato, ma non riesco a girarmi dall’altra parte e andarmene al mare.
I leoni della politica si stanno muovendo nella piazza principale e formano dei gruppi di consulto da far paura. Sempre le stesse facce, sempre i stessi colori, sempre il loro egoismo che fa eco alle loro parole da far tremare anche l’acqua della fontana che, e’ li’ da secoli ad ascoltare tutti rilasciando solo freschezza! La mia speranza si sta esaurendo e ho timore che i materani sbaglieranno nuovamente quando entreranno dietro la tendina e lasceranno con un semplice segno di matita il loro giudizio di quello che non avranno nuovamente capito. E’ veramente un peccato, pensavo che la storia si ripetesse questa volta e piazza Vittorio Veneto potesse cambiare nome in Piazza del Riscatto!
Tutti ar mare,
tutti ar mare
a mostra’ le chiappe chiare,
co’ li pesci,
in mezzo all’onne,
noi s’annamo a diverti’.