E alla fine ecco che s’avanza il Marchese del Grillo a ribadire il suo “Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!” E come in tutti i partiti padronali non poteva che esserci questo epilogo. Eppure per un po’ ci avevano creduto in tanti che questa straordinaria ed originale esperienza (di un movimento che nasce sull’onda di una protesta, diventa il primo partito nel Parlamento, che catapultato al governo del Paese acquisisce nelle istituzioni quella esperienza che gli mancava, qualificando i propri quadri e realizzando diversi punti del proprio programma) potesse fare quel salto in avanti per consolidarsi e radicarsi da tutti ritenuto necessario.

Anche perchè era stato proprio lui, il “padre padrone“, ad alimentare questa prospettiva avendolo chiesto esplicitamente alla personalità che lo stesso movimento aveva indicato alla guida del governo. Quell’avvocato allora sconosciuto agli italiani  e che ora lo collocano al terzo posto del loro gradimento, subito dopo Mattarella e Draghi. Quel Giuseppe Conte che un anno fa si inventò dal nulla -primo in Europa- una risposta alla pandemia e che ha conquistato i soldi di quel Recovery Found su cui si gioca tutto il Paese. Insomma lo scelse perchè era capace e popolare.

Ma evidentemente non era pronto a a quello per cui tutti i genitori dovrebbero auspicare per le proprie creature: che possano camminare da sole con le proprie gambe!

Per cui a fronte di una proposta che andava in tale direzione, con organismi democraticamente eletti con ruoli  e responsabilità definite, quindi con il venir meno del suo potere di fare e disfare a piacimento tutto è sbroccato ed ha fatto saltare il tavolo.

E lo ha fatto nel peggiore dei modi scagliandosi a testa bassa contro quel “Conte elevato che ha restituito all’Italia la dignità persa di fronte al mondo intero” (così lo definiva nel 2019)…e che ora descrive come uno che non avrebbe “né visione politica, né capacità manageriali. Non ha esperienza di organizzazione, né capacità di innovazione.” Roba da matti!

Risultato a caldo? Mandare la sua creatura in confusione, registrare una valanga di “vaffa” dai suoi e applausi dai nemici che ora vedono finalmente palesarsi la disfatta del M5S…e incredibile ma vero, proprio per mano del capo dei capi.

E cosa fa adesso? Chiama gli iscritti ad esprimersi su questo lavoro svolto per mesi su sua commissione da parte di Conte? Neanche a pensarci! Quale democrazia, quale scelta rimessa agli iscritti!

Eccolo mettersi la feluca in testa (che appare sempre più come uno scolapasta) e ordinare al buon Vito Crimi, tramite facebook di procedere alla messa in votazione di un comitato direttivo di 5 membri con il ritorno alla piattaforma Rousseau di Casalaggio: “Ti invito ad autorizzare, entro e non oltre le prossime 24 ore, la Piattaforma Rousseau al trattamento dei dati, come espressamente consentito dal provvedimento del garante della privacy e come rientrante nei poteri del titolare del trattamento. Nel caso, invece, in cui decidessi di utilizzare subito la nuova piattaforma, sarai ritenuto direttamente e personalmente responsabile per ogni conseguenza dannosa dovesse occorrere al MoVimento (azioni di annullamento voto, azioni risarcitorie …) per le scelte contrarie allo statuto che dovessi operare”.   Insomma siamo alle minacce.
Ma Crimi come l’ha presa? Malissimo!“Gli avvenimenti di questi giorni, in particolare delle ultime ore, mi inducono ad una profonda riflessione sul mio ruolo nel Comitato di Garanzia e sulla mia permanenza nel Movimento” ha scritto su Facebook aggiungendo che: “Manterrò le mie funzioni per il tempo utile a consentire gli adempimenti necessari allo svolgimento delle prossime consultazioni”,  per la nomina di un direttorio dei 5 stelle, ‘congelate’ dopo l’ipotesi di affidare la leadership a Giuseppe Conte. “Grillo ha indetto la votazione del comitato direttivo impedendo una discussione e una valutazione della proposta di riorganizzazione e di rilancio del Movimento 5 Stelle alla quale Giuseppe Conte ha lavorato negli ultimi mesi, su richiesta dello stesso Beppe – ricorda Crimi – pur rientrando fra le sue facoltà indire la votazione, non concordo con la sua decisione”.

Davvero i tanti figli di Grillo oramai maggiorenni, cresciuti sul campo nei Comuni, nelle Regioni, in Parlamento tra i cittadini potranno accettare di essere considerati ancora incapaci di intendere e volere? E di non avere diritto ad organismi che consenta loro di decidere democraticamente la linea politica e la classe dirigente? Di rimanere a vita sotto sua tutela ?

Grillo poteva sommare la sua forza a quella di Conte per dare quel di più per far consolidare e crescere la sua creatura. Sarebbe stata la cosa migliore ed auspicata da tutti. Prima l’ha fatto credere poi ha avuto paura e ci ha ripensato.

Ora ha messo tutti i suoi di fronte ad una scelta tragica: disfarsi proprio di  lui, trasformatosi in un peso morto. Per sopravvivere. Ma comunque vada, oramai si palesa un insuccesso….

Ed è un dramma da guardare con rispetto e che riguarda tutti, anche chi grillino non è.