Ormai nella Lega di Basilicata volano gli stracci e Antonio Cappiello, che fino all’affiancamento-commissariamento con Marzio Liuni aveva guidato il partito in Basilicata, ha inquadrato l’alzo zero con una nota di protesta che esprime delusione e disagio per la nascita della giunta di centrodestra guidata dal presidente Vito Bardi.

Cappiello, e lo abbiamo rimarcato in altro servizio, dice chiaro e tondo che Matera è stata ignorata ed esclusa dal nuovo esecutivo. E fa i conti anche in casa della Lega che uscirebbe ridimensionata con appena due assessori in giunta, oltre alla presidenza del consiglio. Poco, pochissimo per Cappiello che non vuole sentire ragione.

Anzi vorrebbe, a leggere oltre le righe, dire le sue ragioni fuori dai confini regionali e magari al leader nazionale Matteo Salvini con il quale ha sempre avuto un rapporto privilegiato. Non è escluso che non lo faccia.

Del resto ha sempre ragionato di testa sua e tenerlo a freno è un’impresa… Tanto più che di cose da dire ne avrebbe tante e quanto accaduto continua a bruciare e brucerà ancora. Non chiamate il ”115” non serve.

Cappiello vuole verità e giustizia…e tirerà dritto.

Giunta Bardi, così la Lega oltraggia Matera e Provincia. Intervento di Cappiello (Lega)

Antonio Cappiello, fondatore della Lega in Basilicata, in una nota esprime alcune riflessioni sulle nomine assessorili effettuate dal Presidente Bardi della Regione Basilicata su specifica indicazione dei Partiti.

“Una giunta sbilanciata. Forza Italia con soli tre consiglieri regionali (Cupparo, Leone e Piro) prende due assessori con deleghe di assoluto valore ed il Presidente della Regione Basilicata Bardi in quota per averlo nominato a suo tempo mentre una Lega esanime con sei consiglieri regionali eletti (Fanelli, Cicala, Zullino, Coviello, Merra e Carriello) esce ridimensionata con soli due assessori dalle blande deleghe e un Presidente del Consiglio.

A questa stenosi per l’attuale partito della Lega, segue poi una più nefanda scelta di riconoscere tutte le cariche assessorili a Potenza, mortificando e dimenticandosi di Matera e provincia (già penalizzata dalla legge elettorale regionale) che hanno contribuito in termini percentuali alla pari con lo stesso potentino (18% la prima e 19% la seconda).

Qualcuno direbbe siamo alla frutta, ma è quella di plastica.

Quale esempio dà oggi il partito della Lega non riconoscendo pari dignità ad entrambi i collegi (tanto di Matera quanto di Potenza). Quale spirito di appartenenza politica si pretende dai candidati e dai semplici cittadini Lucani della provincia materana ormai traditi dopo aver votato nell’interesse di essere ben rappresentati. Quale spirito di cambiamento anima i potenti e i potentini ad accentrare le loro assegnazioni di cariche. Sembra quasi voglia riservarsi a Matera e provincia un trattamento da sguatteri della politica portatori di voti senza nulla a pretendere e senza aver alcun diritto.

Ci si dimentica di una parte del territorio della Basilicata così come vengono dimenticati gli Uomini con il suo condottiero che in questi anni si sono sprecati per contrastare la sinistra e il sistema marcio della politica lucana spingendo il partito della Lega ad essere il primo del centrodestra al sud ed in Basilicata nonostante nelle stanze romane mai nessuno ha investito un centesimo per la vittoria della Lega in Basilicata.

Si lascia così a Forza Italia l’autorità al comando anche con scelte territoriali diversificate (Cupparo assessore per il Potentino e Leone assessore per il metapontino) con un sicuro ritorno elettorale e si rimpicciolisce il consenso di quella Lega che è stata determinante alla vittoria del centrodestra lucano.

Il Commissario LIUNI e i consiglieri regionali eletti, consapevoli o no di queste scelte, valutino diversamente e per il bene della Lega diano una autorevole rappresentanza di partito a Matera scegliendo chi da sempre ha rappresentato il Partito nel materano.

L’ho detto e lo ripeto queste scelte della Lega calpestano il diritto alla speranza di Noi Lucani. La terra di Basilicata non accetta ipocrisie perché è assetata di verità”.