Tante ”apprezzabili” scuse all’Italia (la Lettera pubblicata su La Repubblica del 2 aprile 2020) a nome dell’Unione Europea, pieno sostegno a fronteggiare la crisi e sostenere la ripresa con crediti da ”mobilitare” per 100 miliardi di euro, anche con la ”proposta” di un fondo antidisoccupazione denominato SURE,sulla base di garanzie messe a disposizione dagli Stati membri, per 25 miliardi . La presidente della Commissione Europea,Ursula von der Leyen, prova ancora una volta a rassicurare tutti o quasi, con un passo avanti e due di lato, tra Banca centrale europea e Germania, per evitare ulteriori spaccature e prendere tempo, naturalmente. Del resto sulle garanzie e i tassi di interesse da chiedere ai Paesi, e l’Italia ha problemi cronici di bilancio, siamo nel vago. E’ tutto da definire. I quattrini o prestiti arriveranno, da quanto si è capito, anche con una mobilitazione della Banca europea degli investimenti che dovrà recuperare soldi sui mercati finanziari. Quali? Ci sono fondi e surplus da contattare e attivare e che hanno un costo dall’Asia ai Paesi del Golfo ai forzieri dei ”Bund” (arieccoci) che regolano gli spread… La Banca europea, le sigle contano poco, non è un ente di beneficenza, ma un istituto di credito che i soldi li eroga ma a un tasso preciso.

E allora lo strumento del SURE, una cassa integrazione ”Kurzarbeit” alla tedesca (ecco da dove arriva l’ispirazione o l’indicazione se preferite)con una copertura parziale dello Stato dovrebbe contribuire a versare danaro fresco nei sistemi produttivi locali e a evitare la disoccupazione. Tutto da decidere e concordare, anche perchè, diciamola tutta. Germania, Olanda e paesi anseatici non hanno messo da parte l’idea del Meccanismo europeo di stabilità( Mes) , vecchio strumento finanziario, con tanto di obbligazioni per economie forti che strozzerebbero l’Italia. E poi ci sono sempre i ”covibond” sul quale insiste la Francia per una situazione contingente. Ma frau Merkel sta in silenzio e attende evoluzione. Del resto parla per lei la connazionale Ursula Van der Leyen, che riesce bene a metterci la faccia per rimediare alle prese di posizione ”a comando” della presidente della Banca Centrale Europea, la francese Christine Lagarde. Ora in situazione di attesa per il suo Paese che, ricordiamo, ha un asse privilegiato con la Germania, e con l’altro asse Bce-Merkel.

E l’Italia? Ha apprezzato ”l’apertura” dei vertici finanziari dell’Europa dopo le prese di posizione di David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, di Paolo Gentiloni commissario europeo all’Economia e del presidente del consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, che aveva chiesto una svolta temporale nei ”fatti e nei modi” pur apprezzando quanto appreso. Ma serve che seguano fatti e con assoluta trasparenza, per quanto detto sopra. Noi siamo come San Tommaso e crederemo quando conosceremo le condizioni degli ”aiuti” all’Italia e ad altri Paesi in crisi. La speculazione fatta sulla Grecia insegna.E poi le tre donne forti dell’Unione Europea vanno tenute d’occhio. Fidarsi è bene…In attesa che istituzioni e strumenti europei cambino.Sulla carta e sulla bandiera le stelle sono 28, ma di fatto sono su costellazioni diverse.