Entreranno in vigore il 7 aprile e saranno valide sino al 30 aprile le norme del nuovo decreto Covid che è stato approvato in serata dal Consiglio dei ministri.

Ancora niente zona gialla, per tale periodo sono previste solo la zone arancione o rossa, con quest’ultima che diventa automatica nel caso si registri un’incidenza superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti.  Nel testo  viene prevista la possibilità di un allentamento delle misure se contagi e avanzamento della campagna vaccinale lo dovessero consentire. “In ragione dell’andamento dell’epidemia, nonché dello stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini – si legge infatti nel testo – con deliberazione del Consiglio dei ministri, sono possibili determinazioni in deroga al primo periodo e possono essere modificate le misure stabilite dal provvedimento”.

Dal 7 aprile al 30 aprile è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi” fino alla prima media. Una disposizione si precisa che “non può essere derogata da provvedimenti dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome”. Insomma, basta alla scuola a macchia di leopardo. Inoltre, in zona arancione e gialla la presenza è fino alla terza media e con un minimo del 50% alle superiori.

Avranno l’obbligo di vaccinarsi “gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali“. Dunque, se il medico, infermiere o operatore sanitario non risponde alla convocazione dell’Asl e quindi non si vaccina, il datore di lavoro può adibire il lavoratore, ove possibile, a mansioni, anche inferiori, con il trattamento corrispondente alle mansioni esercitate, e che, comunque, non implicano rischi di diffusione del contagio. Quando l’assegnazione a diverse mansioni non fosse possibile, per il periodo di sospensione non è dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato.

Per omicidio colposo e lesioni personali colpose “verificatisi a causa della somministrazione di un vaccino effettuata nel corso della campagna vaccinale straordinaria in attuazione del Piano” nazionale, “la punibilità è esclusa quando l’uso del vaccino è conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio emesso dalle competenti autorità e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della salute relative alle attività di vaccinazione”.

Dal 3 maggio 2021 è consentito lo svolgimento delle procedure selettive in presenza dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni“. Lo svolgimento delle prove deve avvenire “nel rispetto delle linee guida validate dal Comitato tecnico scientifico” e dunque “in sicurezza”. E perché questo avvenga “si prevede l’obbligo per i candidati di produrre la certificazione di un test antigenico anche negativo effettuato nelle 48 ore precedenti”. E’ stabilito anche che: la durata massima della prova sia limitata ad un’ora e lo svolgimento delle prove deve avvenire in sedi decentrate a carattere regionale.