mercoledì, 19 Giugno , 2024
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L’ASM ricorre contro la sentenza di reintegro del dottor Annese.

Non ci sono soldi per la sanità. Non ci sono medici. Ma si mandano forzatamente in pensione i medici che hanno chiesto (in base alla legge) di poter rimanere in servizio. E si spendono soldi per pagare i legali per ricorrere contro le sentenze che li reintegrano al lavoro. Tutto questo accade incredibilmente all’ASM di Matera. E’ il caso del dottor Gaetano Annese reintegrato in servizio da una sentenza del Tribunale di Matera solo pochi giorni fa (https://giornalemio.it/politica/cifarelli-pd-servono-i-medici-lasm-li-manda-via-ma-il-giudice-li-reintegra/), contro cui l’ASM ha deliberato di ricorrere affidando un nuovo incarico per oltre seimila euro (Delibera ASM -Incarico Appello sent. n. 264-23 Trib. Mt) senza uno straccio (leggete il testo del provvedimento per credere) di motivazione. In proposito si registra l’incredulo commento del consigliere regionale del PD Roberto Cifarelli che segue:  “Quando ho visto pubblicata sul sito dell’Asm la delibera n. 348 del 19 maggio 2023 ho faticato a crederci, ma la DG dell’Asm ha deciso di ricorrere in appello contro la sentenza di alcuni giorni fa del Giudice del Lavoro di reintegro al lavoro del Dr. Gaetano Annese. Siamo di fronte a qualcosa di indefinibile; forse i termini accanimento terapeutico, oppure crociata, potrebbero spiegare la determinazione dell’Amministratrice Generale Sabrina Pulvirenti nel voler mandare a tutti i costi a casa i medici, che invece vorrebbero e potrebbero per legge rimanere in servizio nonostante il raggiungimento dei requisiti per la pensione, nonostante la cronica carenza di personale, i pochi reclutamenti effettuati e le lamentele dei cittadini per i disservizi oramai proverbiali della sanità della provincia di Matera, sia nei due ospedali che per le attività ambulatoriali.
Ciò che sta accadendo fa ancora più indignare se si pensa che per cacciare i medici, la Pulvirenti, anziché servirsi del personale dell’avvocatura dell’Asm, affida incarichi a legali esterni con oneri a carico del bilancio pubblico, cioè di tutti i cittadini. Per la sola “vicenda” Annese, tra primo e secondo grado di giudizio sono stati superati già i 18.000 euro, oltre le somme da rimborsare al Dr. Annese per il danno procuratogli.
Eppure la normativa è chiara, e lo ricordava il Giudice del Lavoro nella sentenza di alcuni giorni fa: “la normativa accorda ai dirigenti medici del servizio sanitario nazionale un vero e proprio diritto potestativo alla permanenza in servizio oltre l’ordinario limite d’età per il collocamento a riposo, perché non autorizza soluzioni che conservino alla controparte sartoriale margini di discrezionalità nella valutazione dell’istanza del dirigente interessato”.
Tutto ciò accade nel silenzio assordante ed accondiscendente di Bardi e Fanelli, veri responsabili di questa situazione.”

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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