martedì, 27 Febbraio , 2024
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Lasciatelo parlare…senza verità non sa stare

Ci riferiamo all’annuncio di Maurizio Bolognetti che da stasera,9 novembre, un minuto prima della mezzanotte, comincerà uno sciopero della fame a causa di quel ‘silenzio’’ impostogli da un biennio buono, quasi dovesse scontare un lungo periodo di quarantena da virus a corona e di tutte le varianti in corso d’opera. E in una breve nota, che riportiamo più avanti, spiega perché.A rieccolo, direbbero a Roma, capitale del BelPaese da dove partono, si ripartono in mille rivoli barlumi di buoni propositi (pochi) di democrazia e tanti disegni di ‘’riorganizzazione’’ centralistica dello Stato che lasciano non poche perplessità. Nel solco di quel degrado morale e istituzionale che ricorda le repressioni e le spoliazioni di risorse dello Stato Unitario nel Mezzogiorno e che hanno finito con il cristallizzare la ‘’ Questione meridionale’’. E qualcuno, queste e altre cose, deve pur dirle, anche in dialetto. Magari saranno scomode, infarcite di qualche coloritura espressiva, ma non può restare nel limbo dantesco tra ‘’ Color che sono sospesi’’. E nemmeno alienato nel ‘’metaverso’’ che è di moda tra politici e intellettuali da diporto. Chi può, chi vuole si faccia sentire ricordando la nota canzone del possente Adriano Pappalardo, che cantava ‘ Lasciatemi gridareeee…’’, magari affidando quelle note all’ultimo banditore di paese. U’ scettabban, che con trombetta e voce squilllante, informava i compaesani di notizie utili, arrivi e partenze. Forza Maurizio. Comincia con trombetta e magafono…

L’ANNUNCIO DI BOLOGNETTI
A partire dalle ore 23.59 di giovedì 9 novembre, inizierò un’azione nonviolenta (sciopero della fame) per chiedere che venga onorato quel diritto a poter conoscere che da forza, sostanza e contenuto alla parola democrazia. La cancellazione del mio storico canale Youtube è stata accolta da un assordante e indecente silenzio. Muto l’Ordine dei giornalisti (ad iniziare da quello lucano) e muta la Fnsi (vero Oliveto?). Un silenzio che segue quello che ha accompagnato la decisione di Radio Radicale di rescindere il mio contratto di collaborazione nel settembre 2022, dopo un anno di sostanziale mobbing (sono stato pagato per non fare nulla). Al di là della mia personale vicenda, ho a più riprese posto una questione: è accettabile che grandi multinazionali, che agiscono in regime di monopolio/oligopolio, possano vestire i panni di giudice, boia, giuria e PM? A mio avviso no. Chiedo alla stampa libera, se ce n’è ancora una, di darmi la possibilità di illustrare le ragioni della mia iniziativa. A breve mia nota. Intanto grazie.
Citando una volta ancora Don Luigi Sturzo, affermo: “Non c’è libertà dove c’è menzogna, perchè la libertà è figlia della verità”.

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