Il 21 giugno scorso avevamo pubblicato un articolo dal titolo “Il 2 luglio, sarà festa….anche per l’anatra?” in vista della prima seduta del nuovo consiglio comunale convocata per il 30 dello stesso mese e alla vigilia della Festa della Bruna. Come sappiamo, quella seduta è stata poi -all’unanimità- aggiornata a domani 7 luglio per cui “l’anatra“, per quanto zoppa, si è fatta in santa pace la Bruna ed anche l’ottava. Il sindaco e la coalizione di Cifarelli -che detiene sulla carta la maggioranza consiliare, di incontrare si sono incontrati. E al termine c’è stato un bel comunicato stampa, con tanti bei propositi di collaborazione…ma della relativa conseguenziale traduzione in nomi e cognomi, ancora non c’è traccia. Quindi, ora come stanno le cose? Quel clima sostanzialmente disteso e di fair play della prima seduta consiliare ha prodotto il miracolo di un accordo alto tra tutte le forze politiche nell’interesse sovrano della città? La soluzione che domani il sindaco Nicoletti comunicherà alla massima assise comunale sarà diversa da quanto da noi ipotizzato nell’articolo già citato all’inizio? Davvero ce lo auguriamo ancora (siamo degli ottimisti, in fondo), ma le speranze sarebbero davvero poche. Tre erano le ipotesi in campo, scrivevamo. La prima (“quella di dimissioni del Sindaco o dei consiglieri che non sono dalla sua parte”) come previsto non è mai stata in campo. Anche la seconda (“quella di un accordo di alto profilo con cui tutto il consiglio comunale conviene su una piattaforma programmatica di cose concrete condivise da realizzare, minimo sino al 2027, per consentire che nel 2026 la Città possa assolvere al ruolo di Capitale della cultura e del dialogo insieme alla città marocchina di Tetouan, per poi magari ritornare alle urne”) non ha mai goduto di alcuna chance, richiedendo un livello politico generale un pochino più alto e soprattutto disinteressato ai destini personali, di quanti erano chiamati a sceglierla. E lo si era capito già dal tenore degli interventi di un discreto numero di consiglieri che nella prima seduta si erano di fatto offerti per una collaborazione individuale aggiuntiva al corpaccione degli 11 di centro destra che costituiscono il patrimonio di partenza per il raggiungimento di una maggioranza a sostegno di Nicoletti. Per cui, come da noi previsto, è la terza ipotesi (“quella che una parte dei consiglieri non eletti con Nicoletti si aggiungano agli undici per raggiungere la maggioranza consiliare che ora il sindaco non ha. Magari allineandola a quella del Consiglio regionale. O anche non necessariamente.”) che sembra sarà praticata (“magari non subito per non incorrere negli strali generali, anche se la realtà potrebbe stupirci“). Una soluzione caldeggiata dagli undici di Nicoletti che già negli interventi nel consiglio avevano cominciato a scalpitare rispetto alle aperture delle altre parti politiche e ad un accordo che li vedesse in qualche modo ridimensionati (ritenendosi i vincenti). Quindi, stando così le cose sarà interessante vedere i nomi dei componenti della giunta che Nicoletti ha assicurato annuncerà domani. Nomi che probabilmente saranno inferiori al numero degli assessori possibili, proprio per lasciare il posto in caldo ai rappresentanti delle new entry che saliranno sul carro della maggioranza in fase di composizione (carro su cui è prevedibile non ci saranno severi angeli a rintuzzarli). Cosi come illuminante per la capacità di deambulazione dell’anatra nei prossimi mesi, sarà anche la elezione del/lla presidente del Consiglio comunale e dei suoi vice. Chi voterà chi? Ancora poche ore e il mistero sarà svelato. Salvo, ovviamente, nuovi colpi di scena e rinvii. Che non sarebbero completamente da escludere.

Iscritto all’albo dei giornalisti della Basilicata.