L’urbanistica, lo sappiamo, è il risultato mai statico di una lotta continua tra due flussi: da una parte c’è l’espressione disordinata, anarchica ma anche dinamica di bisogni e desideri individuali; dall’altra la necessità di regole per il vivere assieme, l’azione pubblica ordinatrice che difende l’interesse collettivo, garantendo ma anche limitando i diritti individuali.”

Inizia così una nota diffusa dall’assessora alla Città e territorio del Comune di Matera, Rosa Nicoletti, su quanto sviluppatosi intorno al contestato progetto Ater di Via Giustino Fortunato.

“Durante i mesi che si sono succeduti nel 2021, -scrive l’amministratrice- sull’analisi del progetto presentato dall’Ater su Via Giustino Fortunato, l’amministrazione comunale, ha cercato l’equilibrio migliore: anzitutto garantendo il rispetto delle regole, oltre al perseguimento degli interessi collettivi e nel pieno rispetto della continuità amministrativa.

Purtroppo, quello che ha preso piede in città, sui social e nella stampa locale, è stato un dibattito aizzato per mera e banale speculazione politica, colmo di inesattezze trainate dai peggiori sentimenti e da linguaggi aggressivi.

Come al solito la disinformazione ideologica, che dà per presupposto che l’unica soluzione sia non fare nulla, salvo ovviamente lamentarsi perché non si fa nulla, ha visto protagoniste anche forze che vorrebbero spacciarsi come “capaci di governare” questa città.

Il problema è stato capovolto, la questione mal posta, fino a non nutrire più alcun interesse verso il progetto stesso, che invece questa amministrazione ha voluto migliorare, credendo che la giusta predisposizione e collaborazione della comunità stessa, lo potesse fare ulteriormente.

Siamo sempre stati consapevoli che il progetto presentato dall’ ATER fosse partito con il piede sbagliato, quello del mancato coinvolgimento, proprio quando poteva essere l’occasione per trasformarlo in un’applicazione dell’arte di vivere assieme, dato il connubio degli ingredienti che contiene: due enti istituzionali, più funzioni, in primis quella socio educativa e quella abitativa popolare, una comunità vecchia che dovrebbe accogliere e una comunità nuova che deve far di tutto per essere accolta, costruendo un’integrazione senza pregiudizi.

A questo vanno aggiunte le scorrettezze istituzionali e politiche di una Regione sempre più ostaggio degli interessi della città di Potenza, mancato dialogo e comunicazione tra Enti, che invece in questi casi dovrebbero andare all’unisono.

Infine, dopo le ultime comunicazioni avute in Regione in data 7 dicembre 2021, l’Ater ha prodotto (con incomprensibile ritardo) un cronoprogramma, in cui si evince chiaramente che i tempi sono strettissimi e probabilmente non più sufficienti, soprattutto dopo aver appreso solo in quella circostanza, che mediamente la stazione unica appaltante regionale ci impiega in media un anno per espletare l’appalto.

Se tale progetto non dovesse andare in porto, probabilmente una parte di città ne sarà lieta, a discapito dei meno fortunati che non potranno usufruire in tempi brevi di alloggi parcheggio.

Da parte della nostra amministrazione più di una lezione sarà stata appresa. Come amministrazione comunale stiamo portando avanti un piano di integrato di rigenerazione urbana che a cominciare dal Pinqua prevede una serie di operazioni di social housing, tese ad attivare una città che sia solidale, equa, emancipatrice e che si prenda cura di tutti.

Lo faremo con azioni di confronto costante con la città, attraverso i comitati di quartiere e le organizzazioni professionali, in un nuovo laboratorio culturale rappresentato dall’Urban Center.”