NO al cemento dove c’era Barilla“. E’ quanto chiede la Coalizione Civica Matera con un  documento in cui rende noto che a tal fine promuove un “Incontro pubblico sul tema urbanistica e area ex-Barilla” (25 settembre) oltre alla installazione (da domenica) di “gazebo in piazza” tesi ad approfondire e sensibilizzare sul tema.

A breve, al massimo qualche settimana, –si legge nella nota– il Consiglio comunale materano valuterà e deciderà le proposte di modifica del Regolamento Urbanistico (RU) adottato più di un anno fa e ora in via di approvazione.

Tra le modifiche proposte, anche quelle ‘osservazioni’ presentate o da privati, o direttamente da manine giudiziose sotto forma di ‘refusi’, che tendono a cambiare la destinazione d’uso di aree importanti, ricomprese sia nella cinta urbana e sia nella fascia del periurbano che della prima dovrebbe esserne sostanzialmente protezione verde.

Tra le manomissioni urbanistiche vere e proprie (e tali sono i cambi di destinazione d’uso di aree vaste e assai delicate che pregiudicano gli equilibri generali configurati nel Piano Regolatore Generale – (PRG), annotiamo:
innanzitutto, come hanno già fatto alcuni consiglieri che hanno per questo ottenuto il rinvio dell’esame e del voto in Consiglio comunale, che il testo della Normativa Tecnica di Attuazione (NTA) che disciplina la trasformazione dell’ex area Barilla, risulta modificato e non certo a causa di “refusi” o di fantomatici “correttivi linguistici”: si aumentano a dismisura superfici e volumi edificatori in cambio di generiche contropartite che la Giunta, e non il Consiglio, avrà modo di definire successivamente.

Se il Consiglio dovesse approvare questa osservazione, verrebbe definitivamente compromessa la possibilità di recupero e riqualificazione urbana di un intero quadrante della Città.

Ci troveremmo dinanzi a uno stravolgimento della cultura urbanistica in questa città, comprensibile solo a favore della definitiva privatizzazione della politica.

Andrebbe ricordato che quell’area industriale, occupata dal Mulino con un provvedimento eccezionale connesso al terremoto del 1980 per salvaguardare le attività industriali oggi fallite, è da sempre assai delicata dal punto di vista del paesaggio.

Lì, il limite naturale del costruito (almeno fino alla costruzione di quegli sfregi che sono il ‘Carcere’ e la caserma della Polizia) avrebbe dovuto esser mantenuto – ricomprendendolo nel vincolo del Parco della Murgia – per scongiurare che la città debordasse in esso, mantenendo lo skyline che identifica la Città venendo dal versante pugliese anche per salvaguardare alcune delle ultime ‘aie’ storiche e pubbliche del mondo contadino. E nel tempo valorizzarla alla fruizione cittadina.

Quell’area aspetta ancor oggi un piano di riqualificazione che consenta un minimo di decoro urbano e abitativo e di relazioni a centinaia di famiglie, specie nella zona racchiusa tra la parrocchia di Piccianello, via Marconi a salire, via San Pardo a scendere e via Nazionale.

Dovrebbe essere evidente l’impossibilità di decidere sull’area ex Barilla e su quella contigua destinata al foro boario, ecc., se non si decide anche di cosa fare di quello che resta dell’altipiano murgico, prospiciente all’area del Parco omonimo.

Il comparto residenziale più compromesso della Città necessita, dunque, di una riqualificazione urbana attraverso un dibattito condiviso, attraverso forme di progettazione partecipata che vedano protagonisti anche gli abitanti dei quartieri interessati: il ridisegno di quella area della città deve essere unitario e lo strumento urbanistico non può che essere il quadro di riferimento perché gli spazi urbani divengano luoghi pubblici e non privati luoghi di speculazione edilizia.

L’altro enorme sfiguramento urbano, che manine giudiziose con procedure amministrative spregiudicate intendono infliggere alla Città, sta nel cambiamento dell’asse commerciale Matera-Venusio, oggi compresa nella Variante relativa alla disciplina della spazio Extra e Periurbano – VEP, che si vuol ricomprendere ora quale Area rientrante nel perimetro urbano.

Ciò determinerebbe la conseguente modifica delle destinazioni urbanistiche, superfici, volumi, ecc. anche delle aree limitrofe al nuovo proponendo perimetro urbano, quali sono, ad esempio, quelle dell’insediamento ex Annunziata.

Noi della Coalizione Civica per Matera ci opponiamo a tutto questo e perciò avvieremo nei prossimi giorni attività di sensibilizzazione e informazione dei cittadini materani perché siamo convinti che solo un’opinione pubblica attenta può far sentire ai consiglieri comunali quanto grande sia la responsabilità che li attende per le decisioni che prenderanno sul Regolamento Urbanistico.

Per parlare di questi temi ci vediamo in un incontro pubblico mercoledì 25 Settembre nel piazzale della chiesa di Piccianello e da domenica con un gazebo nel piazzale della chiesa del Purgatorio.”