Quel cognome, ha di fatto monopolizzato il commento/battuta più comune intorno all’evolversi/involversi di questa campagna elettorale amministrativa della Città dei Sassi. E ancora in queste ore Nicola Casino, combattivo consigliere comunale uscente di Forza Italia nella consiliatura Bennardi, continua ad agitare le acque della politica (si fa per dire) cittadina. Infatti, aveva da subito agitato le acque del centro destra chiedendo che la scelta del candidato sindaco a Matera avvenisse non sui tavoli romani (come è prassi in questa coalizione) ma con le primarie. E visto che nessuno gli dava ascolto -appoggiato dal papà Michele (consigliere regionale del medesimo partito)- non ha esitato a varcare il Rubicone e lanciarsi sulla zattera dei neofiti “100 giovani” che, sbucati quasi dal nulla, proponevano proprio questa metodica, seppure inizialmente indirizzata al campo del centro sinistra per la scelta del candidato alla poltrona di primo cittadino. E così -con pose da “uno per tutti, tutti per uno” ad immortalare il patto con gli altri quattro contendenti – si candida a quelle primarie non prima di ottenere -all’atto della firma degli impegni programmatici e di mutua solidarietà- della cancellazione di quel fastidioso riferimento al centro sinistra. Scatta la sospensione da FI per lui e il babbo. Mentre per il consigliere regionale del PD scatta il disconoscimento del partito cittadino, oramai dilaniato (non presenterà più una propria lista, e papà Michele (rivolto alla Casellati) rivendica in TV:“Per chi legge la politica, la discesa in campo di Casino a partecipare alla primarie con Roberto Cifarelli, è stata una mina innescata che ha frantumato definitivamente il PD“. Attaccandosi la prima medaglia sul petto. Poi le primarie e le elezioni vere e proprie -che sappiamo come sono andate finire e con l’uno per tutti, tutti per uno che è cominciato a vacillare. Sino all’ultima seduta consiliare in cui, poco dopo che Roberto Cifarelli aveva parlava a nome dei 17 della sua coalizione (Angelino aveva già svicolato), il gruppo dei tre consiglieri della lista di Casino (MT 2030) annunciava il suo sostegno ad Antonio Nicoletti. Finendo così di incasinare anche la difficile situazione di Roberto Cifarelli che -persa la gara da Sindaco- si è trovato a rappresentare e gestire la patata bollente di una maggioranza numerica a grande rischio sfarinamento (e ne avrebbe fatto volentieri a meno).

“Nicola Casino, ma l’avete avvisato a quello? Si o no?” Gli chiede lunedì sera a caldo sul web il politologo Michele De Novellis nella caterva di commenti seguiti al post del suo compagno di partito (Matera è Matera in serie B) e merende Antonio Andrisani, con riferimento a Cifarelli. “Si” risponde perentorio Casino! Subito dopo, però, smentito nella stessa chat dal diretto interessato: “non ero stato avvisato“. Ma oggi Nicola Casino rilancia e, in una intervista sul quotidiano del sud, ha ribadito: “la scelta che avevamo fatto era stata comunque comunicata a Roberto Cifarelli“. Eppure, da noi interpellato Roberto Cifarelli a sua volta rimarca secco: “non mi hanno avvisato”. Sembra di essere in una partita non sense. Ma tant’è. Con la famiglia Casino che alla fine di questa avventura, con incursione a sinistra, rientra a casa portandosi in petto ben due medaglie da far valere: la prima, quella già rivendicata di aver frantumato il PD prima della campagna elettorale e quindi indebolito il centro sinistra; la seconda, quella di portare oggi in dono al centro destra in difficoltà numerica, ben tre consiglieri. Che dire, sono davvero loro i vincitori di questa pazza, pazza campagna elettorale materana. E potendo persino gridare a pieni polmoni: “Tornare in Forza Italia? Noi non ce ne siamo mai andati!”

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