Le forzature del governo Meloni in materia di giurisprudenza e del continuo mancato rispetto della Costituzione, all’insegna del “Me ne frego!’’,(l’ultima perla si fa per dire riguarda l’avvocatura ed è nel decreto Sicurezza) continua a far rimediare al BelPaese richiami e figuracce da parte dell’Unione europea.E’ il caso dell’abolizione del reato di abuso in atti di ufficio, che ha determinato il caso paradossale dell’ex magistrato Luca Palamara.A evidenziarlo l’avvocato Leonardo Pinto che cita la decisione, conseguenziale del Gup di Perugia, che ha dovuto cancellare la condanna per abuso in atti di ufficio e traffico di influenze, cosa che consente a Palamara di chiedere la revoca della radiazione. Un paradosso votato dal Parlamento trasversalmente con la giustificazione della ‘’paura della firma’’. Ci ha pensato l’Unione europea a far saltare il tappo delle incongruenze, visto il vuoto normativo creatosi nel Bel Paese che dovrà rimettere le cose a posto entro 24 mesi. Ma occhio ai colpi di mano,vista la scarsa propensione del governo in carica ad ammettere di aver sbagliato. Imbarazzo, arrossire? Mah. Vediamo solo tanta ipocrisia e grigiore, mentre l’economia va a picco. Altro che milione di posti di lavoro…

LE RIFLESSIONI DELL’ AVV. LEONARDO PINTO
L’abrogazione del reato di abuso d’ufficio e l’effetto Palamara
La finalità dell’articolo 323 c.p. era quella di tutelare il buon andamento e l’imparzialità della Pubblica Amministrazione. La norma puniva i pubblici ufficiali che, violando la legge, procuravano intenzionalmente a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale o arrecavano un danno ingiusto a terzi.
Il ministro Nordio ha proposto il disegno di legge che ha portato all’abrogazione del reato di abuso d’ufficio e alla modifica dell’art.346-bis c.p., traffico di influenze illecite, sancite dalla Legge n. 114 del 9 agosto 2024 (pubblicata in G.U. n. 187 del 10 agosto 2024).
In precedenza, il GUP del Tribunale di Perugia, competente per i reati coinvolgenti i magistrati romani, aveva emesso nei confronti di Luca Palamara una sentenza di condanna a un anno di reclusione (pena patteggiata e sospesa) per i reati di abuso d’ufficio e traffico di influenze illecite.
La riforma Nordio, come detto, non si è limitata ad abrogare l’abuso d’ufficio, ha anche fortemente depotenziato il reato di traffico di influenze illecite, rendendolo punibile solo se finalizzato a far commettere un reato specifico (come la corruzione) e in presenza di un passaggio effettivo di denaro o altra utilità economica.
L’abrogazione dell’abuso d’ufficio ha creato un “vuoto di tutela”, lasciando impuniti comportamenti in cui un pubblico ufficiale favorisce deliberatamente se stesso o terzi, a meno che la condotta non sfoci in corruzione o concussione.

Sfruttando questo nuovo scenario, la difesa di Palamara ha sostenuto che i fatti oggetto di patteggiamento — “pressioni” e “accordi politici” sulle nomine direttive di magistrati— non configurino più reato. Si è verificata, di fatto, una abolitio criminis che permette di sostenere che ciò che ha fatto Palamara oggi non è più previsto dalla legge come reato”.
Coerentemente con il nuovo quadro normativo, il 15 aprile 2026 il GIP del Tribunale di Perugia, in funzione di giudice dell’esecuzione, ha dovuto revocare la condanna di Palamara. L’ex magistrato si appresterebbe ora a chiedere la revisione della sanzione disciplinare della radiazione, sostenendo che sia sproporzionata poiché basata su presupposti penali ormai decaduti.
Si tratta, all’evidenza, di una scelta legislativa politicamente trasversale e, per molti versi, dissennata. La gravità di questa riforma non è attenuata dal fatto che sia stata sostenuta anche da politici e sindaci di sinistra; la cancellazione del reato è stata giustificata con la cosiddetta “paura della firma”.
Invero, sostenere l’eliminazione di un reato per il timore di firmare è un paradosso logico. Seguendo questa linea:
– I medici dovrebbero smettere di firmare cartelle cliniche;
– Gli avvocati di firmare atti giudiziari;
– Gli imprenditori di firmare titoli di credito.
– Gli insegnanti di firmare il registro di classe.
Vogliamo recuperare un minimo di decoro?

Persino il Prof. Avv. Franco Coppi, storico legale di Berlusconi e certamente non sospettabile di pregiudizio ideologico, ha aspramente criticato l’abrogazione dell’abuso d’ufficio.
Il richiamo dell’Europa
La realtà è emersa con forza con la Direttiva UE Anticorruzione (marzo 2026): il Parlamento Europeo ha approvato norme per standardizzare il contrasto alla corruzione, obbligando gli Stati a punire l’esercizio illecito di funzioni pubbliche, figura che si sovrappone quasi totalmente all’abuso d’ufficio cancellato in Italia.
L’obbligo di adeguamento
L’Italia dovrà ora adeguarsi entro 24 mesi, reintroducendo una tutela penale per tali condotte. Una “bella figura” — per non dire una vergogna — per il Ministro Nordio e per tutti i sostenitori di questa sciagurata riforma di destra, di centro e di sinistra. Alla luce degli effetti prodotti e del richiamo europeo, i fautori di tale scelta provano imbarazzo?
Provino almeno ad arrossire!
Avv.Leonardo Pinto – Presidente Onorario ANS (Associazione Nuova Sanità e Benessere)

