A questo, che era il classico imperativo del ladruncolo di strada nell’esercizio delle sue funzioni, si è via via uniformata la società in cui viviamo. Solo che mentre nel quiz iniziale del ladruncolo a prevalere era quasi sempre la vita……nella logica del liberismo sfrenato, poi evolutosi nella sua peggiore feroce faccia (il turbocapitalismo) a prevalere è sempre la Borsa!

Ed, infatti, la nostra vita vediamo quanto vale poco con migliaia di morti a fronte di una assistenza sanitaria pubblica non adeguata allo scopo, con le fabbriche chiuse tardivamente per non perdere profitti o addirittura con la spregiudicata teorizzazione (l’abbiamo sentito in questi giorni dagli USA) che in fondo si possono anche sacrificare vite di anziani pur di non fermare l’economia americana.

Insomma prima il dio profitto, poi il resto. Prima la Borsa e poi la vita.

Proprio quella che anche in questi giorni non si ferma con i suoi “giochi” , nemmeno dinanzi a questa immane tragedia! Infatti, leggiamo sui quotidiani di oggi di “Mercati in festa. Borse all’insù.” Che godimento a fronte di tanta sofferenza!

Ma possibile che si fermano le industrie, si sta fermando il mondo, si fermano le slot machine, il lotto e si consente che prosegua questo enorme continuo gioco d’azzardo che si consuma ogni minuto sulla nostra pelle?

Gente che continua a fare miliardi a palate con un clik e che se ne sbatte di dove va a sbattere il mondo.

Ma quando è che le chiudiamo queste Borse? Quando è che la si smette di far credere che il rialzo e il ribasso continuo, ondulazione fisiologica ed utile solo a chi specula e fa soldi è un giorno un bene e un’altro una tragedia immane per l’umanità?

E pensare che le Borse, i mercati finanziari, sono nati qual strumento al servizio dell’economia reale per acquistare e vendere titoli correlati ad essa. E per fare ciò potrebbero aprirsi anche una volta ogni sei mesi.

Ma ora sono qualcosa di enormemente diverso e da strumenti di servizio sono passati loro a dettare legge, sino a trasformarsi in strumenti di rapina, con tanta carta straccia spacciata per soldi, ma capaci  di condizionare i poteri democraticamente costituiti, ovvero i governi degli Stati.

Così non va. E lo dimostra questo frangente  che ci sta facendo uscire tutti dall’ubriacatura generale in cui siamo stati tenuti per non vedere la realtà.

Quando sta accadendo, sta dimostrando nella sua drammaticità come tutte queste sovrastrutture, lacci e lacciuoli, in cui l’umanità è stata stretta a livello mondiale da interessi sempre più predatori siano (in quanto invenzione umana e non leggi della natura) modificabili, cancellabili addirittura.

Ve la ricordate la sacralità del patto di stabilità? Quello che era intoccabile? Ebbene ora più nessuno si azzarda a difenderlo!

Ma ora tocca alla BCE a cui da molte parti viene chiesto che faccia la sua parte di Banca centrale a sostegno pieno ed illimitato delle esigenze delle popolazioni dei vari Stati. Come è giusto che accada in ogni Stato che si rispetti.

L’Europa non è pronta per questo? E allora si dia una mossa, recuperi il tempo perduto e si faccia per davvero quello che doveva essere , quello che dovrebbe essere: un Superstato, migliore e più potente di ogni suo singolo Stato componente.

E lo faccia subito, superando gli sterili egoismi che la pervadono e la bloccano. Perchè se fallisce ora decreta la sua ineluttabile fine!

Invece c’è chi si ostina a voler propinare la polpetta avvelenata del MES. Ma quando la si smetterà di preparare e collocare questi cappi al collo degli Stati membri?

E’ evidente (anche se non a tutti) che o l’Europa diventa in grado di accompagnare la crescita e il benessere dei suoi cittadini, vieppiù in una situazione drammatica come questa,  oppure non ha alcuna ragione di esistere. Dando così ragione ai suoi peggiori nemici.

Ora che siamo costretti a stare braccati nelle case per evitare di venire contagiati da un virus e rischiare di morire per mancanza di posti letto negli ospedali pubblici ridotti ai minimi termini perchè in questi decenni bisognava favorire la “borsa” dei privati, una cosa la possiamo fare: pensare, ragionarci su!

Prendere atto di un sistema che non è palesemente costruito per il benessere delle persone (sia dal punto di vista economico che della loro salute) e pensare a come capovolgerlo come un calzino, una volta che sarà passata questa “livella virus”, come avrebbe forse riscritto i suoi versi Totò.

Lo cominciano a dire in tanti e a voce sempre più alta: questo capitalismo va cambiato e profondamente.

E l’unico modo è quello di rispondere al quiz iniziale: la vita! Sempre e prima di tutto!