martedì, 7 Febbraio , 2023
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La balla del condono di Conte per Ischia? Basta leggere la norma! Eccola!

E’ oramai una consuetudine, purtroppo, vedere capovolta la realtà con la diffusione di false notizie. Prescindendo dai dati reali. Un grave danno per la democrazia e per i cittadini. Dopo la tragedia di Ischia palesemente provocata dall’abusivismo tollerato dalle classi politiche che si sono succedute da decenni. Poi salvaguardato da ben tre condoni (il primo di Craxi del 1985 e poi altri due di Berlusconi del 1994 e del 2003). Ma è subito partita una grancassa contro Giuseppe Conte che avrebbe, nel 2018, anche lui varato il suo bravo condono. Ma è una balla. Perchè, semplicemente, non è vero. E chi lo dice? L’articolo di legge che gli viene imputato. Basta leggerlo. E non solo il titolo! Il solo che viene citato per sostenere l’accusa. Tanto chi è che lo va a leggere per intero? E questa furbata funziona se sono giorni che nei talk e nei TG continua a reggere questa pantomima senza che vi sia nessuno tra conduttori e giornalisti che faccia questa elementare operazione. Prendere il famigerato articolo 25 del cosiddetto Decreto Genova (decreto-legge 28 settembre 2018, n. 10, poi convertito nella legge 16 novembre 2018, n. 130) e leggerlo. Eccolo, non è che ci vuole molto:

Art. 25

Definizione delle procedure di condono

1. Al fine di dare attuazione alle disposizioni (di cui al
presente capo ), i Comuni di cui all’art. 17, comma 1, definiscono
le istanze di condono relative agli immobili distrutti o danneggiati
dal sisma del 21 agosto 2017, presentate ai sensi della legge 28
febbraio 1985, n. 47, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla (legge 24 novembre 2003, n. 326 ), pendenti
alla data di entrata in vigore del presente decreto. Per la
definizione delle istanze di cui al presente articolo, trovano
esclusiva applicazione le disposizioni di cui ai Capi IV e V della
legge 28 febbraio 1985, n. 47.
( 1-bis. Per le istanze presentate ai sensi del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326, le procedure di cui al comma 1 sono definite
previo rilascio del parere favorevole da parte dell’autorita’
preposta alla tutela del vincolo paesaggistico. Per tutte le istanze
di cui al comma 1 trova comunque applicazione l’art. 32, commi 17 e
27, lettera a), del medesimo decreto-legge n. 269 del 2003 ).
2. I comuni di cui all’art. 17, comma 1, provvedono, anche mediante
l’indizione di apposite (conferenze di servizi ), ad assicurare la
conclusione dei procedimenti volti all’esame delle predette istanze
di condono, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto. (Entro lo stesso
termine, le autorita’ competenti provvedono al rilascio del parere di
cui all’art. 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326).
3. Il procedimento per la concessione dei contributi (di cui al
presente capo) e’ sospeso nelle more dell’esame delle istanze di
condono e la loro erogazione e’ subordinata all’accoglimento di dette
istanze. (Il contributo comunque non spetta per la parte relativa
ad eventuali aumenti di volume oggetto del condono).

Anche uno che ha fatto le elementari capisce quanto scritto. Ovvero che dovendo erogare i contributi stanziati per il sisma che aveva colpito l’isola il 21 agosto 2017 e non essendo possibile assegnarli ad immobili non in regola, si invitano i Comuni a decidere entro sei mesi sulle pratiche in essere per quelle case che avevano in sospeso pratiche di condono avanzate in base alle leggi precedenti di Craxi e Berlusconi. Chiaro?

E tutto questo tenendo conto che a Ischia ci sono circa 27mila richieste di condono, di cui 13.500 relative a case interamente abusive, su un totale di 60mila sull’isola. Solo a Casamicciola, Comune di poco più di 8mila abitanti, le domande sono 3.506, secondo dati di Legambiente. Lo scopo, era quindi di smaltire quelle richieste arretrate, nessun nuovo condono.

Se un appunto bisogna fare alla norma del 2018 è lo stabilire la “esclusiva applicazione” delle regole del 1985, ignorando quelle stabilite per i condoni successivi, del 1994 e del 2003, che Legambiente valuta più stringenti in certi ambiti (come per il rischio idrogeologico).  Ma è chiaramente falso che si sia approvato un nuovo condono.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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