Era già capitato che un ministero fornisse dati sbagliati sul proprio sito internet.

Un episodio siamo stati proprio noi da questo blog a scoprirlo e segnalarlo nel marzo scorso. Fu allora il Ministero dell’Interno a pubblicare dati platealmente errati con riferimento agli ennesimi tagli a danno dei comuni:

https://giornalemio.it/cronaca/se-al-ministero-sbagliano-anche-i-tagli-ai-comuni/

….che poi furono ripubblicati correttamente a distanza di qualche giorno……

https://giornalemio.it/cronaca/ora-lelenco-dei-tagli-ai-comuni-sul-sito-del-ministero-e-quello-giusto/ .

Ora ce ne è stato un altro clamoroso ad opera del Ministero del Lavoro, quello guidato da Poletti, impegnato a sfornare dati per magnificare le virtù taumaturgiche del JobsAct e delle sue capacità di moltiplicazione degli occupati e dei contratti di lavoro a tempo indeterminato (che è una falsità terminologica enorme, considerato che si è ora tutti licenziabili in qualsiasi momento, anche senza giusta causa e non più reintegrabili nemmeno a fronte di una sentenza del giudice che sancisce un licenziamento illegittimo).

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Ma chi di propaganda ferisce…. di propaganda perisce.

Ed ecco che, contando sul fatto che nessuno controlla i numeri, il Ministero è scivolato sulla buccia di banana dei dati relativi al mese di luglio che si voleva anch’essi far passare come mirabolanti.

Si era, in sostanza, fatto  lie­vi­tare notevolmente il numero di con­tratti avviati, al netto delle ces­sa­zioni, tra gen­naio e luglio di quest’anno, un esercizio troppo enorme per farlo passare per una svista 8come poi si è cercato di fare)

Ma qualche ficcanaso di giornalista (Marta Fana su Il Manifesto http://ilmanifesto.info/ministero-buffo-e-i-dati-veri-del-jobs-act/) ha fatto un pò di conti ed ha rilevato che le cose non stavano proprio come sostenevano le “veline” ministeriali.

Anche il raffronto con l’Istat evidenziava la discrasia.

All’inizio hanno tentato una maldestra difesa accusando i giornalisti di non saper fare i conti, ma poi hanno dovuto ammettere il pasticcio e ripubblicare (http://www.lavoro.gov.it/Priorita/Pages/20150825_Nota-Comunicazioni-obbligatorie-Luglio-2015.aspx ) le tabelle corrette.

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Insomma, morale della favola quello che doveva essere un cannone (il JobsAct) si sta rivelando essere una pistola ad acqua, ma è difficile ammetterlo. Esso a fronte di meno diritti non è in grado di garantire nulla di serio per un serio e duraturo incremento dell’occupazione, se non una mera trasformazione (inizialmente più marcata ed ora sempre più tenue) di contratti a tempo determinato già in essere.

E pensare che a fronte di ciò si è fatto strame di diritti -conquistati in decenni di lotta- a  tutela della dignità di chi presta la propria opera al servizio di un’azienda. Tra tutti l’art.18, ovvero la tutela di non poter essere licenziato senza una giusta causa e con il diritto al reintegro sul posto di lavoro nel momento in cui un giudice avesse accertato la illegittimità del licenziamento.

Oggi siamo all’usa e getta, alla monetizzazione del diritto più elementare, quello della dignità umana del lavoratore.

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E’ incredibile come ciò che non era stato consentito in un ventennio a Berlusconi è stato concesso fare al simil-Berlusconi-Renzi, che per giunta la vorrebbe spacciare come cosa di sinistra. Roba da matti. Ma tant’è…anche se ci dispiace!

Il guaio è che il grosso dei penalizzati (i giovani) da questa precarizzazione permanente –complici le notevoli distrazioni di massa in campo e la assoluta assenza di una sinistra degna di questo nome-  se ne accorgerà quando sarà troppo tardi e, soprattutto, con l’onere di ricominciare da capo per ri-avere norme altrettanto dignitose di quelle conquistate dai propri nonni e genitori ed ora cassate con tanta leggerezza.

Ma chissà se e quando mai ciò accadrà…..

 

Ecco le tabelle in questione:

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tabella-ministero-errata

tabella-ministero-corretta