Ogni giorno la TV ci consegna immagini sempre più drammatiche di questo esodo. Per i tanti che arrivano, centinaia si perdono per strada annegati, soffocati nelle stive dei barconi e nei camion.

Diventa sempre più grande questa tragedia che ha trovato impreparati i governanti del mondo occidentale (ma su che cosa si sono dimostrati mai preparati?) e che spaventa sempre più i cittadini europei, diventando così facili prede di sciacalli che sperano di lucrare così qualche voto.

C’è una passività di massa preoccupante, privi come si è –oramai- di strumenti politico-culturali atti a decodificare ed inquadrare ciò che ci accade intorno e questo fenomeno di centinaia di migliaia di disperati che non è certo destinato a fermarsi, considerato che è solo l’avanguardia dei milioni di esseri umani stipati nei campi profughi del medioriente e africani e  che non possono più restare dove sono.

Sono queste le vittime delle tante “nostre” guerre “umanitarie” (mai ossimoro fu così tragicamente devastante). Si le  “nostre” (Europa ed USA), mettiamocelo bene in mente, perché se non partiamo da questo punto fermo non potremo mai affrontare la realtà che ci sta travolgendo con realismo, salvo volersi nascondere dietro un dito e dare credito a scorciatoie propagandistiche.

La “guerra” questa parola bruttissima a cui abili artifizi propagandistici sono riusciti ad attribuire addirittura un senso positivo, caritatevole. E così via alla guerra a Saddam Hussein sulla scorta di un pericolo rivelatosi falso e poi via alla guerra a Gheddafi e, ancora prima, a quella in Afganistan e in tutti i centinaia di focolai distribuiti qui e la nelle aree povere del pianeta (Siria, Somalia, ecc.).

Spesso Paesi ricchissimi di materie prime e da noi ridotti in miseria per alimentare il nostro benessere. Spesso Paesi con un loro equilibrio interno che noi abbiamo colpevolmente destabilizzato e buttato nel caos. Ed eccolo qui il risultato che come un boomerang ci torna indietro.

La terza guerra mondiale che potrebbe venire? Ma è già in corso se è vero come è vero che solo in Iraq, Pakistan e Afganistan dal tragico 11 settembre 2001 sono state oltre un milione e trecentomila le vittime. E tutte le altre migliaia di questi ultimi anni e mesi?

Ma, non contenti di tutti questi danni, si riparla ancora di “guerra” da fare in nord Africa.

Ancora una “guerra umanitaria” ovviamente…contro gli scafisti e per organizzare dei campi di concentramento in nord africa per questi disperati che osano venire a disturbare la nostra quiete.

A proposito, ma perché poi solo la guerra in Libia e non anche  in Turchia e Grecia visto che anche da lì il flusso di migranti è in corso? Suvvia non ci avete ancora pensato?

Ma non è un war game!

E allora sveglia, prima che questo corto circuito ci porti alla estrema ratio. Perché è evidente che non saranno altre guerre o i respingimenti a fermare ciò che è inarrestabile.

Occorre prendere atto che non vi è alternativa (almeno nell’immediato) ad accogliere queste persone e ad aiutarle “a casa nostra”, dargli una dignità e farle persino organizzare affinchè possano diventare l’unica vera speranza di un cambiamento nei loro stessi Paesi da cui fuggono, ma che non è detto non vogliano tornarci in condizioni diverse.

500 milioni di abitanti del vecchio continente possono ben reggere l’urto di 500 mila e persino un milione di persone.

immigrati

Occorre aiutarli qui ed ora. Per poi  impegnarci a ricostruire le condizioni a casa loro affinchè chi c’è ci possa restare e chi è scappato ci possa tornare un giorno. Altro che nuove guerre!

C‘è necessità -come l’ossigeno- di buona politica di massa capace di capovolgere i paradigmi dominanti che hanno prodotto nel tempo questo scenario apocalittico.

Ma anche qui c’è un deserto…soprattutto a sinistra dove pur  dovrebbero esserci i germi, gli anticorpi a questa deriva distruttiva. Una sinistra scomparsa, assente, sconfitta perchè subalterna al pensiero unico dominante…

Nemmeno la consolazione di quel rosso …che di sera…faceva sperare nel bel tempo successivo! Al momento è il nero a prevalere …e non solo nel colore dei protagonisti di questa tragedia!