E’ una follia!” l’hanno bollata epidemiologi dell’Università di Pisa, “E’ assolutamente sbagliato. Non diamo false illusioni e speranze”. Persino Burioni, ha liquidato la proposta come dannosa, così come addirittura l’amico Calenda lo taccia di essere “poco serio”.

Di chi e cosa parliamo?

Del solito bulletto di Rignano sull’Arno che ne ha sparata una delle sue: “Bisogna ripartire. Riapriamo fabbriche e scuole. Non si può aspettare il vaccino.”

E lo ha fatto dopo che il presidente del’Istituto Superiore della Sanità Silvio Brusaferro e il direttore del Consiglio Superiore della sanità Franco Locatelli, nel giorno più nero in cui si sono contati 969 morti, hanno detto all’unisono:”Si, siamo di fronte ad un rallentamento della crescita.Stiamo osservando segnali chiari di efficacia delle misure di contenimento” ma “bisogna continuare così” ed andare oltre il 3 aprile “sarà inevitabile, non siamo in una fase marcatamente declinante, ma in una fase di contenimento“.

Solo quando la curva comincerà a scendere significativamente e stabilmente bisognerà immaginare “alcuni mesi in cui adottare misure attenuate“.

Anche il più sprovveduto (ma il bulletto lo è evidentemente molto di più) comprende che abbiamo di fronte un periodo indefinito in cui le vite dei fortunati (rispetto a quelle di chi non ha sofferto o peggio è morto) sarà destinato a rimanere sospeso.

E che di fronte al busillis “La borsa o la vita” (https://giornalemio.it/politica/la-borsa-o-la-vita-loggi-e-il-dopovirus/) occorre scegliere senza dubbio la vita. Anche perchè se non ci si salva la pelle i soldi non servono a un bel nulla.

Ma Renzi il suo campo di interessi lo ha fatto da tempo (le sue scelte di quando era al governo parlano chiaro) ed è dalla parte della borsa, del profitto.

Uno che è capace con le sue esternazioni di far irritare persone tradizionalmente calme come lo storico dirigente dell’area migliorista del PCI Emanuele Macaluso che con riferimento ad alcune altre sue esternazioni di qualche giorno fa non ha esitato a bollare questa sua attitudine a spararle così grosse come “imbecillità politica”.

È bene ricordare che – ha scritto Macaluso – da qualche anno, in Italia imperversa il virus dell’imbecillità politica. Oggi, con il Covid 19, quest’altro virus si è accentuato. Ed è evidenziato da coloro che si agitano scompostamente nell’opposizione al governo pensando ad una possibile crisi. Tra questi c’è anche il solito Renzi, con il suo 3%, che parlando al Senato vorrebbe una commissione d’inchiesta. Immagino lo chieda da virologo”.

Capiamo quanto possa essere dura per chi, abituato ai riflettori, è ora messo in ombra da un competitor eccezionale ed imprevisto qual’è Covid-19.

Ma c’è un limite alla decenza che non andrebbe  varcato……anche per non alimentare l’impazienza degli italiani ad asfaltarlo quanto prima una volta per tutte.