HomePoliticaIL PARTITO E’ MORTO? E ALLORA TOGLIETE QUEL SIMBOLO!

IL PARTITO E’ MORTO? E ALLORA TOGLIETE QUEL SIMBOLO!

Il Partito è morto! Parlasi del PD! A darne il triste annuncio ufficiale (a chi non se ne fosse ancora accorto) è stato Marcello Pittella! Ed in effetti chi meglio del Presidente della Regione Basilicata poteva ufficializzare con tanto candore questo de profundis proprio al cospetto di Salvatore Adduce che è candidato sindaco proprio di quel partito?

Ci sarebbe da piangere! Ed invece stranamente si sorride, come se fosse la cosa più normale di questo mondo.

Davvero non sappiamo, conoscendone l’irruenza, come Adduce abbia resistito alla tentazione di mettere alla porta del suo comitato elettorale un siffatto Pittella che gli va a raccontare che lui (che conta come l’asso di coppe a Matera)  lo sostiene eccome, ma che i suoi amici (con cui mantiene “legami affettivi”) faranno però liste contro il candidato del PD (cosa che lui eufemisticamente derubrica a “diversità di pensiero”).

Ma davvero non c’è più alcun limite alla decenza? Siamo alla teorizzazione della “normalità” dell’anormalità? Scusate la cacofonia.

Tu sei dirigente di un partito? Non ti preoccupare, perché se non ti garba, in una qualsiasi elezione (comunale, regionale, provinciale) puoi liberamente organizzare liste concorrenti, votare e far votare contro il tuo (?)  partito!

Il tema vero –ci rivela Pittella- è che c’è un altro Partito Democratico”, confessando un profondo deficit in matematica stando alla parcellizzazione in corso, nettamente superiore a due! Forse anche qui (come per la vicenda dei rifiuti) un disegnino Adduce glielo poteva fare per spiegare meglio la situazione.

Ma d’altronde, come può lui peccatore della prima ora, scagliare la pietra oggi contro chi lo emula? Ha, infatti, detto:“Le divisioni hanno toccato anche me in passato quando mi sono candidato per le primarie e nessuno ha chiesto la mia espulsione dal partito. Io non lo farò per altri. Non possiamo condannare all’ergastolo chi è portatore di una idea diversa”.

Stia tranquillo che qui vige la prescrizione perenne. Infatti, prima di lui c’era stato il “Pasticcio di Pisticci” di cui si è occupato persino l’Espresso e da tutti è stato ritenuto “normale”! Poi Luca Braia & C. alle regionali e che, imperterrito, si è potuto candidare tranquillamente alla segreteria di quel PD avversato, ragione per cui ora riceverà dallo stesso Pittella l’onoreficenza che merita come ribadito nell’occasione : “Luca Braia entrerà in giunta NON in cambio del suo sostegno ad Adduce. La vicenda di Matera non c’entra nulla.” (capito Adduce?)

Tutto e il contrario di tutto è oramai giustificato in questo che,  non potendolo nemmeno definire “non-partito” senza offendere i grillini, al massimo è equiparabile ad un condominio, pure dei più rissosi.

E secondo Pittella di questo “non ci possiamo scandalizzare”! E no!Almeno questo non ce lo potete impedire! Non è nella vostra disponibilità!

Eppure un suggerimento lo vorremmo dare, noi che antichi siamo, così legati alla logica, alla coerenza e al buon senso (tutta merce come si vede fuori mercato).

E ci rivolgiamo ad Antonio LUONGO che, sembra incredibile, ma sarebbe il segretario-amministratore di questo condominio regionale.

E allora Antonio una preghiera! Se anche tu accetti questa teoria pittelliana (e sicuramente la condividi, come prima di te fece Speranza, altrimenti staresti lì con la mazza in mano) perché ti ostini a presentare nelle elezioni materane (ed in ogni altra parte dove c’è una simile parcellizzazione-condivisa) il simbolo del PD?

Se il partito è morto! Se vien così spudoratamente celebrato il ”tana libera tutti” che senso ha farlo apparire sulla scheda?

Non conviene a tutti che non ci sia? Non fareste cosa buona e giusta evitare di confondere ulteriormente l’elettorato?

Converrebbe anche a Salvatore Adduce secondo noi. Perché oramai è chiaro che la sua sarà una campagna all’arma bianca, contro quasi tutti i suoi compagni di quel “partitochenonc’è“! E allora la battaglia (con la vittoria o la sconfitta finale) non sarebbe meglio fosse tutto merito (o demerito) suo? Se perde paga, se vince prende il banco!

Non gli sono fischiate le orecchie quando, sempre Pittella, ha detto: “oggi Luca Braia e Maria Antezza sono qui insieme a me a sostenere Salvatore Adduce”?

Non si è posto anche lui il dubbio dell’ottimo Rossano Cervellera su “La Nuova del Sud” : “Se Pittella sta con Adduce, i cosiddetti pittelliani, vale a dire quegli attivisti del PD che si rivedono nella leadership politica del presidente della Regione possono stare in lista con De Ruggieri”? E i “braiani-antezziani” -aggiungiamo-possono anche loro? E non solo con De Ruggieri a sentire i rumors!

Non so a Matera, ma da altre parti questo si chiama “presa per il sedere”! Con la politica buttata nel ridicolo più totale!

Una cosa è certa, a tutti gli attori di questa vicenda elettorale una bella ripassata su cosa dovrebbe essere un partito non gli farebbe davvero male! Almeno per evitare ridicoli e mortificanti contorsionismi.

Anche perchè, diversamente da qui,  i renziani a Roma reclamano un giorno si ed un’altro pure atteggiamenti da “centralismo democratico” alle varie minoranze….

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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